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La scuola: riflessioni e proposte

Di Maristella Angeli

Ins.te di Scienze Motorie e, da venti anni, di Sostegno

Non riesco a comprendere l’accanimento sugli ins.ti. che viene perpetrato da quando ho iniziato ad insegnare (31 anni fa). Vogliamo dire basta?

Una soluzione per il risparmio ci sarebbe: valutare solo il merito quindi i titoli ed eliminare ogni tipo di concorso, evitando così eventuali favoritismi e raccomandazioni. Un risparmio notevole su commissioni d’esame e formatori. Chi ha titoli con il punteggio elevato, è già stato valutato!

La formazione, quella che manca ad alcuni ins.ti è quella sul rapporto socio-relazionale, sulla didattica, sul cooperare all’interno di una comunità scolastica. Inoltre, avendo insegnato in ben quarantacinque sedi diverse ed essendo entrata in ruolo solo a trentacinque anni, pur avendo acquisito il titolo con 110/110 e lode, direi che nessuna impresa lavorativa funzionerebbe con un personale annuale che varia ogni anno.

Classi più numerose? Un vero disastro dato che i ragazzi presentano problematiche complesse e che gl’ins.ti si ritroveranno DSA da seguire, soggetti diversamente abili con molte ore scoperte, alunni provenienti da Case Famiglia, extracomunitari e tutti i casi a cui non viene più riconosciuto il bisogno di sostegno. Alunni che non riusciranno a stare al passo con gli altri. E la qualità dell’insegnamento e la personalizzazione dell’intervento didattico? Come recuperare le difficoltà di apprendimento di molti, la scarsa motivazione, la dipendenza da internet il bullismo? Insegnanti superman?

Forse consiglierei a chi ha la possibilità decisionale, di seguire una formazione diretta in diversi tipi di scuola dal nord al sud, per poi rendersi conto personalmente della realtà delle classi. E non accusate gli ins.ti, posso affermare che sono preparatissimi e che, nonostante il precariato ad oltranza, continuano a credere nel proprio lavoro.

Ciò che all’uomo rende onore

Tempesta la mia anima
turbolenza di un cielo
ingiallito dal tempo
pergamena ritrovata
in uno scrigno dorato

la via scritta in sanscrito
destino dell’uomo
travagliato
dall’infinito andare
di dispute e offese
terra che ha assorbito sangue
di avi trafitti

madrigali e ugole urlanti
regole e condanne
giudici e giudizi
improrogabili morti
in ingiuste cause
o giuste clemenze

impregnato il tempo
nel baratro di persone perse
cadenzare di un presente
nel ritmo di pioggia
scrosciante

incenso asperso a purificare
e raggi di sole ad illuminare
sol quello che non duole
e che all’uomo rende onore

Maristella Angeli
(da “Il mondo sottosopra” Rupe Mutevole Edizioni

 

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Riflessioni di Maristella Angeli

Spero che possiate essere tutti in vacanza. Ve lo auguro!

Ho sentito diverse persone che mi hanno detto che avrebbero trascorso le vacanze a casa: tempo di crisi!

Spero che abbiate chiuso tutti i programmi televisivi che ci martellano con notizie di tagli alle spese, crisi e tragiche storie incredibili. Pensate che ho da poco saputo che le ore assegnate ai diversamente abili da dodici richieste, passeranno a sei quindi tutti gli alunni che precedentemente avevano nove ore di Sostegno, ne avranno solo sei. Un bel taglio di cattedre a discapito di chi ha più bisogno di aiuto. Spero che le famiglie e le associazioni si facciano sentire!

Passo all’aspetto più preoccupante di cui c’informa il TG: chi s’innamora addirittura di serial killer, di terribili assassini, sperando che con l’amore si redimano. Amara realtà quando scoprono che così non è!

In tutti i TG, martellante l’accanimento sulle morti tragiche di giovani donne. Quando le indagini sono in corso non è preferibile tacere? Come mai non si dà uno spazio equo alle buone notizie?

La dipendenza da internet da cui dicono, i ragazzi si devono liberare. I giovani, ma gran parte di adulti, forse cercano di non pensare, dato che quello che ascoltano e vedono, non è certo piacevole. C’è un interesse a generare insoddisfazione e frustrazione? Si desidera condurre i più alla rassegnazione? A cercare “altro” per non pensare?

C’è qualcuno che si preoccupa di come stiamo? Che ricorda che la salute non è l’assenza di malattie ma il benessere psichico, sociale e ambientale?

“La salute, definita nella Costituzione dell’OMS, come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”, viene considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone. Questo principio assegna agli Stati e alle loro articolazioni compiti che vanno ben al di là della semplice gestione di un sistema sanitario. Essi dovrebbero farsi carico di individuare e cercare, tramite opportune alleanze, di modificare quei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva, promuovendo al contempo quelli favorevoli” (http://it.wikipedia.org/wiki/Salute)

Quest’estate ho incontrato pittori, con notevoli titoli artistici che, alla domanda “Come mai svolgi tutt’altro lavoro?” Hanno risposto: “Non ho potuto scegliere di svolgere ciò per cui ho studiato tanto. Non ho potuto seguire la mia passione artistica. Si deve pur campare!”

Certamente, ma come si vive? Infelici e scontenti, sviliti e pressati, rinnegando se stessi e le proprie passioni? Non si può sperare neanche di realizzarle una volta in pensione. Molti saranno veramente troppo in là con gli anni e con le forze fisiche e mentali ed altri, come mio padre, potrebbero morire prima di raggiungerla.

Ho incontrato anche due mie colleghe, tutte e tre eravamo ins.ti di Ed. Fisica, riciclate, consentitemi il termine, come ins.ti di Sostegno.

Nessuno ci ha chiesto: “Come si sta rinunciando alla propria professione, alla propria scelta?”

Avremmo risposto: “Male, si sta male! Malissimo!” Ma a chi può interessare?

Le non scelte o scelte obbligate, recano danni a volte irrecuperabili: chi soffre di depressione, chi ricorre allo psicologo, chi si rassegna e dice meno male che comunque abbiamo un lavoro, e chi cerca disperatamente di non buttar via tutti i propri studi, chi si perde in internet, alcol, bingo o altro.

Chi, super specializzato, deve trovare lavoro all’estero, i tanti emigrati, chi è precario a vita, chi non ha la certezza di arrivare a fine mese, chi è costretto ad età avanzata a vivere in famiglia.

Tutto è più caro e non si sa come affrontare l’aumento del costo della vita che non è mai pari all’entrate. Si risparmia, si taglia sulle vacanze, sul vestiario e non si riesce più a mettere da parte nulla.

Sperando che qualcuno, finalmente, ci chieda come stiamo e si preoccupi della nostra salute, della serenità e benessere del popolo italiano, trascorriamo queste vacanze.

Ah, mi raccomando, leggete poesie! Sono economiche e lasciano spazio alla speranza e la sogno.

Maristella Angeli

Articolo pubblicato sulla GOLEM – Dalla notizia all’informazione

Una testata giornalistica di proprietà, Direttore Roberto Ormanni.
http://www.goleminformazione.it/Articoli/Quando…
Articoli Società | Lavoro |
Quando la crisi non è solo intorno a noi
Scritto da Maristella Angeli

L’estatecome farfalle

 

Approssimarsi dell’alba

orizzonte si staglia definito

un’aurora rossastra dilegua

la notte

 

dorati campi di grano

spruzzati di rossi papaveri

e il cielo stupito sorride

 

l’aria calda avvolge il sole

illumina lo sguardo

di ieri, di oggi

stupito alla vita

 

Maristella Angeli

(da Il mondo sottosopra Rupe Mutevole Edizioni)

http://oubliettemagazine.com/2011/07/25 … -edizioni/
Intervista a Maristella Angeli a cura di Alessia Mocci

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