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	<title>Rosella Rapa</title>
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	<description>UN LIBRO E UN FIORE</description>
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		<title>Lettere da Torino – di Friedrich Wilhelm Nietzsche</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 00:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gwendydd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libro]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160;   Come i miei amici potranno facilmente intuire, ho comprato questo libretto più per Torino che per Nietzsche. Ebbene, mi sono ricreduta: è stata davvero una grande rivelazione. &#160; Tanti poveri studenti liceali, si ritrovano spesso alle prese con filosofie delle quali non capiscono nulla, perché raccontate da saggi e libri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="font-size: 20px;font-weight: 800"><br />
</span></p>
<p><a href="http://word.technologeek.eu/gwendydd/2011/11/20/lettere-da-torino-%e2%80%93-di-friedrich-wilhelm-nietzsche/lettere-da-torino-nietzche/" rel="attachment wp-att-592"><img class="aligncenter size-full wp-image-592" src="http://word.technologeek.eu/gwendydd/files/2011/11/lettere-da-torino-Nietzche.jpg" alt="" width="190" height="314" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000">  </span></p>
<p><span style="color: #000000">Come i miei amici potranno facilmente intuire, ho comprato questo libretto più per Torino che per Nietzsche. Ebbene, mi sono ricreduta: è stata davvero una grande rivelazione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000">Tanti poveri studenti liceali, si ritrovano spesso alle prese con filosofie delle quali non capiscono nulla, perché raccontate da saggi e libri di testo che si sforzano di spiegare, secondo la loro personale interpretazione, pensieri e concetti di personaggi con idee del tutto personali, fuori dagli schemi; menti superiori, ai quali i mediocri tentano di avvicinarsi con frasi astruse, circonvoluzioni senza senso, periodi lunghi una pagina, al termine dei quali un povero ragazzo di 17 – 18 anni si trova più confuso di prima. Ed è esattamente ciò che voleva l’autore, per potersi gloriare del fatto che “lui” ha capito il grand’uomo, mentre quegli stupidi ragazzini non sono degni di avvicinarsi a tanto eccelso pensiero.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000">In questo libricino senza pretese, Nietzsche si racconta, attraverso una serie di lettere ad amici, editori, parenti e… nemici, in modo molto semplice e tremendamente efficace. Tremendamente, sì. Io non sono una psichiatra, ho solo seguito qualche corso di psicologia, ma appare evidente a qualunque lettore che il “grande filosofo”  giunse nella mia città già sull’orlo della pazzia, affetto da quella che comunemente viene chiamata “sindrome maniaco depressiva”, oppure, più recentemente “disturbo bipolare”. Persino mia figlia (15 anni) sa di cosa si tratta: lo ha appreso dai telefilm polizieschi. La diagnosi spiega tutto e niente; le lettere invece mostrano chiaramente come Nietzsche fosse affetto da manie di grandezza, perdesse spesso il contatto con la realtà, e andasse soggetto a periodi di profonda depressione ed abbattimento.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000">Torino, almeno temporaneamente, lenì il suo spirito tormentato. Nietzsche si trovò bene nella mia città, che giudicava “elegante, francese, riposante” e dove “ogni persona si comporta con educazione signorile”. E dire che vi abitò in un periodo niente affatto prospero,  verso la fine del XIX secolo, quando Torino, capitale storica di un Regno sofferto, fu tradita proprio da quel re cui aveva sacrificato tutto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000">I suoi abitanti, educati, dignitosi, gentili. ma non invadenti, poco rumorosi, ma intellettualmente attivi, erano ciò che ci voleva per un animo già abbastanza provato dai suoi fantasmi interiori. Qui a Torino Nietzsche scrisse molte delle sue opere, in una frenesia lavorativa che comunque non lo portò a trascurare la sua salute, come le lettere documentano. Pasti regolari, un clima (per lui!) mite, concerti d’autore e rappresentazioni teatrali. Pare che a Torino tutto gli fosse gradito, tutto era perfetto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000">Non bastò a guarirlo. La sua malattia, allora, era incurabile, qualunque ne fosse la vera causa. Le lettere testimoniano la sua caduta verso il baratro, la perdita della ragione che, benché malata, lo aveva spinto a scrivere libri dai quali trasse vantaggio economico una sorella quasi ripudiata e reduce da un catastrofico fallimento economico.  </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000">Povero Friedrich.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Leggendo le sue lettere mi è venuta voglia di conoscere meglio le sue opere, tutte, ma soprattutto quelle scritte a Torino. A parte il legame “cittadino” che ora condivido con lui, credo che molti, dopo aver conosciuto l’uomo, sarebbero più propensi a conoscere anche il filosofo.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Fu Genio, o Pazzia?</span></p>
<p><span style="color: #000000">Non saprei dirlo. Forse quella che consideriamo pazzia è solo la manifestazione di una mente che non riesce ad adeguarsi al mondo comune, che sfugge alle regole, che non trova modo di esprimersi. Avete visto il film “Beautiful Mind” ? Cedo sia molto in sintonia con questo pensiero.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000">Non ho scritto per fare pubblicità ad un libro o ad un autore che molti di voi conosceranno meglio di me. Vorrei conoscere la vostra opinione, riguardo ai temi che ho trattato: educazione scolastica, se volete, ma soprattutto come considerate la “pazzia”. Piuttosto che essere una qualsiasi scrittrice fallita, preferirei che la sindrome maniaco-depressiva, da cui sono affetta, fosse ancora più grave, per trasformarmi, dalla nullità che sono, in un potenziale genio. E voi?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><em><span style="color: #ff00ff">Rosella</span></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>2011 &#8211; E FESTA SIA !!!</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 14:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gwendydd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Bene lo ammetto: la folla nelle piazze di Torino (vista nei vari TG, soprattutto in quello regionale) mi ha fatta riflettere, e non me la sento di essere causitica e negativa come al solito. Crediamoci, almeno per un giorno ogni 150 anni, a questa Italia Unita. In fondo qualcosa che ci accomuna &#8220;dall&#8217;Alpi a Sicilia&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">Bene lo ammetto: la folla nelle piazze di Torino (vista nei vari TG, soprattutto in quello regionale) mi ha fatta riflettere, e non me la sento di essere causitica e negativa come al solito. Crediamoci, almeno per un giorno ogni 150 anni, a questa Italia Unita. In fondo qualcosa che ci accomuna &#8220;dall&#8217;Alpi a Sicilia&#8221; ci deve pur essere, se la voglia di far festa si scatena in questo modo, che si tratti di una partita di calcio, o di una festa nazionale extra calendario.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #ff0000">Poi il diavoletto, anzi la streghetta, che è in me si fa una risatina, e mi sussurra &#8220;te l&#8217;avevo detto&#8230;&#8221; Che cosa? Ebbene, che questa ricorrenza un po&#8217; inventata sarebbe stata un&#8217;eccellente promozione turistica e commerciale,  almeno per Torino. E che sia, ben venga! Musei e mostre stracolmi, il Museo del Risorgimento prenotato per mesi, la città nuovamente ripulita e vestita a festa, tutte le provincie rappresentate da cibi e ottimi vini. Qui vi vogliamo, Turisti, sono anni che ci prepariamo, vi stendiamo i tappeti rossi: finalmente si esce dall&#8217;angolo negletto, che aiutò a fare l&#8217;Italia, ma che Italia non era, stritolato come sempre dalla possente Francia su tre lati. Venite pure, Turisti, da tutto il Mondo.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #ff0000">.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">Comunque, non roviniamo la festa, in questa splendida giornata di sole. </span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">Vi voglio proporre qualcosa di nuovo ed insieme conosciutissimo: il nostro Inno Nazionale, da leggere però tutto, fino al fondo.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">Io lo trovo una bella poesia, retorica come tutto il XIX secolo voleva, ma anche ricca di sentimento e di vero amore, che si leggono a volte espliciti, a volte tra le righe. Io credo si debba rispetto a chi, 150 e più anni fa, scese in campo a combattere per un ideale: che poi le cose siano girate subito per il verso storto&#8230; lo vedremo nel prossimo post.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">.</span></strong></p>
<h2 style="text-align: justify"><span style="color: #ff00ff">    Rosella </span></h2>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff00ff"> </span>      </p>
<p style="text-align: justify">      </p>
<p><strong>Inno Nazionale – G. Mameli  <strong>M.Novaro</strong></strong><strong> </strong><strong>(</strong><strong>1847)</strong></p>
<p>Fratelli d&#8217;Italia<br />
L&#8217;Italia s&#8217;è desta,<br />
Dell&#8217;elmo di Scipio<br />
S&#8217;è cinta la testa.<br />
Dov&#8217;è la Vittoria?<br />
Le porga la chioma,<br />
Ché schiava di Roma<br />
Iddio la creò.<br />
Stringiamoci a coorte<br />
Siam pronti alla morte<br />
L&#8217;Italia chiamò.</p>
<p>Noi siamo da secoli<br />
Calpesti, derisi,<br />
Perché non siam popolo,<br />
Perché siam divisi.<br />
Raccolgaci un&#8217;unica<br />
Bandiera, una speme:<br />
Di fonderci insieme<br />
Già l&#8217;ora suonò.<br />
Stringiamoci a coorte<br />
Siam pronti alla morte<br />
L&#8217;Italia chiamò.</p>
<p>Uniamoci, amiamoci,<br />
l&#8217;Unione, e l&#8217;amore<br />
Rivelano ai Popoli<br />
Le vie del Signore;<br />
Giuriamo far libero<br />
Il suolo natìo:<br />
Uniti per Dio<br />
Chi vincer ci può?<br />
Stringiamoci a coorte<br />
Siam pronti alla morte<br />
L&#8217;Italia chiamò.</p>
<p>Dall&#8217;Alpi a Sicilia<br />
Dovunque è Legnano,<br />
Ogn&#8217;uom di Ferruccio<br />
Ha il core, ha la mano,<br />
I bimbi d&#8217;Italia<br />
Si chiaman Balilla,<br />
Il suon d&#8217;ogni squilla<br />
I Vespri suonò.<br />
Stringiamoci a coorte<br />
Siam pronti alla morte<br />
L&#8217;Italia chiamò.</p>
<p>Son giunchi che piegano<br />
Le spade vendute:<br />
Già l&#8217;Aquila d&#8217;Austria<br />
Le penne ha perdute.<br />
Il sangue d&#8217;Italia,<br />
Il sangue Polacco,<br />
Bevé, col cosacco,<br />
Ma il cor le bruciò.<br />
Stringiamoci a coorte<br />
Siam pronti alla morte<br />
L&#8217;Italia chiamò.</p>
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		<title>2003</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 23:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gwendydd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è una poesia un po&#8217; lunghetta. Scrivo Poesia perchè, per me, il testo di una buona conzone è poesia, sempre e comunque. Trovo un filino ipocrita la fine, dove si ripete un &#8220;per fortuna&#8221; che mi fa storcere il naso. Io sono del tutto indifferente. Sono passati 21 anni dal qul magico giugno-luglio 1982, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000"><strong>Questa è una poesia un po&#8217; lunghetta. Scrivo Poesia perchè, per me, il testo di una buona conzone è poesia, sempre e comunque. Trovo un filino ipocrita la fine, dove si ripete un &#8220;per fortuna&#8221; che mi fa storcere il naso. Io sono del tutto indifferente. Sono passati 21 anni dal qul magico giugno-luglio 1982, e tutto si è ribaltato. Non c&#8217;è altro da aggiungere.</strong></span></p>
<p><strong></strong>.</p>
<p>.</p>
<p>.   <strong></strong></p>
<p><strong>Io non mi sento italiano – di Giorgio Gaber (2003)<br />
</strong><br />
 Mi scusi Presidente<br />
non è per colpa mia<br />
ma questa nostra Patria<br />
non so che cosa sia.<br />
Può darsi che mi sbagli<br />
che sia una bella idea<br />
ma temo che diventi<br />
una brutta poesia.<br />
Mi scusi Presidente<br />
non sento un gran bisogno<br />
dell&#8217;inno nazionale<br />
di cui un po&#8217; mi vergogno.<br />
In quanto ai calciatori<br />
non voglio giudicare<br />
i nostri non lo sanno<br />
o hanno più pudore.</p>
<p>Io non mi sento italiano<br />
ma per fortuna o purtroppo lo sono.</p>
<p>Mi scusi Presidente<br />
se arrivo all&#8217;impudenza<br />
di dire che non sento<br />
alcuna appartenenza.<br />
E tranne Garibaldi<br />
e altri eroi gloriosi<br />
non vedo alcun motivo<br />
per essere orgogliosi.<br />
Mi scusi Presidente<br />
ma ho in mente il fanatismo<br />
delle camicie nere<br />
al tempo del fascismo.<br />
Da cui un bel giorno nacque<br />
questa democrazia<br />
che a farle i complimenti<br />
ci vuole fantasia.</p>
<p>Io non mi sento italiano<br />
ma per fortuna o purtroppo lo sono.</p>
<p>Questo bel Paese<br />
pieno di poesia<br />
ha tante pretese<br />
ma nel nostro mondo occidentale<br />
è la periferia.<br />
Mi scusi Presidente<br />
ma questo nostro Stato<br />
che voi rappresentate<br />
mi sembra un po&#8217; sfasciato.<br />
E&#8217; anche troppo chiaro<br />
agli occhi della gente<br />
che tutto è calcolato<br />
e non funziona niente.<br />
Sarà che gli italiani<br />
per lunga tradizione<br />
son troppo appassionati<br />
di ogni discussione.<br />
Persino in parlamento<br />
c&#8217;è un&#8217;aria incandescente<br />
si scannano su tutto<br />
e poi non cambia niente.</p>
<p>Io non mi sento italiano<br />
ma per fortuna o purtroppo lo sono.</p>
<p>Mi scusi Presidente<br />
dovete convenire<br />
che i limiti che abbiamo<br />
ce li dobbiamo dire.<br />
Ma a parte il disfattismo<br />
noi siamo quel che siamo<br />
e abbiamo anche un passato<br />
che non dimentichiamo.<br />
Mi scusi Presidente<br />
ma forse noi italiani<br />
per gli altri siamo solo<br />
spaghetti e mandolini.<br />
Allora qui mi incazzo<br />
son fiero e me ne vanto<br />
gli sbatto sulla faccia<br />
cos&#8217;è il Rinascimento.</p>
<p>Io non mi sento italiano<br />
ma per fortuna o purtroppo lo sono.</p>
<p>Questo bel Paese<br />
forse è poco saggio<br />
ha le idee confuse<br />
ma se fossi nato in altri luoghi<br />
poteva andarmi peggio.<br />
Mi scusi Presidente<br />
ormai ne ho dette tante<br />
c&#8217;è un&#8217;altra osservazione<br />
che credo sia importante.<br />
Rispetto agli stranieri<br />
noi ci crediamo meno<br />
ma forse abbiam capito<br />
che il mondo è un teatrino.<br />
Mi scusi Presidente<br />
lo so che non gioite<br />
se il grido &#8220;Italia, Italia&#8221;<br />
c&#8217;è solo alle partite.<br />
Ma un po&#8217; per non morire<br />
o forse un po&#8217; per celia<br />
abbiam fatto l&#8217;Europa<br />
facciamo anche l&#8217;Italia.</p>
<p>Io non mi sento italiano<br />
ma per fortuna o purtroppo lo sono.<br />
Io non mi sento italiano<br />
ma per fortuna o purtroppo<br />
per fortuna o purtroppo<br />
per fortuna<br />
per fortuna lo sono.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>1996</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 22:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gwendydd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Passano gli anni, ma otto son tanti&#8230;&#8221; Cantava Celentano ne &#8220;Il ragazzo della via Gluck&#8221; Anche quella vecchia canzone offriva una lucida visione del &#8220;suo&#8221; presente.                          Io invece faccio un salto di ben 14 anni: niente più euforia per grandi vittorie, l&#8217;Italia è nei guai. Cassa Integrazione a Sud e a Nord, scandali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000">&#8220;Passano gli anni, ma otto son tanti&#8230;&#8221; Cantava Celentano ne &#8220;Il ragazzo della via Gluck&#8221; Anche quella vecchia canzone offriva una lucida visione del &#8220;suo&#8221; presente. </span></p>
<p><span style="color: #008000">                         </span></p>
<p><span style="color: #008000">Io invece faccio un salto di ben 14 anni: niente più euforia per grandi vittorie, l&#8217;Italia è nei guai. Cassa Integrazione a Sud e a Nord, scandali, tangenti, guerre dietro l&#8217;angolo, pensieri poco allegri, già. Eppure resta una sana voglia di riderci su, e di guardare avanti, consapevoli di pregi e difetti. A voi:</span></p>
<p><span style="color: #000000"> </span>       </p>
<p><span style="color: #000000"><strong>La terra dei cachi – Elio e le Storie Tese (1996)</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000"> </span></p>
<p><span style="color: #000000">Parcheggi abusivi,</span></p>
<p><span style="color: #000000">applausi abusivi,</span></p>
<p><span style="color: #000000">villette abusive,</span></p>
<p><span style="color: #000000">abusi sessuali abusivi;</span></p>
<div><span style="color: #000000">tanta voglia di ricominciare abusiva.</span></div>
<p><span style="color: #000000">Appalti truccati,</p>
<p></span></p>
<p><span style="color: #000000">trapianti truccati,</span></p>
<p><span style="color: #000000">motorini truccati</span></p>
<p><span style="color: #000000">che scippano donne truccate;</span></p>
<div><span style="color: #000000">il visagista delle dive e&#8217; truccatissimo.</span></div>
<p><span style="color: #000000">Papaveri e papi,</p>
<p></span></p>
<p><span style="color: #000000">la donna cannolo,</span></p>
<p><span style="color: #000000">una lacrima sul visto:</span></p>
<p><span style="color: #000000"> <br />
Italia si&#8217; Italia no ……</span></p>
<p><span style="color: #000000"> </span></p>
<p><span style="color: #000000">Italia bum, la strage impunita.<br />
Puoi dir di si&#8217; puoi dir di no, ma questa e&#8217; la vita.<br />
Prepariamoci un caffe&#8217; , non rechiamoci al caffe&#8217; :</span></p>
<div><span style="color: #000000">c&#8217;e&#8217; un commando che ci aspetta per assassinarci un po&#8217;.<br />
Commando si&#8217; commando no, commando omicida.<br />
Commando pam commando papapapapam, </span></div>
<div><span style="color: #000000"><strong><span style="color: #ff0000">ma se c&#8217;e&#8217; la partita<br />
il commando non ci sta </span></strong></span></div>
<div><span style="color: #000000"><strong><span style="color: #ff0000">e allo stadio se ne va,<br />
sventolando il bandierone </span></strong></span></div>
<div><span style="color: #000000"><strong><span style="color: #ff0000">non piu&#8217; sangue scorrera&#8217; ;<br />
</span></strong>infetto si&#8217; ? Infetto no? Quintali di plasma.<br />
Primario si&#8217; primario dai , primario fantasma ,<br />
io fantasma non saro&#8217; e al tuo plasma dico no.<br />
Se dimentichi le pinze fischiettando ti diro&#8217;<br />
&#8220;fi fi fi fi fi fi fi fi ti devo una pinza,<br />
fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l &#8216; ho nella panza&#8221;.</span></div>
<p><span style="color: #000000">Viva il crogiuolo di pinze. Viva il crogiuolo di panze.<br />
Quanti problemi irrisolti ma un cuore grande cosi&#8217;……</p>
<p></span></p>
<div><span style="color: #000000"> <br />
Italia si&#8217; Italia no Italia gnamme, se famo du spaghi.<br />
Italia sob Italia prot, la terra dei cachi.<br />
Una pizza in compagnia, una pizza da solo;<br />
un totale di due pizze e l&#8217;Italia e&#8217; questa qua.</span></div>
<p><span style="color: #000000">Fufafifi&#8217; fufafifi&#8217; Italia evviva.</p>
<p></span></p>
<p><span style="color: #000000">Una pizza in compagnia, una pizza da solo:</span></p>
<p><span style="color: #000000">in totale molto pizzo, ma l &#8216; Italia non ci sta.</span></p>
<div><span style="color: #000000">Italia si&#8217; Italia no, Italia si&#8217;</span></div>
<p><span style="color: #000000">ue&#8217; , Italia no ,ue&#8217; ue&#8217; ue&#8217; ue&#8217; ue&#8217;.</p>
<p>Perche&#8217; la terra dei cachi e&#8217; la terra dei cachi.</p>
<p></span></p>
<p><span style="color: #000000"> </span></p>
<div><span style="color: #000000">No.</span></div>
<p><span style="color: #000000"> </p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>1982</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 02:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gwendydd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Correva l’anno 1982. In una delle estati più torride dei miei ricordi, io studiavo per un esame sulle centrali nucleari, e il mio fratello di mezzo per l’esame di maturità. Per rinfrescarci giocavamo sul balcone a tirarci addosso cubetti di ghiaccio. Però, comprammo il televisore a colori per vedere i mondiali di calcio. Dopo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000">Correva l’anno <strong>1982</strong>. In una delle estati più torride dei miei ricordi, io studiavo per un esame sulle centrali nucleari, e il mio fratello di mezzo per l’esame di maturità. Per rinfrescarci giocavamo sul balcone a tirarci addosso cubetti di ghiaccio.</span></p>
<p><span style="color: #008000">Però, comprammo il televisore a colori per vedere i mondiali di calcio.</span></p>
<p><span style="color: #008000">Dopo il primo turno, andammo nella cascina dei nonni dei nonni, a Moncalvo d’Asti, per cercare un po’ di refrigerio. Non c’era Tv, solo radio: quasi inebetiti seguimmo l’incontro con l’Argentina! Via, di corsa a casa, malgrado il caldo, malgrado le zanzare! Al diavolo gli esami! Toccò al Brasile , alla Polonia e alla Germania, e noi eravamo “Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, campioni del Mondo!” Ricordo fosse ieri la voce pacata di Nando Martellini, e le esplosioni senza freno dei commentatori Spagnoli e Sud-Americani.</span></p>
<p><span style="color: #008000">L’Italia era felice, era fortunata, era fiduciosa! Tutto sarebbe andato bene.</span></p>
<p><span style="color: #008000"> </span></p>
<p><span style="color: #008000">Ed infatti, anche la mia famiglia ebbe il suo momento di Gloria.</span></p>
<p><span style="color: #008000">In un istante di follia, avevamo deciso di andare a passare le vacanze in Romania, con un viaggio in roulotte che ne prevedeva il giro completo, oltrepassando la Cortina di Ferro. Decidemmo di viaggiare leggeri:non ci andava di essere fermati per contrabbando, e poi, ci avevano costretto a cambiare una quantità spropositata di denaro prima di partire, cifra che per noi valeva almeno due viaggi!</span></p>
<p><span style="color: #008000"> </span></p>
<p><span style="color: #008000">Poveri ingenui! Quella moneta non valeva niente, sarebbero serviti Dollari, Lire (le nostre vecchie, svalutate Lire) Jeans, e calze da donna. Ma in ogni luogo, anche nel più sperduto, ci accoglievano con grandi feste: “W Paolo Rossi! W Dino Zoff” e fu grazie a loro, ai nostri eroi Juventini se riuscimmo a trovare qualcosa da mangiare.</span></p>
<p><span style="color: #008000"> </span></p>
<p><span style="color: #008000">La fame è brutta. Lo dice una inappetente cronica, che da quell’anno iniziò ad essere meno shifiltosa, ed imparò che cosa significa portarsi dietro un buco nello stomaco per giorni e giorni, prima di riuscire a saziarlo.</span></p>
<p><span style="color: #008000"> </span></p>
<p><span style="color: #008000">Tornai a casa con una esperienza indimenticabile, e trovai ad attendermi una canzone di gioia, di festa, di emozione, e di orgoglio nazionale: non posso fare a meno di riportarla.</span></p>
<p><span style="color: #008000">L’autunno seguente trovai lavoro e fidanzato; per i neo laureati si aprirono anni d’oro: lasciatemi ricordare quel momento felice, che ormai dista, ahimè, ben 29 anni!</span></p>
<p><span style="color: #000000">             </span></p>
<p><span style="color: #000000">            </span></p>
<p><span style="color: #000000">             </span></p>
<p><span style="color: #000000">                        </span></p>
<p><span style="color: #000000">                      </span></p>
<p><span style="color: #000000"> </span></p>
<p><span style="color: #000000"><strong>L’Italiano – di Toto Cutugno (1982)</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000"> </span></p>
<p><span style="color: #000000">Lasciatemi cantare<br />
con la chitarra in mano<br />
lasciatemi cantare<br />
sono un italiano</p>
<p>Buongiorno Italia gli spaghetti al dente<br />
<strong>e un partigiano come Presidente</strong>  (Pertini)<br />
con l&#8217;autoradio sempre nella mano destra<br />
e un canarino sopra la finestra</p>
<p>Buongiorno Italia con i tuoi artisti<br />
con troppa America sui manifesti<br />
con le canzoni con amore<br />
con il cuore<br />
con piu&#8217; donne sempre meno suore</p>
<p>Buongiorno Italia<br />
buongiorno Maria<br />
con gli occhi pieni di malinconia<br />
buongiorno Dio<br />
lo sai che ci sono anch&#8217;io</p>
<p>Lasciatemi cantare<br />
con la chitarra in mano<br />
lasciatemi cantare<br />
una canzone piano piano<br />
</span><span style="color: #000000"><strong>Lasciatemi cantare<br />
perche&#8217; ne sono fiero<br />
sono un italiano<br />
un italiano vero</p>
<p></strong>Buongiorno Italia che non si spaventa<br />
e con la crema da barba alla menta<br />
con un vestito gessato sul blu<br />
e la moviola la domenica in TV<br />
Buongiorno Italia col caffe&#8217; ristretto<br />
le calze nuove nel primo cassetto<br />
con la bandiera in tintoria<br />
e una 600 giu&#8217; di carrozzeria</p>
<p>Buongiorno Italia<br />
buongiorno Maria<br />
con gli occhi pieni di malinconia<br />
buongiorno Dio<br />
lo sai che ci sono anch&#8217;io</p>
<p>Lasciatemi cantare<br />
con la chitarra in mano<br />
lasciatemi cantare<br />
una canzone piano piano<br />
Lasciatemi cantare<br />
perche&#8217; ne sono fiero<br />
sono un italiano<br />
un italiano vero.</p>
<p></span></p>
<p><span style="color: #000000"> </span></p>
<p><span style="color: #000000"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>150° ! E poi?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 17:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gwendydd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi viene in mente una stupida filastrocca da bambini:                                                       150, la gallina canta, canta sola sola, non vuole andare a scuola &#8230;.                       E poi? non me la ricordo più.                                                                   Sarebbe un po&#8217; più triste che questo accadesse anche al nostro paese. Non ho voglia di parlare, però, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mi viene in mente una stupida filastrocca da bambini:</strong></p>
<p><strong>                    </strong></p>
<p><strong>                                  </strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000">150,</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000">la gallina canta,</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000">canta sola sola,</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000">non vuole andare a scuola &#8230;.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000"> </span></strong>      </p>
<p>            <strong><span style="color: #008000"> </span></strong></p>
<p><strong>E poi? non me la ricordo più.</strong></p>
<p><strong> </strong>                 </p>
<p>                                             <strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000">Sarebbe un po&#8217; più triste che questo accadesse anche al nostro paese. Non ho voglia di parlare, però, e non ho voglia di scrivere: lascerò che sulle pagine del mio diario on-line parlino altri, più bravi, più saggi, o forse solo più anziani di me.</span></strong></p>
<p><strong>                         </strong></p>
<p><strong>                          </strong></p>
<p><strong>Inserendo qualche pensierino&#8230; birichino.</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-565" href="http://word.technologeek.eu/gwendydd/2011/02/23/150%c2%b0-e-poi/gallina/"><img class="size-full wp-image-565  aligncenter" src="http://word.technologeek.eu/gwendydd/files/2011/02/gallina.jpg" alt="" width="349" height="498" /></a></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>CIAO</strong></p>
<h2>       <span style="color: #ff00ff">Rosella</span></h2>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un Rosa MOLTO MOLTO speciale</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 15:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gwendydd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiore]]></category>
		<category><![CDATA[Libro]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[    Questa stravagante ed inquietante Rosa ha già avuto fin troppa pazienza. Prima le feste Natalizie (omai lontane) poi l’influenza che non voleva passare, poi il mal di testa, e adesso, tanto per divertirsi, l’infiammazione al braccio destro, che mi impedisce di scrivere, ma non impedirà questo breve post.   Nel frattempo la Rosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="text-decoration: underline"><span style="color: #ff0000"><a rel="attachment wp-att-555" href="http://word.technologeek.eu/gwendydd/2011/02/15/un-rosa-molto-molto-speciale/rossa-rosa-bianca_grande/"><img class="aligncenter size-full wp-image-555" src="http://word.technologeek.eu/gwendydd/files/2011/02/rossa-rosa-bianca_grande.jpg" alt="" width="212" height="363" /></a></span></span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline"><span style="color: #ff0000"> </span></span></em></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000"> </span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>Questa stravagante ed inquietante Rosa ha già avuto fin troppa pazienza.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>Prima le feste Natalizie (omai lontane) poi l’influenza che non voleva passare, poi il mal di testa, e adesso, tanto per divertirsi, l’infiammazione al braccio destro, che mi impedisce di scrivere, ma non impedirà questo breve post.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>Nel frattempo la Rosa è stata regalata ad un Ingegnere, un Maestro di Yoga, una badante Moldava (ex-preside di una scuola media), ed è stata letta da un altro ingegnere che ho qui a casa. Commenti entusiastici: sono stati ammirati i personaggi, l’ambiente, la trama, la scrittura, qualcuno si è anche affezionato a un personaggio in particolare.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>Poi la domanda: “Perché non ci sono questi libri, nelle librerie, al posto di certe schifezze?”</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>Tralascio la riposta, perché la sappiamo tutti.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>Al tempo di Draghi &amp; Computer, io misi sotto parenti, amici, colleghi, e mi feci anche delle pubblicità. Vendemmo 300 copie. Sandro e Maristella fanno le presentazioni in coppia, e il loro racconto è stato molto suggestivo. Il libro va, piace, e arrivano i commenti positivi.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>E poi?</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>Poi subentra l’inerzia. E’ ben difficile che l’amico dell’amico, o l’acquirente della presentazione, vada a pensare: quello era un bel libro: lo regalo a “X” Probabilmente non siamo così degni di essere presi in considerazione per un regalo. E intanto, probabilmente, che fa il nostro ignoto ammiratore? Lo presta. Magari anche a più di una persona. Molto lusinghiero per il nostro ego, non altrettanto per il portafoglio. E la catena, il passaparola, si spezza.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>No, nessun libro arriverà mai al grande pubblico in questo modo, e tu, mia cara Rosa, temo finirai come gli altri: perchè il lettore vuol vedere un libro fresco e pulito, che si allinea con tanti altri, a fare macchia di colore tra gli scaffali di una libreria, lo vuole vedere magari con qualche bella fascetta, “premiato qui, premiato là”,  lo vuol vedere in mezzo ad altri fratelli, più piccoli, più grandi, più vari; vuole girare e rigirare, toccare, sfogliare; infine, forse, se ne andrà con qualche pezzo nella busta degli acquisti.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>Conserva bene la tua Rosa, Sandro, annaffiala, potala, dalle il concime e la medicina contro i pidocchi. Io non ho pazienza, a casa mia le piante muoiono tutte, di qualunque tipo. Adesso odio anche loro, insieme agli editori, ai medici, e a troppa altra gente.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>Il braccio mi fa male: ora, scrivete voi.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000"> </span></p>
<h2><span style="color: #ff00ff">       Rosella</span></h2>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La macchina vuota</title>
		<link>http://word.technologeek.eu/gwendydd/2011/01/31/la-macchina-vuota/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 17:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gwendydd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Magia]]></category>
		<category><![CDATA[Mistero]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[    Cari amici, Il 2010 si è chiuso con un articolo di Lily, quindi mi sembra giusto che sia lei ad aprire il nuovo anno. Leggete e&#8230; rabbrividite! La pioggia scendeva con violenza dalle nuvole, che minacciavano un’impetuosa tempesta. I tergicristalli erano in movimento da due ore, il loro cigolio sui vetri bagnati cominciava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"> </p>
<p style="text-align: center"> </p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Cari amici, </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Il 2010 si è chiuso con un articolo di Lily, quindi mi sembra giusto che sia lei ad aprire il nuovo anno.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Leggete e&#8230; rabbrividite!</span></p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-548" href="http://word.technologeek.eu/gwendydd/2011/01/31/la-macchina-vuota/rebecca-tema-10_3/"><img class="size-large wp-image-548  aligncenter" src="http://word.technologeek.eu/gwendydd/files/2011/01/Rebecca-Tema-10_3-500x269.jpg" alt="" width="500" height="269" /></a></p>
<p style="text-align: justify">La pioggia scendeva con violenza dalle nuvole, che minacciavano un’impetuosa tempesta. I tergicristalli erano in movimento da due ore, il loro cigolio sui vetri bagnati cominciava ad infastidirmi.</p>
<p style="text-align: justify">Nell’affollata autostrada ci si muoveva lentamente. Forse la cosa migliore da fare era tornare indietro. Sì, era meglio. Come avrei fatto a guardare di nuovo Agata negli occhi dopo che… no, non potevo non andare. Se lo avessi fatto avrebbero sospettato qualcosa. Dovevo incontrarla e fare finta di niente. L’avrei scampata come al solito.</p>
<p style="text-align: justify">Mi sembrava di sentire ancora la voce di Barbara che mi implorava… no, solo allucinazioni. Basta, dovevo concentrarmi sulla strada. Accesi la radio, ma mi pentii. Trasmettevano la loro canzone. Non potevo sopportare di sentirla ancora. Volevo il silenzio, ma anche dopo che schiacciai il pulsante la musica si sentiva nella mia auto. Com’era possibile?</p>
<p style="text-align: justify">Sentii brividi di freddo, mi distrassi un attimo e quando guardai verso la strada, per lo spavento, frenai. Era lui, Edoardo.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify">“E’ impossibile!” esclamò il poliziotto. “Come fa una ragazza a scomparire così? Se anche fosse scesa, qualcuno l’avrebbe vista”</p>
<p style="text-align: justify">“Signore, forse sarebbe meglio dedicarsi più tardi alle indagini… occorre liberare la strada, non vede quante auto bloccate?” chiese un tenente.</p>
<p style="text-align: justify">“Si, hai ragione, le ambulanze non riescono a passare, e ci sono feriti molto gravi, che in questo momento hanno la priorità.”</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify">“Dove sei?” chiesi con voce strozzata. “Dove mi hai portato?”</p>
<p style="text-align: justify">“Ti avevo detto che sarei ritornato! Ti avevo avvertita!”</p>
<p style="text-align: justify">La voce si faceva sempre più vicina. Il buio mi terrorizzava.</p>
<p style="text-align: justify">Mi difesi: “E’stata colpa tua.”</p>
<p style="text-align: justify">“Come osi dare la colpa a me? Sei stata tu, tu l’hai uccisa! Io l’amavo! E hai ucciso anche me!”</p>
<p style="text-align: justify">“No, sei stato tu! E lei non ti amava, io sì! Tu… tu ti sei ucciso da solo!” ormai non riuscivo più a trattenere le lacrime.</p>
<p style="text-align: justify">“Taci! Sei tu che l’hai uccisa! Mi hai solo costretto a farlo per te! Eri invidiosa! Lei aveva tutto quello che non avevi tu Me compreso! E io ho creduto davvero che mi amassi, ma mentivi!”</p>
<p style="text-align: justify">“No, non è vero…” mormorai tra i singhiozzi.</p>
<p style="text-align: justify">“Basta, non dire più nulla! Con che coraggio saresti andata dalla sorella a porgerle le tue condoglianze? IO almeno ho avuto un po’ di umanità. Ma ho scritto tutto! Un biglietto oggi arriverà ad Agata e le spiegherà tutto! Ma non volevo che ti prendesse la polizia, no, tu meriti di peggio! Tu starai qui con me per l’eternità! Mia cara ragazza, questo è l’Inferno!”</p>
<p style="text-align: justify">“No, no!” potevo sentire i miei gemiti echeggiare all’infinito.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000"><strong><em>“Finalmente hai capito che non puoi sempre scappare e non fronteggiare ma le conseguenze dei tuoi sbagli!”</em></strong> </span>con le sue ultime parole, il sangue mi si gelò nelle vene.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<h2 style="text-align: justify"><span style="color: #ff00ff"> Lily</span></h2>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lo Shintoismo</title>
		<link>http://word.technologeek.eu/gwendydd/2010/11/24/lo-shintoismo/</link>
		<comments>http://word.technologeek.eu/gwendydd/2010/11/24/lo-shintoismo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 00:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lily</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiore]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[    Pensiero Lo Shintoismo è una religione che si basa sul rispetto verso il prossimo e verso la natura. Adora i kami, gli spiriti, non ha una vera e propria divinità. Per gli shintoisti non tutelare la natura porta disgrazie, e cercano di condurre una vita serena sia con sé stessi che con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong><span style="color: #ff6600;"></span></strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><span style="color: #ff6600;"><img class="aligncenter size-full wp-image-544" title="Shintoismo" src="http://word.technologeek.eu/gwendydd/files/2010/11/Shintoismo.jpg" alt="" width="422" height="315" /> </span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #ff6600;"> </span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #ff6600;"><span style="text-decoration: underline;">Pensiero</span></span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #ff6600;">Lo Shintoismo è una religione che si basa sul rispetto verso il prossimo e verso la natura. Adora i kami, gli spiriti, non ha una vera e propria divinità.</span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #ff6600;">Per gli shintoisti non tutelare la natura porta disgrazie, e cercano di condurre una vita serena sia con sé stessi che con il prossimo.</span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #ff6600;">Essendo una religione praticata in un luogo molto lontano non ho mai avuto esperienze nel suo ambito.</span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #ff6600;">L’idea di venerare gli spiriti della natura come gli indiani d’America, mi dà un senso di libertà, e una cosa che è sempre meno presente nella nostra vita è il rispetto. Forse non sarebbe male se ci fosse un po’ di Shintoismo dentro tutti noi.</span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #ff6600;">Lily</span></strong></em></p>
<p><em><strong><span style="color: #ff6600;"> </span></strong></em></p>
<p><strong><span style="color: #008000;">La Ricerca</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Lo <strong>Shintoismo</strong>(= divinità, spirito; significa letteralmente <em>via degli dei</em>), è una religione nativa del Giappone. Prevede l&#8217;adorazione dei <em>Kami</em>, cioè divinità, spiriti naturali o presenze spirituali. Alcuni kami possono essere considerati come gli spiriti guardiani di un luogo particolare, ma altri possono rappresentare uno specifico oggetto o un evento naturale. Anche le persone illustri, gli eroi e gli antenati divengono oggetto di venerazione dopo la morte e vengono considerati tra i kami.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Probabilmente dopo l&#8217;arrivo dei primi antenati del popolo giapponese, ogni villaggio e area aveva la sua propria collezione di divinità e rituali senza alcuna relazione tra un culto locale e l&#8217;altro. In seguito andò probabilmente a crearsi un pantheon stabile, anche se mai definitivamente, in quanto anche oggi le divinità sono innumerevoli, proprio perché considerate manifestazione di ogni forma della natura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Lo Shintoismo è una religione <em>cosmica</em>, che vede tutto ciò che esiste, come pura manifestazione del divino. Nella religione shintoista ogni cosa è sacra. La principale forma di <em>entità divina </em>è l&#8217;esistenza stessa, la natura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #008000;">Etica</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Una prima regola etica è sicuramente la disponibilità verso gli altri. Lo Shintoismo incita al contenimento dell&#8217;egoismo e dell&#8217;egocentrismo, promuovendo invece l&#8217;umiltà, l&#8217;interesse della comunità e il pubblico benessere. Fondamentali sono le attività sociali, volte ad aiutare le persone nel migliorare le proprie condizioni o se stessi, mantenendo buone relazioni con gli antenati e gli dèi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Sebbene lo Shintoismo non abbia comandamenti assoluti al di fuori di vivere <em>una vita semplice ed in armonia con la natura e le persone</em>, si dice che ci siano Quattro Affermazioni che esprimono tutto lo spirito etico di questa religione:</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #008000;">La <strong><em>famiglia </em></strong>è il gruppo in cui e attraverso cui una persona cresce, e da cui eredita un approccio e una visione del mondo ben precisi.</span></li>
<li><span style="color: #008000;">La <strong><em>natura</em></strong>è sacra, in quanto espressione del divino; conservare un contatto con essa comporta il raggiungimento della completezza e della felicità, e significa mantenersi vicini ai kami. La natura va rispettata, venerata e tutelata, poiché è da essa che deriva l&#8217;equilibrio della vita.</span></li>
<li><span style="color: #008000;">La <strong><em>pulizia</em></strong>consente purezza, e la purezza è una delle massime virtù. La pulizia è essenziale per condurre una vita armoniosa.</span></li>
<li><span style="color: #008000;">I <strong><em>matsuri</em></strong>, i festival dedicati ai kami. In questi giorni per festeggiare le divinità, vengono allestiti feste, processioni e banchetti.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Secondo la fede Shintoista, lo spirito umano è eterno. L&#8217;aldilà è concepito come una sorta di <em>livello esistenziale superiore</em>. Quando si muore si cambia semplicemente <em>forma </em>di esistenza. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"> </span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">              <span style="color: #ff00ff;">Lily </span></span></h2>
]]></content:encoded>
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		<title>Un tempo chiamato Vita</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 16:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gwendydd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libro]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Poesie e Pensieri di Silvana Stremiz       Quando combinai lo scambio libro con Silvana, fui attratta dalla copertina e dal titolo di questo: intuivo un tema, un motivo che legava la silloge; lei gentilmente me lo procurò. Mi scrisse, anche, per spiegarmi ciò che la copertina rappresentava: “Un tempo chiamato vita l&#8217;ho dedicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Poesie e Pensieri di Silvana Stremiz</strong></p>
<p style="text-align: center"> </p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-468" href="http://word.technologeek.eu/gwendydd/2010/11/12/un-tempo-chiamato-vita/un-tempo-chiamato-vita-200x260/"><img class="size-full wp-image-468  aligncenter" src="http://word.technologeek.eu/gwendydd/files/2010/10/un-tempo-chiamato-vita-200x260.jpg" alt="" width="199" height="260" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Quando combinai lo scambio libro con Silvana, fui attratta dalla copertina e dal titolo di questo: intuivo un tema, un motivo che legava la silloge; lei gentilmente me lo procurò. Mi scrisse, anche, per spiegarmi ciò che la copertina rappresentava:</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><em>“Un tempo chiamato vita l&#8217;ho dedicato ai miei figli. </em><em>I bimbi sfumati fra le nuvole sono i loro volti… l&#8217;orologio è il tempo la sabbia e il cielo sono il nostro luogo terreno la vita di tutti noi. Il loro volto, il mio senso a questo tempo.”</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Sì, chi ha figli trova soprattutto in loro la ragione di vivere, affrontando piccole e grandi disgrazie, aspettative, delusioni, fatiche, lavori ingrati. E la perdita di persone care, di cui noi siamo stati una ragione di vita: i nostri genitori.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">In questo libro c’è quindi la storia di una vita: le nascite, le morti, l’amore, i desideri. Poesie anche per chi non è mai nato, o per chi non riesce a morire con dignità. Sono tutte poesie che parlano del quotidiano, della famiglia; invitano a non sprecare il tempo che ci è stato donato, perché fuggirà veloce, sempre troppo veloce, non posiamo permetterci di sprecarlo.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Silvana ama la vita. Lo si comprende dalla gioia per le nascite, la maternità; mi hanno colpita le poesia in cui manifesta vero odio contro la morte. Io leggo, e vedo una persona equilibrata, forte, ma ricca di sentimento, capace di scrivere in modo diretto, semplice, come piace a me, ma in cui ogni pensiero è frutto di un’intima riflessione, estremamente sincera; e la Poesia nasce spontanea, armoniosa, carezzevole.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Ho voluto dedicare questo post al libro di Silvana, perché qui c’è la poesia sul Friuli, intera, che ha richiamato in me, e in voi lettori,  tanti ricordi.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Ci sono vere recensioni su Poetry &amp; Literature di parecchio tempo fa: sono di <a href="http://www.technologeek.com/poetry/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=811&amp;Itemid=2"><span style="color: #000000">Francesco Andrea  </span></a><span style="color: #000000">e di </span><a href="http://www.technologeek.com/poetry/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=684&amp;Itemid=2"><span style="color: #000000">Miriam</span></a><span style="color: #000000"> . </span></span><span style="color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"> </span></p>
<h2><span style="color: #ff00ff">Rosella </span></h2>
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