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21 marzo –  Giornata mondiale della poesia

terremoto e tsunami a Tokjo

terremoto e tsunami a Tokjo

In questa giornata, mi sembra importante evidenziare l’importanza della poesia nella sua funzione sociale: i poeti narrano la vita, imprimendo il dramma, lo sconcerto, il dolore e la speranza.

Terremoto a Tokyo

Terribili scosse

uno tsunami

a distruggere Tokyo

restano detriti

urla, pianto

disperazione

il dramma

nei visi composti

devastazione

il silenzio straziante

dei petali di ciliegio

negata primavera

una preghiera

il pensiero vicino

soffoca il pianto

resta il ricordo

lacrime

che volano

Maristella Angeli

Tag:

Avevo inviato a luglio le mie poesie di otto versi, così com’era richiesto, per la partecipazione alla trasmissione “Poetando” su Rai Radio 1, condotto dal notissimo Maurizio Costanzo.

Un incontro poetico al quale tutti i radioascoltatori possono partecipare.

Per primo è stato contattato il mio compagno Sandro Orlandi ed è stata letta, nella trasmissione del 25 febbraio, la sua poesia “Risveglio”.

Beh, mi dicevo, sarò stata esclusa, ma l’arrivo di una mail mi confermava il contrario: avevano scelto la mia poesia “Cavalcami senza sella”.

Contattata da Santino Fiorillo, organizzatore della trasmissione radiofonica, mi venne comunicata la data fatidica: il 1marzo 2011 alle ore 00,20.

Santino, gentilissimo e molto simpatico, mi chiese di raccontargli un po’ la mia vita, trovando sul web altre notizie su di me, che ha ritenuto interessanti.

Certamente la tensione era elevata, non mi sembrava possibile, eppure era proprio vero.

Dopo essere stata contattata dalla regista Elisabetta Grande attendevo la telefonata. Ed ecco iniziare la trasmissione “L’uomo della notte”. La mia poesia, letta da Valentina Montanari insieme a quelle di altri autori ed il momento atteso: l’intervista! Maurizio Costanzo molto cordiale, da esperto giornalista, ha condotto un’intervista davvero interessante. Ho avuto uno spazio adeguato per parlare della mia passione poetica, del mio “sentire” e di ciò che ha valore, il mio lavoro con i soggetti diversamente abili, il mio grande amore, Sandro Orlandi, con il quale condivido la passione per la scrittura e la mia vita.

Sulle scelte di studio e di lavoro, sono stata estremamente sincera quando ho affermato che sono state condizionate dalla possibilità di ottenere un titolo che mi garantisse un posto di lavoro, viste le difficoltà economiche della mia famiglia. Nonostante le “non scelte”, ho potuto riprendere a dipingere e scrivo con passione da quando avevo otto anni.

Ho letto in diretta altre due poesie: “Amo in te…”, dedicata al mio compagno e “Un bacio”, tratta dalla raccolta «In ascolto» (MEF L’Autore libri Firenze, 2010, poesia).

Maurizio Costanzo si è interessato a questa storia d’amore tra due scrittori e ha apprezzato le poesie lette. Si è parlato anche di Macerata con il suo stupendo Sferisterio e della nota stagione lirica. Di Tolentino (MC), dove si trova la Scuola di Recitazione Sangallo che ho potuto frequentare, nonostante il lavoro per quattro anni, più due di Corso Professionale Regionale, ottenendo così l’attestato di “Animatrice-attrice teatrale e sociale”.

Un’esperienza emozionante, che sicuramente ricorderò.

Risveglio

Un bacio
una carezza
ancora addormentato.
Il risveglio dopo la notte.
Di nuovo i tuoi occhi
di nuovo il tuo viso
di nuovo te, di nuovo amore

Sandro Orlandi
(scelta da Maurizio Costanzo.
letta su Radio Rai 1 “L’uomo della notte”)

Cavalcami senza sella


Cavalli non più imbizzarriti

non più in fuga nelle praterie

galoppano su spiagge

osservano l’Oceano

cercano le terre e le loro origini

nitriscono guardando negli occhi

cavalcami senza sella

come indiano Navajo

Maristella Angeli

(scelta da Maurizio Costanzo,

letta su Radio Rai 1, “L’uomo della notte”)

Cavalli in libertà

cavalli in libertà

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8 marzo Festa della donna

Auguri!

Ci si domanda quale immagine abbiamo oggi della donna. Sicuramente l’idea di donna che traspare dalla pubblicità o nei vari programmi televisivi è ancora quella di “richiamo sessuale”. Le notizie di ragazze morte per anoressia o per interventi estetici, sembrano confermare che ciò che giunge alle giovani spettatrici è l’importanza di apparire e non di “essere”. Abbiamo ancora concorsi di bellezza e molte donne si affannano in cure estetiche, parrucchiere, diete e palestre fino a giungere a piccoli o grandi interventi estetici addirittura già dai trent’anni.

Come si può sentire una donna non bella, non magra o non abbastanza alta? Una tragedia!

Se non si ottiene l’apprezzamento, si viene derisi, i ragazzi cercano altro…

Le violenze sono numerose, si parla di duecentoventisei casi di stupro solo nella capitale.

E per far carriera? Cosa la donna è disposta a fare o è costretta a fare? Avance del capoufficio? Pressioni telefoniche, stalking?

Quante parlano e quante negano per paura di ritorsioni, per ricatti?

Quante immigrate costrette alla prostituzione?

Quante donne sole, alcolizzate, dipendenti da droghe, maltrattate, in situazione di povertà, bisognose di assistenza?

Abbiamo poi donne che pensano che libertà, significhi sesso libero, così abbiamo notizie di spogliarelli via webcam o incontri di ogni tipo tramite chat.

E il sogno delle adolescenti? Fare la velina!

E la dignità, l’integrità e il merito? Solo un’utopia?

Le immagini televisive non rendono valore ai grandi personaggi femminili passati e presenti, alle grandi artiste, scienziate, astrofisiche, scrittrici, poetesse. Ne abbiamo un’infinità!

Perché non valorizzare maggiormente le donne come persone, perché non far risaltare quanto la donna ha inciso nella storia, nella scienza, nell’ Arte in tutte le sue espressioni?

La donna che ha figli malati, diversamente abili, quella che cura i genitori anziani, cuoca, casalinga, lavoratrice, educatrice, contabile, mamma che deve far quadrare il bilancio famigliare, quella che si laurea, continua a sperare o rinuncia, si sacrifica, si rassegna.

Ma dobbiamo distinguere la donna dall’uomo?

Credo che dobbiamo rientrare in un modo di pensare diverso: la persona in quanto tale non distinta dal sesso.

Onoriamo il merito di tanti geni femminili, per evidenziare la donna non più come “oggetto del desiderio”, ma cos’è veramente importante? Valorizzare l’essere umano in quanto tale.

Ma qual è l’origine della festa della donna?

Le origini della festa dell’8 marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme.

Petali bianchi di neve

Il sospiro del tempo
la vita, scorrere di un fiume in piena
la solitudine, chimera nel deserto
la speranza
forte in chi ammira compiaciuto
l’eterno ritmo della vita
l’essenza, turbamento del polline
di un fiore soffiato

petali bianchi di neve
nella sera dei capelli

rughe sinuose
mani rattrappite
e occhi che sfavillano di ardore

Maristella Angeli
(da “In ascolto” MEF L’Autore Libri Firenze, finalista al 1° Concorso Letterario 2009 “Donna… sulle tracce di Eva”; selezionata, Antologia Io scrivo edizione LAB G. Perrone Editore Roma, Antologia “Poesie in libertà” VI edizione; selezionata da Elio Pecora “Poeti e poesia” Rivista Internazionale – Roma)

mimose un dono per le donne

le mimose: essenza delicata e pregnante

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