Le Voci di Nike
Romanzo di Silvia Maria Elena Damiani

La Nike di Samotracia - La Vittoria Alata
Appena sento, o leggo, il nome Nike, il mio pensiero corre a questa magnifica statua, che al museo del Louvre accoglie i visitatori ai piedi di una duplice scalinata. Nessuna foto le rende giustizia. E’ un capolavoro talmente affascinante che non si può fare a meno di restarne in contemplazione, estatici. Sognando la bellezza che ebbe un tempo. Perchè ci è precluso vederne il viso, le braccia protese? Perchè il Tempo è stato così beffardo, da lasciarci una traccia, ma non l’intero soggetto?
Il Tempo.
Questo concetto, forse può collegare la trionfale e superba immagine di Vittoria, alla Nike di Silvia, personaggio triste, tremante, debole e spaurito. Una ragazzina schiacciata dal Fato, da cui si pretendono azioni impossibili. Eppure potrebbe diventare anche lei la vera Vittoria…
Sulla trama del libro non vi dirò più nulla: vi rimando alla mia Recensione su The Magical World.
E mi raccomando: i complimenti vanno a Silvia, capace di far sognare… e ritrovare ricordi che per me sono speciali.
Sono stata a Parigi due volte, e, ovviamente, due volte al Louvre. Molte volte, tornando in luoghi che ci hanno tanto affascinati, si prova una cocente delusione… La prima volta, ero ancora una ragazzina, capivo poco il francese, rimasi ammirata da una Parigi che sembrava proprio quella dei vecchi Film. Quando ritornai, rimasi male impressionata dall’eccesso di modernismo che l’aveva travolta. Quella piramide a punta in mezzo al Louvre non mi è mai piaciuta; in compenso il museo era ancora organizzato come vent’anni, cent’anni prima: a pandemonio. Non ho più voluto tornare. Se qualcuno c’è stato di recente, forse potrà darmi un’impressione diversa.







Chissà forse la stessa autrice si sarà ispirata alla famosa statua del Louvre che senza testa e volto sembra simbolizzare “una vittoria” avvolta nel mistero e voluta da un tempo infinito e da un fato imprevedibile. Complimenti di cuore all’Autrice e a te dolce Fatina per gli interessanti approfondimenti. Sono stata tanto tempo fa a Parigi, e ne ho un bellissimo ricordo, ancora non era troppo “moderna”, pensa stavano costruendo la “piramide”, sarei curiosa di vederla oggi per constatarne le…differenze. Ciao carissima, un abbraccio.
Roberta
Bella la tua interpretazione di questa Nike.
Spero che sia l’autrice stessa, Silvia, a poter dare risposta al tuo quesito.
(Quanto alla piramide di vetro …. è orribile.)
BACISSIMI
Rosella
Lettura artisticamente magica:-)
WOW al cubo! Grazie
Fata Rosella
Riesci a catturare l’interesse di chi ti legge con parole magiche delle quali possiedi piena padronanza.
Grazie Giovanni.
Ti considero un vero mago delle parole, lo sai: questo tuo commento mi fa molto piacere… e mi rende un po’ vanitosa.
A Presto!
Fata Rosella
Sempre grazie Rosella per tutto quello che fai.
Lusinga tantissimo il fatto che vi possano essere delle interpretazioni della mia Nike.
Devo ammettere che la statua di Samotracia si è sempre ritagliata un posto speciale nella mia immaginazione, e quell’unica volta che l’ho vista dal vivo (di sfuggita a causa della gita scolastica) ne sono rimasta innamorata.
Come questa Nike, la mia cerca una vittoria che non potrà mai avere, proprio perchè combatte contro se stessa… ma spoiler a parte, rimane un’immagine bellissima, e mi stupisce sempre come una semplice statua sia in grado di racchiudere così tante immagini e sensazioni… è un pò quello che ho cercato di trasmettere nel libro… e Rosella è stata abilissima a trasmetterlo a voi!
Ciao, Silvia MariaElena.
”
La Nike di Samotracia, malgrado sia così rovinata, esprime ugualmente, forza, bellezza, un mondo di sensazioni. Quelle pieghe, che sembrano di velo, anzichè di marmo… è una statua che fa sognare, proprio come tu fai sognare i lettori.
Si ho trovato molte analogie.
Grazie per essere “passata a salutare
Rosella