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L’Odore del Pane

 
 Copertina del libro tra forni di alta montagna

 

No, non temete: non è un duplicato della Recensione: è già stata pubblicata su Poetry & Literature, e tutti voi l’avete letta, come molti hanno già letto il libro di Sandro.  

 Però c’è un motivo, per cui il Libro è qui a Pattemouche.

 

Ancora in quel di Torino, In pieno marasma di valigie mezze fatte ed esami in corso, con pile di libri accatastate ovunque,  Lily viene catturata da un’immagine: la copertina che Maristella ha disegnato per Sandro.

“Che bello, che bel disegno!” esclama convinta. “Posso portarlo in montagna per provare a copiarlo?”

“Certo”, le rispondo, doppiamente soddisfatta: perché ha apprezzato il disegno, e perché il disegno è di una amica, ma non mi fermo lì. “Se vuoi”  la invito, “puoi leggere anche il libro: è ambientato in montagna, e penso possa piacerti. E’ un po’ un giallo”.

L’entusiasmo si accende. Vuol sapere di cosa parla, e le racconto la storia per sommi capi, senza rivelarle il finale, poi le faccio veder gli altri libri di Sandro e Maristella. Le poesie non sono ancora nei suoi interessi, ma è conquistata dalle copertine, e chiede se li porterò tutti con me. Potrà leggere anche “Le Api?” Prima lo leggerò io, rispondo, giusto per capire se può piacerle, non certo perché dubiti della sua capacità di giudizio.

Per il momento riporto il suo primo commento ai disegni di Maristella:

“Sono tutti molto belli, ha uno stile davvero particolare, mi piace molto.”

Spero che vinca la sua timidezza e si butti a commentare in proprio: ma ha deciso di estraniarsi dal PC, almeno per questi due mesi estivi: decisione che condivido. Vuole leggere, disegnare, passeggiare, fare fotografie.

Prima o poi arriverà anche alla Poesia: in fondo, non ha neppure 14 anni, ed io… ne avevo più di 30 quando ho cominciato ad apprezzarla seriamente, e per merito vostro.

 

Un Caro Saluto a Tutti da

Rosella e Lily 

 

 

  

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7 Responses to “L’Odore del Pane”

  1. graziellacappelli scrive:

    Cara Rosella, molto bella quest’armonia che hai con Lily. Emerge azzurra e luminosa come un prato di genziane e lascia fresca carezza. Apprezzo con voi, la bella copertina disegnata da Maristella e il romanzo avvincente di Sandro. Buone vacanze. Graziella.

  2. Maristella Angeli scrive:

    Cara Rosella, mi hai fatto commuovere!
    Ringrazia tua figlia per l’apprezzamento, e dalle un bacino da parte mia.
    Sandro sicuramente apprezzerà e so che, per le poesie, ci vuole la giusta età.
    Buone vacanze e divertitevi!
    Un abbraccio
    Maristella

  3. sandroorlandi scrive:

    TI HO SCRITTO QUALCOSA ALLA FINE E… BEH, MAGARI VAI ALEGGERLA LI’. SCUSA SAI…LA MIA IMPEDITAGGINE!
    GRANDE ROSELLINA!

  4. Roberta Bagnoli scrive:

    Che bel pensiero hai avuto cara Rosella, conoscendo Sandro e Maristella ne saranno felicissimi e pure commossi. Lily promette davvero bene…credo che abbia dalla sua tutto il tempo per approcciarsi con passione alla dolce Musa. Ragazze care vi abbraccio con tutto il cuore, che bel nome Pattemouche…invita alla dolcezza. Buone vacanze…qui fa un caldo che non ti dico!
    Roberta

  5. gwendydd scrive:

    Carissimi, spero che il collegamento non mi pianti in asso …
    Vorrei rispondere ad uno ad uno, ma qui non è proprio possibbile: Pattemouche è l’ultima borgata abitata stabilmente prima del Parco Naturale della Val Troncea, meta preferita delle nostre passeggiate. Ringrazio Maristella e Sandro per i gentili commenti, e per l’apprezzamento alla mia Liily, Graziella mi scrive un post che è una vera poesia.
    Sandro,ho letto tutto, Roberta, ora vado a leggere anche l’altro.
    Un Abbraccio a tutti.

  6. gwendydd scrive:

    Ho provato a cambiare l’immagine: che ne dite?

  7. lily scrive:

    Nonostante sia un libro abbastanza complesso, mi è piaciuto molto. Davvero particolari le due storie parallele! Mi è dispiaciuto per la fine della storia antica, tante persone un tempo allegre e vivaci rovinate da un solo essere egoista. L’unica cosa che non riesco proprio ad approvare, che va contro la mia natura, è l’uccisione del povero piccolo Valeriano. Fossi stata Emidio, avrei rapito di nuovo il bambino, l’avrei fatto scomparire per sempre affidandolo a una famiglia lontana, o addirittura avrei pensato di portarlo con me durante la fuga. Mi è piaciuta assai la figura di Kleber, agli occhi di tutti uno straniero crudele, ma che infine si è rivelato onesto.
    Sarebbe un libro difficile per chi non ha letto molto, ma lo consiglierei senz’altro a chi ha già accumulato molti libri, compresi i giovani.

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