Scrivere sugli Artisti
Scrivere sugli Artisti
Forse, un pedagogista non può scrivere sugli Artisti, perché cercherebbe di coglierne sempre e soltanto il messaggio trasformativo che si cela tra le parole, tra le linee, tra i colori, tra le pieghe della materia da plasmare o scalpellare, oppure tra le note. Forse, potrebbe scrivere dell’Arte! O, forse, tal soggetto, non può che trovar difficoltà soprattutto quando tali Artisti son a lui moglie e figlia, le quali, sorprendendolo, si combinan insieme nella creativa produzione dell’Artista e della Donna, perché il padre sa o crede – o s’illude forse – di sapere cos’è che le distingue, cos’è che le unisce, cosa le tiene costantemente insieme, mentre lui, per natura forse, non riesce a viver totalmente tal connubio magico che l’altrui pensar maschile sempre sorprende. Madre e figlia o figlio che sia, uniti sempre per linfa radicale che dalla madre si diparte, da quella madre che sente, che avverte, che coglie e continuerà a sentire, sempre, attraverso quel legame ombelicale che rimane, anche se qualcun sempre tenterà, nel tempo, di reciderlo. Ciò accade nella commistione di intenti, anche se tal intenti divenuti, nel passar delle ore, diversi, si manifestano – casualmente? – pure nella produzione, nella artistica creazione. Soprattutto se la figlia, un dì, sempre più felice, col suo viso di bimba, di ritorno dalla Spagna col suo amore, duplicò il suo sorriso, perché nel grembo teneva e curava già due anime in minuscoli due corpicini danzanti nella liquidità della vita: Siria e Nicole. Ma, dopo … triste Volontà duplicò all’infinito il dolore che a tal livello la bimba non aveva mai avuto a conoscere. La madre, allor, tratteggiava e dipingeva il proprio e il di lei dolor sensibile e la figlia … scriveva. Il padre parlava, forse giustamente inascoltato, perché più forte in lui lo yang dello ying! Chissà! Versi, che il padre recitava nel suo triste silenzio, mentre sfogliava i tratti creati dalla moglie e scorgeva, stupito, che si fondevano nei loro movimenti, nei loro passaggi, nei loro apparire e allontanarsi dalla vista … col continuar ad udire quel ch’avea pria letto. Recitava e fermava il suo dire, perché il dir suo … rotto nella voce dal confluir del verso e del tratto di matita o della china in misterioso e lacerante insieme. E il capo chinava e, per un attimo, lo ying vinceva in lui, subito sconfitto e sopraffatto dal suo yang imperioso e, sì, falsamente forte e rigoroso.
Sì, il padre osserva e narra e … piange, mentre le sue Donne vivono il tormento che ricrea però, e conduce a nuova vita, a nuove vite. E s’accorge, infin, che d’Arte né d’Artisti ha lui parlato, ma di moglie e di figlia unite nel lor parlar della vita … con l’Arte!
I.L. (ovvero Notes-bloc)
E’ bellissimo quello che hai scritto, Notes.
L’amore che traspare chiaro dalle tue parole, è così grande che emoziona e coinvolge.
Buon Compleanno, caro Amico, Tanti Auguri!
Valentina
Da te scritta con il cuore … sentita da me con l’anima.
Buon Compleanno carissimo Amico!
Mi perdo nel sentiero della tua anima che nell’arte espande il suo ego vitale. Sento un portico di dolce e atroce tormento che ora lenisce ora illude ma fermamente credere che la vita è degna d’esser vissuta.
Un abbraccio cordiale e pregno di amicizia.
Paolo Musolino.
Auguri!
Magico connubio tra arte e vita scritto con il tuo…grande cuore. Benvenuto carissimo, e Buon Compleanno…che la festa duri tutto l’anno. Un abbraccio.
Roberta
Carissime e carissimo,
Vi sento sempre vicine/o al mio cuore, soprattutto quando si sta a narrar della vita!
Un caro abbraccio a tutti voi,
Notes-bloc
Grazie, Ignazio, e grazie a tutti voi che ci state vicini
Molto interessante!
Quando si tratta di madre e figlia, l’incanto d’affetto prende il sopravvento.
L’Arte e’ in ciò che vi unisce e che osservi, così lievemente.
Maristella