Nove Mesi d’Inverno e Tre Mesi d’Inferno

Parco della Val Trocea (foto di Lily)
Il comune di Pragelato (altitudine media circa 1550 m) è l’ultimo, in Val Chisone, prima della famosa località turistica del Sestriere. Il nome antico, Prat-Zalat (Prato Gelato) deriva chiaramente dal suo clima molto rigido, come testimonia un antico detto locale “nove mesi d’Inverno, e tre mesi d’Inferno”.
Già. L’estate, per noi momento di meritata vacanza, era un “inferno” per gli antichi abitanti della Montagna, costretti a svolgere senza sosta tutte le attività legate all’agricoltura, alla pastorizia, e all’allevamento dei bovini, con la produzione di latte e formaggi. Poi, un inverno da passare chiusi nelle stalle e nelle cucine seminterrate, tutti insieme, esseri umani e animali. Questa vita difficile è raccontata nel “Museo del Costume e delle Tradizioni delle Genti Alpine”.
Perché, viene da chiedersi, vivere in luoghi tanto inospitali?
Perché la Montagna, in tempi assai lontani, era più sicura della Pianura, perché più facilmente poteva essere difesa. L’importanza strategica di questi luoghi, era nota fin dai tempi degli Antichi Romani, che, piuttosto che conquistarla con le armi, preferirono stipulare un trattato d’alleanza con il re Celta di questi luoghi, Cozio. Ed ecco perché queste sono ancor oggi chiamate “Alpi Cozie” (Cotiae).
Seguirono i “secoli bui”, durante i quali, per quanto possa oggi parerci strano, per queste valli passavano importanti vie di comunicazione, frequentate non solo d’estate, con rischi e pericoli che non scoraggiarono affatto mercanti, cantastorie, pellegrini, artigiani.
Durante i secoli XI e XII l’alta Val Chisone fu presa di mira dai Delfini di Vienne, ma in seguito entrò a far parte di un organismo autonomo, la Comunità degli Escartons, che meriterà un articolo a parte, per la sua storia assolutamente unica.
Quando Emanuele Filiberto, duca di Savoia, riconquistò i suoi territori occupati dai Francesi, spostando la propria capitale da Chambery a Torino, le valli intorno a Pinerolo divennero ancora più importanti, militarmente, di quanto non fossero mai state prima: perché, come in gioco di scacchi, conquistare Pinerolo, voleva dire mettere in apprensione Torino.
Le guerre di conquista e riconquista, tra Francesi e Piemontesi, praticamente non conobbero tregua culminando nella storica Battaglia dell’Assietta:
“Ultimo atto della Guerra di Successione austriaca, nel 1747, sullo spartiacque tra alta val Susa e val Chisone la sanguinosa resistenza dei soldati sabaudi proiettò per la prima volta il piccolo Regno di Sardegna tra i grandi protagonisti della politica europea.” ( da montagnapiemonte.it )
Anche questa battaglia, come il Forte di Fenestrelle, meriterebbe articoli dedicati, ma ci sono siti e libri che possono parlarvene meglio di me.
Ciò che conta, è che da allora l’Alta Val Chisone entrò a far parte del Regno di Sardegna, in seguito del Regno d’Italia, e finalmente della Repubblica Italiana. Unica interruzione, l’ormai lontano dominio Napoleonico.
La mia famiglia ha “adottato” questa valle dalla metà degli anni ’80, quanto un amico di Pinerolo ce la presento’. Ci siamo innamorati delle passeggiate, delle vette, dei laghetti, dei paesini, e soprattutto dei fiori. Non per niente ora ho fissato la mia residenza alle porte della Val Troncea, la “Valle Fiorita”.
E qui, tra i fiori più belli del mondo, ho portato anche i libri da me più amati.







Innanzitutto complimenti a Lily per la foto, bellissima l’inquadratura e stupendo il paesaggio.
E poi vorrei ringraziarti per averci raccontato la storia di questa zona così speciale;
secondo me, tutti dovremmo conoscere almeno un pò della storia dei nostri stupendi luoghi, solo così si può goderne appieno la magia.
Complimenti!!!
Bella questa dissertazione sulla tua Val Trocea. E bella la conclusione sui fiori e sui libri. Sei speciale cara Rosella, l’ho detto e lo confermo ancora!
Un abbraccio!
Grazie Rosella per questa tua interessante testimonianza e …goditi tutta quella bella frescura! Assieme ad una buona lettura (eh quando le rime vengono senza cercarle vuol proprio dire che c’è la poesia nel sangue ..(!) Modesta vero?)
Baci e buone vacanze
Giovanna
Ah, dimenticavo: splendida la foto di Lily!!
Gio
Cara Rosella, deve essere un posto incantevle. Già dalla foto è tutto una poesia. Bella la storia che hai raccontato. Anch’io amo la montagna, per molti anni ci sono andata e penso che siano state le vacanze più belle. Grazie cara affettuosi saluti Graziella
Ciao a tutti.
Grazie per aver apprezzato la storia della valle. Dopo quasi due secoli di tristezza e abbandono, da quando cioè arrivò la rivoluzione industriale, l’Alta Montagna sta cercando di riscoprirsi non solo come meta di sciatori folli, ma come luogo autentico, portatore di una propria cultura, meritevole di dignità. A me è sempre piaciuta: la Val Troncea poi è davvero “magica” come dice la nostra Magic (il gioco di parole viene spontaneo, come la poesia di Giovanna… modesta anch’io, no?)
In verità, tra questi luoghi ho scritto alcuni dei miei racconti e romanzi più belli: Lily scopre i luoghi che hanno ispirato personaggi e ambienti. E vuole ringraziarvi personalmente per i complimenti alla foto.
Rosella
Prima di tutto voglio ringraziare tutti coloro che hanno gradito la mia foto. La montagna è un luogo bellissimo, pacifico, magico. Sembra quasi di essere nel regno delle fate! In ogni fiore, in ogni farfalla, in ogni creatura della montagna si nasconde un incantevole spiritello.
Buone vacanze a tutti!!
LiLy