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Ai riflessi d’una luna d’opale

 

Poesie di Graziella Cappelli

minimal.

Questo è il titolo della collana in cui è stata inserita questa silloge della nostra Graziella. Sono andata a cercarne una definizione :

le opere appartenenti a questa corrente hanno come caratteristica l’utilizzo di un lessico formale essenziale, le opere sono composte da pochi elementi, i materiali in alcuni casi derivano da produzioni industriali, alcune delle matrici formali sono la geometria, il rigore esecutivo, il cromatismo limitato, l’assenza di decorazione, l’assenza di un riferimento allegorico. Il risultato è oggettuale. Oggetti geometricamente definiti, formati dalla ripetizione e variazione di elementi primari, forme pure, semplici.

In effetti il libro si presenta con una copertina molto semplice, ed io ho voluto sovvertire l’incanto con una immagine ricca e blillante. Tutto l’opposto. Perchè non è la copertina che fa un libro: è il contenuto.

Le poesie di Graziella sono, effettivamente, minimal: molto diverse da quelle che ho letto nella raccolta “Oltre i passi lo sguardo”. Sono stranamente secche, essenziali, scarne; non concedono nulla all’interpretazione, si rivelano e basta. Minimal sono anche la maggioranza degli argomenti, dei pensieri che esprimono la sofferenza di un’anima sensibile e dolce costretta in una vita frenetica, senza spazio per i sogni, le speranze, gli affetti, la natura. Una vita minimal.

Ormai le nostre città sono per lo più così, lo è anche il nostro cuore?  Mi permetto di citare un brano tratto dalla poesia “Natale”:

 

“Cantano le casse

del supermercato

il bue

è in offerta

estinto l’asinello

il Bambin Gesù

l’hanno adottato

a distanza.”

 

Conosco molte persone che vivono così. Una vita minimal, nella quale soffocano pimpanti e frenetici. Ma… la Felicità, si è estinta anche lei?

Vi invito a leggere le belle recensioni di

Tinti  e  Roberta                

                                    Rosella

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4 Responses to “Ai riflessi d’una luna d’opale”

  1. avatar Roberta Bagnoli scrive:

    Cara Rosella concordo con la tua analisi, hai colto l’essenzialità di questa silloge, mettendo in evidenza la fragilità e il disagio di un’anima che ha bisogno di spazio e luce per sentirsi viva e non costretta alle triste realtà indifferente e distratta. Molto bella l’immagine che hai scelto,
    esprime alla perfezione il desiderio latente di liberazione ed abbandono che c’è in ognuno di noi.
    Grazie sempre per le tue “dolci magie”, un abbraccio grande con tutto il cuore.
    Roberta

  2. avatar graziellacappelli scrive:

    Cara Rosella, Che sorpresa! Oggi, sono venuta nel tuo blog e sono rimasta senza parole.
    Grazie cara amica, sono commossa per come hai esposto la raccolta. Si, tutto è soffocante e c’è una gran voglia di emergere, di espandere l’anima.
    Ma, da tempo sto camminando, passo dopo passo. in cerca di me.
    L’immagine è una meraviglia, solo una Fata poteva trovarla.
    Sono felice di averti incontrato. Baci Graziella

  3. avatar gwendydd scrive:

    Un tuo commento è sempre prezioso, Roberta.
    Sì, ho notato nella silloge questo motivo ricorrente: non una vera e propria tristezza, ma un senso di prigionia. Con l’immagine volevo capovolgere questa sensazione.
    BACISSIMI.
    Rosella

  4. avatar gwendydd scrive:

    Sei gentilissima, Graziella.
    La tua poesia mi piace, perchè è molto comunicativa. Mi fa piacere che l’iimagine ti piaccia: esprime un po’ quello che vorremmo essere, una gran voglia di libertà!

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