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2003

Questa è una poesia un po’ lunghetta. Scrivo Poesia perchè, per me, il testo di una buona conzone è poesia, sempre e comunque. Trovo un filino ipocrita la fine, dove si ripete un “per fortuna” che mi fa storcere il naso. Io sono del tutto indifferente. Sono passati 21 anni dal qul magico giugno-luglio 1982, e tutto si è ribaltato. Non c’è altro da aggiungere.

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Io non mi sento italiano – di Giorgio Gaber (2003)

 Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell’inno nazionale
di cui un po’ mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
se arrivo all’impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.
Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po’ sfasciato.
E’ anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che tutto è calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c’è un’aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos’è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.
Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c’è un’altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido “Italia, Italia”
c’è solo alle partite.
Ma un po’ per non morire
o forse un po’ per celia
abbiam fatto l’Europa
facciamo anche l’Italia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

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5 Responses to “2003”

  1. Maristella Angeli scrive:

    Grande Gaber!
    Ma, di quantosi parli o si sparli dell’Italia e degli italiani, abbiamo delle risorse incredibilmente uniche.
    Il problema è che sembra che pochi se ne rendano conto l’efficienza, i tagli alle spese, la volenza, la delinquenza, la criminalità quest’immagine che abbiamo ogni volta che assistiamo al telegiornale, sminuisce il tanto di unico e importante di questa Nazione: l’Arte, il volontariato, i grandi geni che fuggono all’estero, i talenti unici e inimitabili, le stupende risorse ambientali, culturali e artistiche.
    Mostriamo il lato B dell’Italia e, anche se non è ricco di scoop, facciamolo diventare il lato A.
    Ciao!
    Maristella

  2. graziellacappelli scrive:

    Cara Rosella, condivido tutto con Maristella.
    Io sono orgogliosa di essere Italiana.
    Ribadisco che bisogna amare la Nazione che ora è malata e sollevarla dalgli arigli
    di chi non ha cervello, nè umanità.
    Baci
    Graziella

  3. gwendydd scrive:

    Brave Ragazze!!!!
    Io ho poco da aggiungere….
    Ci sono paesi che sanno dare di sè un’immagine migliore, noi tendiamo forse a sottovalutarci, scordando che che anche le nazioni più “Grandi” hanno avuto nella loro storia alti e bassi, pagine nobili, ed altre cariche di vergogna. Ma, d’altra parte, io penso che si critichi di più proprio ciò che si vorrebbe migliore. Quindi… miglioriamoci, se possibile.

  4. Roberta Bagnoli scrive:

    Cara Rosella mi ero persa il tuo interessante e bel viaggio “sulla nostra Italia” che qualcuno si dà molto da far per rendere “Italietta”, ma anch’io mi unisco al coro e sono orgogliosa di essere italiana, difendo la parte vera, l’anima generosa di chi crede ancora nei valori dlla solidarietà, della libertà e dell’uguaglianza…sì parole quasi scomparse dalla bocca dei “nostri politici” ma sempre cari e da difendere con la nostra forza e la nostra nuda penna. Grazie carissima, continuiamo la nostra battaglia, e per dirla come Vecchioni, al Festival di Sanremo nella sua canzone vincitrice e aggiungo “autentica poesia”: ” che la lunga notte dovrà pur finire”.
    Ti abbraccio con affetto, a presto.
    Roberta

  5. gwendydd scrive:

    Cara Roberta, Grazie per essere venuta a leggere tutti i post.
    A volte penso che sugli “abitanti d’Italia” abbia influito negativamente una pesante retorica, che spingeva a rintanarsi , come difesa: prima i re di Savoia, poi il ventennio fascista, poi il pesante dopoguerra. Oggi, finalmente, tante stupidaggini sono state superate, e si cerca di uscire dal provincialismo puntando proprio sugli ideali che hai citato.
    Ho voluto partecipare anch’io alla festa con un nuovo post: dal successivo tornerò streghetta.
    CIAO :)

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