10
lug

 

 

 Leggendo “Tra… i miei colori”…

Cosa trasformo, o dispiego e realizzo,
in tonalità, spazi di forme e miriadi di colori?

Tutto cíò che colpisce il più intimo di me stessa; e a tal punto che sento il bisogno irrefrenabile di esternarlo, di farlo vedere, toccare, capire agli altri e, soprattutto, a coloro i quali sembrano, di fronte alle tristezze della vita, rimanere indifferenti; insomma, a tutta quella folla di esseri umaní, vuota e miserevole, che si preoccupa delle banalità della vita, di quelle assurde e miserevoli espressioni della quotidianità che la fanno sentire ed apparire sempre più sola e lontana da Dio.

I colori, forti e intensi, gli accostamenti, cromatici e di tratto, quasi sempre violenti, sono il grido, il mio grido di dolore che vorrebbe riuscire a scuotere la fredda e statica folla che si trascina stancamente tra i futili problemi dell’esistere.

La luce nei miei quadri, è la fede, la speranza, la preghiera, che io riesco a rivolgere a Dio. Quella luce, per me è significazione, sia per la realizzazione dell’opera, sia per continuare a vivere, sulla terra, tra gli uomini.
Luce = Fede = Amore = Dio, …
e Famiglia, Ammalati, Disabili, …
e Tutti quelli che soffrono, intensamente,
e … Natura.
Io, che dipingo, penso sempre e profondamente a chi ha bisogno di Luce, perché è certamente, di Essa che si vive. Il buio, le simbologie oscure come quella del serpente, i colori cupi, gli occhi chiusi, la tristezza, il dolore, la solitudine sono l’oggetto delle mie attenzioni, delle mie ricerche e scoperte.

A tutto cíò io non riesco a restare indifferente.

 Agata Fasulo

 

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