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Pessimi libri

 

Dei libri pubblicati in epoca recente, diciamo negli ultimi 15-20 anni, non mi sono fatta una buona opinione. Ce ne saranno di validi, da qualche parte, ma non è facile trovarli. A me ne sono arrivati alcuni esageratamente cervellotici, proposti a mia figlia dalla scuola, altri sono invece quelli da cui sono tratti film di grande successo. I film sono generalmente gradevoli, anche senza essere eccelsi, i libri li classifico in: brutti, scadenti, pessimi. Come possano arrivare al grande schermo, per me resta un mistero. Tuttavia non mi era ancora accaduto di trovarne uno che non solo non mi è piaciuto, ma mi ha dato veramente fastidio. Mia figlia l’ha piantato prima d’arrivare a metà, io ho proseguito con tenacia fino al termine, per capire se ci fosse un qualche senso nella vicenda; quanto però mi abbia irritata e nauseata questa lettura l’ho compreso solo quando la figliola mi ha chiesto come andava a finire, e mi sono resa conto che NON volevo raccontarle tutto.

 

Sto parlando di “Chocolat”. Il film ci piace molto, tanto che l’abbiamo visto più volte (bella invenzione il DVD!); non sapevo però che fosse stato tratto da un libro. Fatta la scoperta, curiose, siamo andate in biblioteca per addentrarci meglio nel cuore della, invece, che delusione! Diversi i personaggi, diversa l’epoca in cui si svolge la vicenda, diverso il finale, e diversa persino la trama! Che hanno preso dal libro? I nomi dei protagonisti e l’idea centrale: una straniera arriva in uno sperduto villaggio della campagna francese, e apre un negozio stracolmo di dolcezze. Ma persino il tipo di negozio e il suo nome sono diversi!

Il film è sognante, avvolto in un’atmosfera magica e misteriosa in cui sembra di sentire proprio l’aroma del cioccolato; oltretutto ha un cast di tutto rispetto: Juliette Binoche, Jhonny Depp, Judy Dance, …

Il libro ha, sin dall’inizio, un che di sudicio, torbido. E’ scritto in maniera piatta, senza atmosfera, ambientato ai giorni nostri, con un linguaggio assolutamente banale. La storia è talmente inverosimile che gli sceneggiatori hanno dovuto modificarla pesantemente, introducendo un richiamo agli antichi Maya e alle proprietà medicinali del cacao, trasformando la protagonista, da vagabonda mezza sbandata e senza alcuna preparazione in materia, in una lontana discendente di “sciamane” centro americane. Va precisato che gli sciamani non erano stregoni, ma medici, capaci di curare malattie fisiche e psicologiche. Parole udite con le mie orecchie in Canada da discendenti dei nativi americani. In più, sono di Torino, e a Torino il cioccolato lo conosciamo bene: una vagabonda senza preparazione adeguata non può improvvisarsi maestra di cioccolateria. In varie località italiane i pasticceri, venuti a Torino per studiare, mi hanno chiesto se la loro pasticceria era proprio come quella di casa mia. E già il libro, per me, cominciava male.

Nel film, la misteriosa straniera ha come antagonista il sindaco, discendente dei conti che un tempo governavano villaggio e regione. Cattolico bigotto, ma non ipocrita, e laico. Nel libro, l’antagonista è il prete, pessima e scadente imitazione, tutta al negativo di un ben più famoso e profondo “curato di campagna”. Ora, io non sono una persona religiosa, e non ho molta stima della chiesa cattolica come istituzione, ma mettere a confronto la Religione (cattiva) con  la superstizione (buona), è cosa che mi dà veramente più che fastidio. Non si parla di spiritualità, si tratta proprio di amuleti, scongiuri, divinazioni, tarocchi: un insieme di banalità che la mia formazione scientifica classifica come scempiaggini. E non mi piace che se ne scriva lodandole. Quanto al prete e ai suoi fedeli, descritti come un insieme di sciocchi, bugiardi, senza alcun sentimento o vera fede, ebbene, penso che un cattolico di quelli sinceramente convinti possa ritenersi offeso da tale rappresentazione, e a buon diritto. Ci sono certamente in giro cattivi preti e cattivi seguaci, ma ci sono anche tanti esempi di coraggio, abnegazione, solidarietà. Per rispetto alla memoria di mio padre, non riesco proprio a tollerare che si venga a identificare il Male nelle figure legate alla fede cattolica.

Il resto dei paesani, per la maggior parte intolleranti, presuntuosi, vanesi, carichi di idee antiquate, mi sembra invece un insulto a tutte le persone ragionevoli, non solo Francesi, diciamo Europee in generale, come voi e come me. Una persona non frequenta la chiesa. E allora? Voi la giudicate in base a questo? Io no. Una moglie subisce violenze da parte del marito. Qualcuno di voi vorrebbe dirle che deve rispettare la sacralità del matrimonio? Io no di certo. Anzi, direi che c’è una legge che può far finire il marito in galera, o perlomeno procurargli parecchi fastidi.

Il torbido della vicenda esce allo scoperto alla fine, e in verità, non mi scandalizza tanto il fatto in sé, quanto la maniera di proporlo. Si avverte la voglia di rimestare nel fango. Su questo punto non mi soffermo, se volete lo espliciterò in seguito.

 

Probabilmente, nel pesante giudizio negativo che do a questo “libro”, entrano in gioco i miei pregiudizi, la mia formazione culturale, la mia educazione. Mi sembra normale. Fatto sta, che nel film tutto ciò che nel libro mi ha urtata è stato cambiato: produttori e regista avranno pensato che avrebbe urtato un po’ troppe persone?

Uno scrittore, a mio parere, quando pubblica si assume una grossa responsabilità: che sia letto da tanti o da pochi, è comunque un veicolo di idee, che una mente critica può valutare e anche rifiutare, ma una mente semplice le prenderà per vere. Ecco quindi la ragione della mia rabbia: un brutto libro, con una visione distorta e parziale della realtà, può fare del danno, anzi FA del danno. In questi ultimi tempi i libri scadenti in circolazione sono davvero troppi. Ognuno è libero di scrivere ciò che crede, anche oscenità se vuole; viviamo in paesi che si dichiarano liberi, e non auspico certo un ritorno alla censura. Ma reclamo il MIO diritto a dire che quello scritto NON mi piace, e che le mie opinioni su ciò che tratta sono diverse.

A questo punto il lettore può scegliere.

Potrebbe scegliere.

Se qualcuno osasse pubblicare, con la stessa risonanza, ciò che scrive chi, come me, rifiuta certa… letteratura o spazzatura?

 

Rosella

 

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18 Responses to “Pessimi libri”

  1. avatar Marta scrive:

    Cara Rosella, quando ho letto che il tuo “Pessimi libri” si riferiva a Chocolat non ho potuto trattenere il riso! Questo perché anche io sono caduta nella trappola!! Spinta dall’entusiasmo nei confronti del film (che mi piace molto), quando l’ho visto in libreria l’ho comprato. Pessima scelta, che orrore!!! Per questo mi è venuto da ridere, ho pensato che se un libro è brutto e senza ritmo l’ho è universalmente!!
    Dello scritto mi è piaciuto molto il fatto che mostri qualcosa di te, della tua personalità, dei tuoi valori. Traspare, infatti, che non sei la solita bigotta ma una persona aperta, interessata e critica nei confronti di quanto legge. Se un libro è brutto, è brutto e lo si deve dire. In questo caso è brutto, senza ritmo, senza personalità, senza tema. Per cui è ovvio che ci possa fare le tue stesse ultime domande. Chi poi dovesse avere un altro pensiero al rigurado può liberamente esprimerlo. Il mondo è bello per questo. Dobbiamo dialogare tra noi.

  2. avatar Lidia scrive:

    Non è il primo libro che si rivela una miglior sceneggiatura cinematografica. Mi viene da pensare che l’idea fosse buona, ma finita nella testa sbagliata: il cinema è altra forma narrativa, in cui entrano in gioco professionalità ed arti differenti e di più persone.
    Spesso accade il contrario, ovvero il libro risulta migliore del film che ne è stato tratto e posso citare ad esempio i film tratti da recenti successi editoriali, come “La solitudine dei numeri primi” (buon libro. per me non entusiasmante, film invedibile) o “L’eleganza del riccio” (libro a mio avviso notevole, film decoroso, ma un po’ limitato).
    Parlarne fa bene ai lettori e anche agli autori! Grazie per questa opportunità-

  3. avatar gwendydd scrive:

    Grazie Marta. Il tuo parere mi conforta. E hai ragione, il libro, anche stilisticamente è piatto e senza ritmo.
    Rosella

  4. avatar gwendydd scrive:

    Ciao Lidia. Hai ragione, ultimamente sono molti i libri scadenti da cui è stato tratto un film gradevole. Prendono l’idea centrale e fanno ciò che avrebbe dovuto fare, a mio parere, un buon editore: matita rossa e blu, un paio di forbici, e si rimette a posto il tutto.
    Grazie per i titoli che hai citato, potrebbero essere lo spunto per nuove riflessioni.
    Rosella

  5. avatar tinti scrive:

    Cara,hai proprio ragione anche io per curiosià ho letto quel libro ed è veramente una delusione dopo quel delizioso film.Mi viene anche in mente il bellissimo film di Bertolucci”io e te”e il libro di Ammaniti ben al di sotto .D’altra parte scrivono tutti ,cani e porci e….il saper scrivere è un talento che non si improvvisa.Brava ,vai avanti nell’elenco..un abbraccio.tinti

  6. avatar gwendydd scrive:

    Mi chiedo certi autori come facciano ad essere pubblicati. Forse qualcuno ritiene che libri scritti in modo palesemente incolto e sciatto siano quelli che piacciono al vasto pubblico? Allora siamo messi proprio male!
    Grazie per il sostegno, cara Tinti.
    Rosella

  7. avatar Maristella Angeli scrive:

    Finalmente qualcuno che dice la verità. Brava Rosella!
    Era ora di evidenziare la spazzatura che pubblicano, forse commerciale, forse arriva a tutti, ma è da buttare. Ci sono autori eccellenti che non vengono selezionati, ed è davvero un peccato.
    Continua cosi!
    Un abbraccio

    Maristella

  8. avatar Marta scrive:

    Cara Rosella,
    La tua ultima affermazione è quello ch più mi angustia. Se si pubblicano certi libri pensando che venderanno allora siamo messi male. Perchè questo sta sempre più a significa che il nostro livello culturale è molto molto basso. Da quanto emerge la società, purtroppo, si sta perdendo e diventa sciatta e sempre più illetterata come lo sono queste opere. L’unica cosa che può far invertire la rotta è quello che stiamo facendo qua, parlarne.
    Per cui grazie per gli spunti e l’opportunità.

  9. avatar gwendydd scrive:

    Grazie Maristella.
    Questi vostri commenti mi incoraggiano a continuare. Temevo di essere “la solita lagna”, invece vedo che l’argomento interessa, e che quasi tutti si sono trovati con la “spazzatura” in casa solo perchè molto pubblicizzata e invitante.
    Facciamo quindi un po’ di selezione.
    A Presto.
    Rosella

  10. avatar gwendydd scrive:

    Grazie a voi tutti per la partecipazione!
    Il condizionamento culturale, purtroppo, comincia molto presto: chi ha a che fare con i bambini si sarà certo scontrato con Geronimo Stilton e altri suoi simili, che formano le collane di libri “per ragazzi”. Questi “ragazzi” vanno dai 6 ai 18 anni: e francamente mi sembra un po’ troppo. La colpa non è di chi legge, ma di chi propone in maniera massiccia SOLO questo tipo storie tutte uguali, scritte secondo trame già tracciate, e a comando. Crescendo, la pesona non è più in grado di distinguere un libro ben scritto, con contenuti validi, dall’ennesima sciocca storiella. Sì, il livello culturale è basso, perchè probabilmente è molto comdo che sia così; in questo modo lo stesso libro fa il giro del mondo, perchè ovunque il lettore cerca la stessa cosa: la banalità.

  11. avatar Giovanni De Simone scrive:

    Ho visto il film ma per fortuna non ho letto il libr, quindi non ho perso niente.
    Condivido pianamente ciò che hai detto per la letteratura spazatura ma credo che negi ultimi vent’anni di libri validi ed interessanti ce ne sono. Quantificarli sembrami impossibile anche perchè come ha affermato nel giudizio entrano in gioco diversi fattori personali: l’educazione culturale, gli interessi, l’io etc.

  12. avatar robertabagnoli scrive:

    Cara Rosella ti ringrazio di cuore per l’ottima disamina, fortunatamente non ho acquistato il libro, seguirò il tuo buon consiglio, purtroppo oggi la crisi morale ed economica incide anche sull’editoria ed è sempre più difficile trovare ottimi libri in commercio, il profitto la fa da padrone e se si vende merce scadente o “porcherie” scusa il termine, poco importa basta seguire la moda di tendenza, basta far cassa senza tener conto della qualità. Fra l’altro secondo un’inchiesta recente in Italia si legge poco, e la media quest’anno è ulteriormente abbassata, pochi leggono più di un libro all’anno, quindi credo che la situazione sia davvero allarmante. Noi possiamo ritenerci davvero fortunati perchè oltre a scrivere, anche se poi dibbiamo “arrabattarci” per pubblicare, abbiamo anche un cervello in grado di saper valutare e soprattutto scegliere a quale fonte dissetarci. Grazie carissima, peccato per il pessimo libro, il film invece l’ho visto e l’ ho trovato davvero emozionante e magico grazie anche all’interpretazioni di J. Depp e la Binoche che trovo davvero attori con la a maiuscola.
    A rileggerti prestro, spero, un abbraccio di cuore.
    Roberta

  13. avatar gwendydd scrive:

    Hai ragione, Giovanni, per fortuna libri buoni se ne pubblicano ancora, ma sembra che sia sempre più difficile “scovarli”, mentre alla “spazzatura” viene concessa una pubblicità a dir poco spropositata. Personalmente, ho letto di recente dei bei libri, molto interessanti, ma si trattava di saggi, inchieste, raccolte di articoli giornalistici. Come narrativa pura, forse sarò stata sfortunata, forse non ho cercato abbastaza, sta di fatto che il miglior romanzo contemporaneo che ho letto in questi ultimi due-tre anni, è del nostro amico Sandro Orlandi. Se hai qualche titolo valido da consigliarci te ne sarò molto grata, perchè faccio parte di due gruppi di lettura che disperatamente si arrabattano nella giungla dell’editoria contemporanea, cercando un autore che valga la pena di essere letto.
    Grazie mille per il commento, e un gande CIAO !
    Rosella

  14. avatar gwendydd scrive:

    Grazie a te per l’interessamento, cara Roberta!
    Concordo in pieno con il tuo pensiero riguardo all’editoria. Quanto al numero dei libri che si leggono annualmente… io ne leggo circa tre al mese, quindi saranno circa 35 – 40 ogni anno. Rebecca ne legge almeno una ventina, Paolo prefesce i testi tecnici alla narrativa, ma non demorde; se aggiungo anche mia mamma e le famiglie dei miei fratelli, siamo comunque venti volte oltre la media nazionale. Penso che anche tu, come tanti altri nostri amici, sia su questi livelli. Ciò significa che qualcuno non legge assolutamente nulla! Quelli poi che in un anno leggono un libro, o forse due, pescheranno certamente tra i “best sellers”, che, come stiamo scoprendo insieme, non sono poprio il massimo!
    Direi che il tuo commento si “sposa” perfettamente con quello di Giovanni: si pubblicano pochi libri buoni, che arrivano ai pochissimi interessati alla lettura seria, e intanto prolifera la sciatteria. Una considerazione molto amara.
    Facciamoci coraggio insieme!
    BACISSIMI !!!!
    Rosella

  15. avatar Giovanni De Simone scrive:

    Ciao carissima, sto per terminare “Per troppa vita che ho nel sangue -Antonia Pozzi e la sua poesia- di Graziella Bernabò = Casa Editrice: Ancora.
    Felice e dolce serata.

  16. avatar gwendydd scrive:

    Grazie, Giovanni :)
    Una breve ricerca su internet per documentarmi, e poi proverò a proporlo. Ti farò sapere gli sviluppi.
    Felice serata anche a te.
    Rosella

  17. avatar Graziella scrive:

    Cara Rosella, ho visto il film e mi è piaciuto molto.
    Per fortunanon ho letto il libro. Grazie!!!
    Bravissima!
    Graziella

  18. avatar gwendydd scrive:

    Lieta di esserti stata utile, Graziella! E’ proprio per questo che mi sono decisa a scrivere, ed è un’ottima cosa poter condividere queste informazioni tra noi.
    CIAO
    Rosella

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