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Come eravamo

Cerco di rispondere all’ultimo post di Sandro Orlandi riportando il testo di una vecchia canzone, debitamente privata di riferimenti troppo espliciti a ideologie che qualcuno potrebbe non condividere, e qui sarebbero fuori luogo. Perchè scegliere proprio questo testo allora? Perchè, a mio parere, ricorda proprio “come eravamo” e ormai non siamo più. Giusto? Sbagliato? Meglio? Peggio? Non so. So che ero una bambina, una ragazzina, e, forse, ho idealizzato un momento particolare della mia vita. Ma era bello, almeno, poter sognare. Oggi sembra non si possa fare più nemmeno quello.
 
 
 
Quanto tempo è passato
 
da quel giorno d’autunno
 
di un ottobre avanzato,
 
con il cielo già bruno,
  
   
fra sessioni di esami, giorni persi in pigrizia,  
giovanili ciarpami, arrivò la notizia  
  
  
….. ….. …..
  
erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni,
 
erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni.
 
..….. ….. …..
 
Passarono stagioni, ma continuammo ancora 
a mangiare illusioni e verità a ogni ora,
 
anni di ogni scoperta, anni senza rimpianti: 
” Forza amici, all’erta, si deve andare avanti! “
E avanti andammo sempre con le nostre bandiere
intonandole tutte quelle nostre chimere… 

 

….. ….. …..

 

ma qualcosa cambiava, finirono i giorni di quelle emozioni

 

e rialzaron la testa i nemici di sempre contro le ribellioni…

 

…. …. e ognuno lo capiva

 

che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva…

 

   

….. ….. …..

 

E qualcosa negli anni terminò per davvero

cozzando contro gli inganni del vivere giornaliero:

 

gli amici  di un giorno o partiti o venduti,

sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti…

…… ….. ….. 

l'”eroe” ora è  morto: mai più ritornerà. 

 

 

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2 Responses to “Come eravamo”

  1. avatar Roberta Bagnoli scrive:

    Cara Rosella leggo con ritardo e mi scuso, ma ti ringrazio per questa riflessione amara ma realistica. Oggi l’eroe è finito nel dimenticatoio e di quel periodo è rimasto fumo e cenere di ricordi belli e utopistici, ma il sogno è sempre lì intatto e fulgido, sta soltanto a noi scaldarlo e magari dargli un volto reale. Sì è molto difficile, lo so, ma se muore il sogno allora non c’è più alcuna speranza di uscire dal buio che ci circonda. Forza e coraggio dunque Rosella, tieni in caldo la bacchetta dolce Fatina e continua a volare. Buon Natale di cuore e Sreno Anno Nuovo a te e famiglia.
    Roberta

  2. avatar gwendydd scrive:

    E’ sempre un piacere leggerti, Roberta. Buon Natale anche a te e a Renzo! Rosella

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