Estate
Una Stella Alpina
accanto a una Margherita:
L’Estate è finita,
come una breve vita.
Una Stella Alpina
accanto a una Margherita:
L’Estate è finita,
come una breve vita.
Su le dentate scintillanti vette
salta il camoscio, tuona la valanga
da’ ghiacci immani rotolando
per le selve croscianti :
ma da i silenzi de l’effuso azzurro
esce nel sole l’aquila, e distende
in tarde ruote digradanti il nero
volo solenne.
Salve, Piemonte! A te con melodia
mesta da lungi risonante, come
gli epici canti del tuo popol bravo,
scendono i fiumi.
Scendono pieni, rapidi, gagliardi,
come i tuoi cento battaglioni, e a valle
cercan le deste a ragionar di gloria
ville e cittadi:
la vecchia Aosta di cesaree mura
ammantellata, che nel varco alpino
èleva sopra i barbari manieri
l’arco d’Augusto;
Ivrea la bella che le rosse torri
specchia sognando a la cerulea Dora
nel largo seno, fosca intorno è l’ombra
di re Arduino ;
Biella tra ’l monte e il verdeggiar de’ piani
lieta guardante l’ubere convalle,
ch’armi ed aratri e a l’opera fumanti
camini ostenta ;
Cuneo possente e pazïente, e al vago
declivio il dolce Mondoví ridente,
e l’esultante di castella e vigne
suol d’Aleramo;
e da Superga nel festante coro
de le grandi Alpi la regal Torino
incoronata di vittoria, ed Asti
repubblicana.
Fiera di strage gotica e de l’ira
di Federico, dal sonante fiume
ella, o Piemonte, ti donava il carme
novo d’Alfieri.
………
Il resto è retorico e obsoleto, ma questa prima parte… mi piace tantissimo!
Cari Saluti a tutti.
Un tè caldo, le montagne innevate, la polenta sul fuoco. E la sera, uno splendido arcobaleno davanti al nostro balcone.
Così passò Ferragosto.

Parco della Val Trocea (foto di Lily)
Il comune di Pragelato (altitudine media circa 1550 m) è l’ultimo, in Val Chisone, prima della famosa località turistica del Sestriere. Il nome antico, Prat-Zalat (Prato Gelato) deriva chiaramente dal suo clima molto rigido, come testimonia un antico detto locale “nove mesi d’Inverno, e tre mesi d’Inferno”.
Già. L’estate, per noi momento di meritata vacanza, era un “inferno” per gli antichi abitanti della Montagna, costretti a svolgere senza sosta tutte le attività legate all’agricoltura, alla pastorizia, e all’allevamento dei bovini, con la produzione di latte e formaggi. Poi, un inverno da passare chiusi nelle stalle e nelle cucine seminterrate, tutti insieme, esseri umani e animali. Questa vita difficile è raccontata nel “Museo del Costume e delle Tradizioni delle Genti Alpine”.
Perché, viene da chiedersi, vivere in luoghi tanto inospitali?
Perché la Montagna, in tempi assai lontani, era più sicura della Pianura, perché più facilmente poteva essere difesa. L’importanza strategica di questi luoghi, era nota fin dai tempi degli Antichi Romani, che, piuttosto che conquistarla con le armi, preferirono stipulare un trattato d’alleanza con il re Celta di questi luoghi, Cozio. Ed ecco perché queste sono ancor oggi chiamate “Alpi Cozie” (Cotiae).
Seguirono i “secoli bui”, durante i quali, per quanto possa oggi parerci strano, per queste valli passavano importanti vie di comunicazione, frequentate non solo d’estate, con rischi e pericoli che non scoraggiarono affatto mercanti, cantastorie, pellegrini, artigiani.
Durante i secoli XI e XII l’alta Val Chisone fu presa di mira dai Delfini di Vienne, ma in seguito entrò a far parte di un organismo autonomo, la Comunità degli Escartons, che meriterà un articolo a parte, per la sua storia assolutamente unica.
Quando Emanuele Filiberto, duca di Savoia, riconquistò i suoi territori occupati dai Francesi, spostando la propria capitale da Chambery a Torino, le valli intorno a Pinerolo divennero ancora più importanti, militarmente, di quanto non fossero mai state prima: perché, come in gioco di scacchi, conquistare Pinerolo, voleva dire mettere in apprensione Torino.
Le guerre di conquista e riconquista, tra Francesi e Piemontesi, praticamente non conobbero tregua culminando nella storica Battaglia dell’Assietta:
“Ultimo atto della Guerra di Successione austriaca, nel 1747, sullo spartiacque tra alta val Susa e val Chisone la sanguinosa resistenza dei soldati sabaudi proiettò per la prima volta il piccolo Regno di Sardegna tra i grandi protagonisti della politica europea.” ( da montagnapiemonte.it )
Anche questa battaglia, come il Forte di Fenestrelle, meriterebbe articoli dedicati, ma ci sono siti e libri che possono parlarvene meglio di me.
Ciò che conta, è che da allora l’Alta Val Chisone entrò a far parte del Regno di Sardegna, in seguito del Regno d’Italia, e finalmente della Repubblica Italiana. Unica interruzione, l’ormai lontano dominio Napoleonico.
La mia famiglia ha “adottato” questa valle dalla metà degli anni ’80, quanto un amico di Pinerolo ce la presento’. Ci siamo innamorati delle passeggiate, delle vette, dei laghetti, dei paesini, e soprattutto dei fiori. Non per niente ora ho fissato la mia residenza alle porte della Val Troncea, la “Valle Fiorita”.
E qui, tra i fiori più belli del mondo, ho portato anche i libri da me più amati.
Però c’è un motivo, per cui il Libro è qui a Pattemouche.
Ancora in quel di Torino, In pieno marasma di valigie mezze fatte ed esami in corso, con pile di libri accatastate ovunque, Lily viene catturata da un’immagine: la copertina che Maristella ha disegnato per Sandro.
“Che bello, che bel disegno!” esclama convinta. “Posso portarlo in montagna per provare a copiarlo?”
“Certo”, le rispondo, doppiamente soddisfatta: perché ha apprezzato il disegno, e perché il disegno è di una amica, ma non mi fermo lì. “Se vuoi” la invito, “puoi leggere anche il libro: è ambientato in montagna, e penso possa piacerti. E’ un po’ un giallo”.
L’entusiasmo si accende. Vuol sapere di cosa parla, e le racconto la storia per sommi capi, senza rivelarle il finale, poi le faccio veder gli altri libri di Sandro e Maristella. Le poesie non sono ancora nei suoi interessi, ma è conquistata dalle copertine, e chiede se li porterò tutti con me. Potrà leggere anche “Le Api?” Prima lo leggerò io, rispondo, giusto per capire se può piacerle, non certo perché dubiti della sua capacità di giudizio.
Per il momento riporto il suo primo commento ai disegni di Maristella:
“Sono tutti molto belli, ha uno stile davvero particolare, mi piace molto.”
Spero che vinca la sua timidezza e si butti a commentare in proprio: ma ha deciso di estraniarsi dal PC, almeno per questi due mesi estivi: decisione che condivido. Vuole leggere, disegnare, passeggiare, fare fotografie.
Prima o poi arriverà anche alla Poesia: in fondo, non ha neppure 14 anni, ed io… ne avevo più di 30 quando ho cominciato ad apprezzarla seriamente, e per merito vostro.
Un Caro Saluto a Tutti da
L’esame di III media è terminato. Lily è stata licenziata con 10 e lode, l’unica di tutta la scuola. Non riesco a tacerlo: per noi genitori è davvero una grande soddisfazione, soprattutto per la mamma, che ha partecipato attivamente allo studio per otto anni, e anche alla preparazione dell’esame.
Lily è una gran lettrice. Prima ancora di conoscere il risultato finale, butta all’aria tutti i vecchi libri scolastici e riorganizza la sua libreria.
“Quest’estate voglio leggere tutti questi libri, e imparare a disegnare!”
Dichiara convinta.
E io? Cosa vorrò fare quest’estate? Leggere e disegnare, certo, ma COSA?
Naturalmente ci sono i miei classici preferiti: Fantascienza e Fantasy dei secoli scorsi, le grandi scrittrici Inglesi e Americane, qualche giallo. Ma la vera novità di quest’anno saranno i NOSTRI libri.
I NOSTRI: quelli scritti da Tinti, Sandro, Gavino, Maristella, Roberta… e da altri autori non professionisti o semi-professionisti. Li voglio leggere e rileggere, soprattutto le Poesie, fermarmi a riflettere, elaborare dei commenti, anche semplici, ma efficaci. Perché in seguito intendo, pubblicando i commenti, parlandone in giro, cercando di regalarne qualcuno, fare qualcosa di veramente attivo, per promuovere chi non ha la possibilità di usufruire dei grandi mezzi di comunicazione.
Il motivo che mi spinge è anche un altro: voglio sfatare il luogo comune secondo il quale in Italia si legge poco: non è vero, si legge abbastanza, peccato che in evidenza ci siano sempre le solite letterature di serie B, chiamate pomposamente best sellers. Tutti stranieri, tutti uguali. Lily si guarda bene dal comprarli: se li fa prestare. “Un libro va comprato solo se pensi che vorrai rileggerlo”: questo è il suo pensiero.
E’ anche il mio. Leggere e rileggere, pensare e riflettere.
Tra i fiori e i paesaggi di montagna ci saranno quindi i vostri racconti e le vostre poesie, per continuare, com’è giusto “Un Libro e un Fiore”.
P.S. : un avviso per tutti gli autori che ancora non ho avuto il piacere di leggere: il mio programma di scambio libri è sempre vivo.
Sono una goccia d’inchiostro,
Azzurra.
Sfuggita da una penna,
Per volare nel cielo,
Rosa.
Conoscere il mondo
A colori.
Voglio volare,
Per poter raccontare.
Sono tornata per cadere
Su di un foglio,
Bianco.
Per lasciare un piccolo segno,
Indelebile,
Del mio passaggio,
Sognante.
NO !!!!
CHE ACCADE !!!
Vi prego aiutatemi!!!
Sto cadendo ,
Mi sto perdendo,
In un mare
Nero,
Troppo Nero !!!
Come il Petrolio.
Rosella Rapa, giugno 2010
Nota: la piattaforma BP continua a buttare Petrolio di fronte a New Orleans, nel golfo dei Carabi. Sta distruggendo il Mare, e tutto quanto rappresenta. Ma le notizie sono poche, e scarne… il Petrolio non fa la stessa paura di un Disastro Nucleare, di uno Tsunami o di un Vulcano.
Perché?

Stanotte ho fatto un sogno strano:
lo scriverò cosi come viene,
poesia, o brano.
C’era un libro
E c’era un fiore.
Pieno di magie era il libro
Pieno di colori era il fiore
Strani oggetti uscivano dal libro,
mutevoli colori uscivano dal fiore
Parole e fate uscivano dal libro
profumi e farfalle uscivano dal fiore.
Che bello! Pensai, ma, all’improvviso
Si mostrò una mano, orrenda,
pronta a ghermire
il mio bel libro, e il fiore.
La mano era rossa, con lunghi artigli
Stillava sangue, stava per cadere …
!!!!! NO !!!!
Gridai, e la mano si mutò in ghiaccio
Si fece azzurra, trasparente, delicata.
Poi il ghiaccio si trasformò in cristalli,
I cristalli in fiori, e presero volare,
Bianche farfalle dalle ali traforate
come pizzi da mani antiche lavorati.
“Che Bello, dissi, Lo scriverò in una fiaba.”
Ma all’ improvviso comparve un buffo nasone,
rosso, con i baffi, ed un vocione.
“No, non si può, è vietato !“
“Allora, la scriverà mia figlia”
“No, non si può, è vietato !“
“la scriveranno i miei nipoti”
“No, non si può, è vietato !“
“Sai che ti dico? Mi hai seccato !“
Con queste parole mi svegliai
E sulla carta le parole lasciai.
Sciocco nasone, lo sai:
MAI UNA FIABA FERMERAI !!!!
Rosella, giugno 2008
Allora… si comincia, con un saluto generale. Vedremo in seguito se, tra un libro e un fiore, troverò qualcosa da dire, da scrivere da disegnare, sperando che siano sempre di Buon Augurio.
Grazie a Technologeek Word.
Rosella