Le grandi bugie

By Gavino Puggioni On novembre 14th, 2011

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Cronaca spicciola, mica tanto, di questi primi giorni di novembre.
 
Voglio dimenticare, ancora una volta, quella festa inusitata, stupida e maldestra che viene chiamata Halloween, da noi italiani importata e scimmiottata, sempre insulsa, da quattro soldi di finto orrore, celebrata il 31 di ottobre, ovviamente globalizzata. E dopo, di quattro soldi se ne spendono veramente tanti, inutilmente.
Ma perchè costringere i nostri bambini-adolescenti aa una ricorrenza che non ha niente, ma proprio niente, di italiano? Perchè ci dobbiamo adeguare ai “bisogni oziosi”, dicono rilassanti, di altri popoli quando ognuno di questi ha il suo bel carnevale?
Ma è una necessità? Un bisogno?
Ma le famiglie italiane (tutte benestanti, senza problemi, secondo il Guidatore Massimo) non possono avere il coraggio di dire ai loro pargoli che questa festa non si fa?, perchè è inutile, perchè fa spendere altri quattrini, perchè ci fa sembrare quelli che non siamo, perchè possiamo vivere delle nostre ricorrenze, anche allegre, che non hanno niente da invidiare a quelle d’oltre oceano.
Quand’è che decideremo di vivere delle nostre risorse, antichissime e bellissime, senza dover andare a copiare quello che altri fanno? Ma perchè non decidiamo di rispettare le nostre tradizioni nella nostra amata lingua, anche nei nostri vari dialetti che vanno perdendosi in tutte le regioni del nostro
paese?
 
Durante e dopo questo G20, l’Europa, la BCE e il FMI  han detto all’Italia, con diplomazia, con
fermezza eufemistica, per l’ennesima volta, che bisogna “attrinzarsi”, verbo che tradotto dal mio sassarese, significa “tirarsi su le braghe”, perchè ormai queste sono arrivate sotto i polpacci e stanno per toccare terra.
In pratica queste istituzioni, di cui ci vantiamo di fare parte, hanno invitato il nostro paese a fare, a produrre, ma non solo idee o proclami.
Il nostro Guidatore Massimo ha assicurato tutti costoro sopracitati che l’Italia sta facendo e farà il suo dovere, come sempre!, anzi, di più, tant’è che lo stesso “ha chiesto” a lor signori di monitorare pure i nostri conti e quelli economici e quelli finanziari, tanto troveranno tutto in ordine.
Ma ci dobbiamo credere? Purtroppo dobbiamo provarci, a credere!
Ma questa volta, e questi controlli avverranno, pare che alla nostra Italia quei signori stiano riservando un trattamento particolare, vista la staticità del nostro governo, la sua scompostezza, direi la sua politica asimmetrica, visti alcuni o molti dei suoi componenti, verdi di rabbia padana,
la stessa politica economica che vola lontana dall’idea di raggiungere tutti quegli obiettivi che sulla lettera-carta all’UE sono stati strombazzati come realizzabili in breve tempo.
Ovvero, pareggio di bilancio nel 2013, rendiconto, quasi di famiglia, dei contributi europei per progetti faraonici realizzati a metà o da realizzare, assestamento del debito pubblico, PIL, e tutti gli altri mostri-conti pubblici, in primis quelli di Fin- Meccanica.
(Evviva! Ma è proprio vero che il famigerato Ponte di Messina non si farà più?)
 
Nel frattempo, mentre si urla da destra a manca che bisogna risparmiare, che bisogna dimezzare le prebende dei nostri politici, dagli onorevoli a quelli men che meno, dai presidenti di regione a quelli di Enti per le Acque e le Fogne, dagli amministratori ai dirigenti di aziende pubbliche, nel frattempo, dicevo, il popolo sovrano viene a conoscenza che il nostro Ministero della Difesa ha consegnato ad alcuni generali del nostro Esercito, o Marina o Aviazione, (questo non s’è capito!) ben 6, ma dicono assai di più, auto Maserati, super blindate, per poter svolgere meglio la loro missione. Ma quale missione, quella di guerra, dentro la quale ci sono i nostri soldati?
E queste macchine di lusso chi le ha pagate? E la benzina chi la paga?
Ma al fronte, non più quello italiano, si va con le Maserati?
Ma dove stiamo precipitando, signor Ministro?
 
Gavino Puggioni
il 5 di novembre 2011

4 Responses to “Le grandi bugie”

  1. Caro Gavino, la penso esattamente come te. Ogni giorno che passa è sempre peggio, siamo offesi, smarriti, delusi, angosciati e la barca sta affondando è ci sono tanti gran signori
    che se ne fregano di tutto. Oggi pensavo: se esiste al mondo un luogo ancora dove poter vivere…perchè ora non si vive, ci limitiamo a respirare con difficoltà.
    Grazie
    Un saluto affettuoso
    Graziella

  2. Caro Gavino , che gioia leggerti!E come non condividere amaramente quanto scrivi. facciamo festa a casaccio solo per adeguarci,compriamo due cellulari ai figli adolescenti per renderli”eguali”agli altri ma poi non insegnamo loro quali sono i diritti e i doveri e stentiamo a parlare di valori , quasi diano la febbre.
    Il nostro capo dello stato ha provato a dire ai vari signori incollati alle poltrone di rinunciare almeno in parte ai loro privilegi(zuppa di cozze e gamberi ,o,90 centesimi) ma pochi, anzi pochissimi lo hanno seguito.Siamo diventati un popolo arrogante e maneggione quando eravamo stati in grado ,dopo guerre devastanti , di produrre una delle migliori costituzioni d’Europa.Ma…se Vico aveva ragione , ci sono i corsi e ricorsi della storia e magari (forse non mi sarà dato assistervi) ci sarà una rimascita dalle ceneri di una
    decadenza ormai palese.
    Grazie amico.
    Tinti

  3. E adesso che tutto pare cambiato… mi sa che a pagare saranno (saremo) sempre gli stessi.

    Bell’articolo, Gavino!

    Milvia

  4. Carissimo amico come te sono amareggiata e non mi capacito di come l’uomo riesca a essere così cieco ed ottuso, la nostra storia politica c’insegna di quanto siamo fragili e bisognosi di falsi idoli, ma voglio unirmi al pensiero di Tinti ed auspicare che torni al più presto la rinascita per questo paese che ha bisogno di una nuova “cultura” di pensiero e soprattutto di cuore. Noi comunque abbiamo aperto gli occhi e continuiamo la nostra strada, il mio più grande rammarico è per i soliti “poveri cristi” costretti a pagare colpe per scelte economiche e di cattivo potere, e pur soffrendo non posso fare altro che continuare a lottare e a scrivere il malessere che sento intorno e faccio mio. Grazie Gavino per la riflessione, sono contenta di rileggerti, buona domenica, a presto.
    Roberta

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