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Le interviste a Maristella Angeli

 

Intervista rilasciata a “Nuove Voci (2008)

L’espressione poetica è nata da un’esigenza interiore da cui è sgorgato un fiume di parole significanti che, impellenti, desideravano di essere fissate sulla carta.
Scrivo da quando ero piccolina e, purtroppo malata, leggevo molto e fantasticavo creando fiabe e disegnando.
Si è evidenziata inizialmente la pittura e, avendo frequentato l’Istituto Statale d’Arte, cercavo di esprimere, attraverso una cromia delicata e il surrealismo, sentimenti e speranze che poi ho riportato nella scrittura poetica.
Tra tanti problemi, tragici eventi che accadono, le tante persone che perdono la speranza, l’energia per superare le difficoltà per potercela fare credendo in se stessi nonostante tutto, ho sentito l’esigenza di trasmettere forza interiore in una visione di “strade di luce” che appaiono ad indicare il percorso, consegnando una “lanterna magica per non perdersi… in quel buio”.
Il libro
La mia raccolta, racchiude una selezione di poesie scritte nel corso di tre anni.
È un raccontarsi tra tormenti, momenti che sembravano insuperabili vinti da una forza interiore quella che definisco “La forza della vita” e il ritrovarsi, ricomponendosi come “Un puzzle” riscoprendo se stessi e ciò in cui si è sempre creduto.
Il riferimento è ai miei ultimi tre anni di storia personale in cui mi sono separata, ho cambiato la mia vita mettendomi in gioco, vivendo da sola, ricostruendo amicizie interessi e recuperando ciò che sembrava perso: il mio animo, la mia creatività, le mie passioni, la determinazione, il credere nel futuro.
Le mie poesie sono rivolte a tutte le persone, sono scritte con termini comprensibili, sono dirette e si fondano su sentimenti e stati d’animo, su aspetti onirici, misteriosi, fantastici, creativi, naturalistici dove la persona è al centro della sua vita determinandola con scelte consapevoli.
Ogni poesia, rappresenta un tassello di un percorso di vita e da qui il titolo: “Gocce di vita”. Come gocce che toccando l’acqua s’irradiano creando cerchi che si allargano, così, come onde sonore spero che giungano le mie poesie. Come scrive M. P. Sambusseti nella prefazione: “..è poesia incantata…in cui la parola è tutto: luce nel buio della solitudine, essenza dell’incontro, della condivisione”.
Il ruolo della letteratura nella società contemporanea
Non sono un critico letterario quindi esprimo il mio parere da lettrice, ponendomi dalla parte di chi sta studiando e ha ancora molto da conoscere e da apprendere: non si finisce mai e ci vuole molta umiltà.
La letteratura ha un ruolo fondamentale nella società contemporanea, ma credo che occorra avvicinare tutti alla comprensione di un componimento poetico, cioè non dovrebbe essere solo “occasione per letterati”.
La poesia sta esplodendo con serate di letture, uso di mezzi multimediali, audiopoesie, video poesie, ma credo che niente possa sostituire la lettura. Avere un libro in mano, aprirlo e leggere e rileggere una poesia, con tutto il tempo necessario per entrare in armonia con le parole che, effondendosi nella mente, lasciano le loro tracce.
La poesia ferma il tempo?
Già Shakespeare ne parlava. Credo che finché potremo leggere le parole di chi ha lasciato segno indelebile di sé, avremo il potere di rendere eterno ciò che rimane impresso per “restare”.
Letteratura, media e tecnologia
Come giudica la possibilità di diffondere la poesia e la narrativa presso il grande pubblico attraverso mezzi quali internet, radio e televisione?
Sicuramente abbiamo mezzi di comunicazione eccezionali quali internet, stampa, radio e programmi televisivi.
Sappiamo che il nostro mondo è prevalentemente d’immagini e suoni e si diventa conosciuti quando si appare in programmi televisivi o sul grande schermo.
Sappiamo anche che solo dieci scrittori in Italia, vivono svolgendo il lavoro di scrittori, quindi ci rendiamo conto di quanto sia difficile emergere tra tanti.
Occorre avere talento, ma non basta, occorre la proposta vincente e proporre ciò che più può piacere.
Credo che, contro alcuni che affermano che non occorre fare sbavature sentimentali affermo che c’è l’esigenza di positività, di semplicità, di sentimenti, di energia positiva.
Le mie poesie e il mio curriculum sono inseriti in diversi siti e blog letterari.
Il mio blog personale: http://www.technologeek.com/blogs/index … 8&m=200906

 

Intervista rilasciata ad Enzo Falcomer

http://www.rossovenexiano.com/maristella-angeli

Maristella, puoi definire le caratteristiche stilistiche della tua poesia, le tue cifre espressive, i temi preferiti ecc.?
Le mie sono come “poesie in divenire”, intendendo l’espressione in versi come risultato di un evolversi di vissuti, eventi, situazioni, esperienze, incontri ed emozioni, che “incido” scrivendo poesie. In questi ultimi anni ho cercato di affinare il linguaggio poetico, continuando a studiare, a leggere, ad apprendere da tutto ciò che viviamo e osserviamo introiettando le emozioni delle persone, i loro drammi e i dolori che affliggono il mondo. In particolare l’esigenza di scrivere è quella di poter fissare ciò che sfugge allo sguardo disattento, a chi è troppo indaffarato per poter osservare il cielo, a chi, preso dagli affari, non ascolta più il suo cuore, a chi non si rende conto che distruggendo la natura sta danneggiando l’uomo, a chi ha perso i valori della vita, “la memoria”, propria, storica, di un territorio. Ho molte poesie di genere fantasy e rappresentano il mio “mondo magico”, dove tutto può accadere: il sogno, la fantasia, l’atemporalità, dimensioni parallele, l’irrealtà contrapposta alla realtà.
I temi che tratto: i sentimenti, il ricordo, il tempo, la natura, gli affetti, temi sociali, la donna, le speranze, l’arte, la vita stessa.
Ho voluto dedicare un’intera raccolta di poesie alla natura, “Specchi dell’anima”, proprio per evidenziare il mio forte legame con essa, privilegiando così il messaggio che ritengo primario: la salvaguardia dell’ambiente.

Ci puoi parlare della tua pratica del racconto?
Mi sono messa alla prova scrivendo alcuni racconti darkness o del mistero. Sono storie che nascono da esperienze realmente vissute per poi trasformarsi e arricchirsi di elementi che parlano di magia, di sogni, di premonizioni, di vite passate, d’incontri assai misteriosi. Un mio racconto Una vita passata, è stato recentemente selezionato ed inserito nell’antologia I sentieri del cuore, Edizioni Montag, Tolentino.
Il romanzo di genere Fantasy è stato ispirato da una poesia la quale si è trasformata in racconto che mi ha coinvolto. All’improvviso i personaggi e le vicende hanno preso piede, sembrava proprio che mi chiedessero di poter “vivere”. Ho seguito la storia di ogni personaggio, l’ambientazione e la trama che vede come protagonista una ragazza qualsiasi di diciotto anni che scoprirà, attraverso un oggetto magico, di appartenere al mondo del piccolo popolo, dovrà salvarlo perché lei, e solo lei, potrà farlo. Personaggi e animali fantastici, il bene che lotta contro le forze del male, la purezza dell’anima contro la malvagità distruttiva e conquistatrice, una metafora che allude ad episodi della storia passata e attuale: la guerra, la sopraffazione, il potere. Chi vincerà? Una principessa da sola non ce la potrà fare e così gli aiutanti, saranno i coprotagonisti delle vicende. L’amore? C’è una romantica e pura storia d’amore, protetta dalla natura che guiderà il destino dei protagonisti.

 

Intervista rilasciata a Peppino Fieni

Maristella, secondo te, in che modo la letteratura risente, se risente, oggi dei cambiamenti planetari?

Una domanda impegnativa! La letteratura non è “cosa morta”, ma è in continuo divenire, quindi risente profondamente di tutti gli eventi e di tutti i cambiamenti in atto.

Questo periodo post-moderno cambia la letteratura, o pensi che i valori emozionali abbiano una base filogenetica? Insomma come la vedi?

Sai credo nei “ritorni storici”. Tra tutto questo trambusto della vita odierna, sono convinta che l’uomo è alla ricerca di sé, della sua dimensione, della sua armonia con se stesso e con il cosmo.

Le emozioni rendono gli uomini partecipi di un unico linguaggio. I sentimenti sono, da sempre, il fulcro entro cui si muove uno scrittore. Se togliessimo i sentimenti e gli stati emotivi ai personaggi di un racconto, cosa rimarrebbe di loro?

Esprimici, per associazione, i periodi culturali più rispondenti al tuo essere.

Non mi riconosco in nessun periodo specifico in quanto ho assorbito da ognuno, ciò che di profondo fa parte delle mie conoscenze. Sceglierei l’ermetismo in letteratura, l’espressionismo e il surrealismo per la pittura.

I miei autori preferiti sono: William Shakespeare (1564 – 1616), Emily Dickinson (1830 – 1886), Tennessee Williams (1911-1983), Michael Ende (1929 – 1995).

Le tue idee, per scrivere, ti si impongono al punto di doverle “immortalare” subito su un foglio bianco, oppure le lasci maturare e aspetti che ci sia il momento?

L’ispirazione nasce spesso nei momenti serali oppure nei vari momenti di vita, spesso quando sono in contatto con la natura. L’impulso è molto forte e mi costringe immediatamente a mettere a fuoco l’idea, che quasi sempre nasce da una parola, dalla quale sgorga la composizione poetica alla quale, in un secondo tempo, lavoro accuratamente. Per i racconti sto seguendo un filo conduttore che parte da eventi realmente vissuti per trasformarsi in darkness. Nel romanzo fantasy l’idea è nata da una poesia che si è trasformata in racconto, poi hanno avuto il sopravvento i personaggi e li ho seguiti nel loro divenire.

Sei orientata più ad apprendere o più ad insegnare? Parlare o ascoltare, la cosa si può considerare al 50%? O facci tu il mix.

Ho seguito tanti di quei corsi, specializzazioni e tanto altro e, sicuramente questo mio “cercare altro”, evidenzia la mia attitudine ad apprendere costantemente in un rivedersi e rimettersi in gioco infinito, poiché questo, per me, significa “crescere costantemente”.

Sono insegnante, quindi ho cercato e cerco di rinnovarmi nell’insegnare, restando spesso in ascolto, della realtà giovanile.

Quando qualcun altro ti legge e lo sai, la cosa ti fa piacere o scrivi per te stessa e basta?

Scrivo per comunicare agli altri ciò che ritengo importante e, nel momento in cui qualcuno legge le mie poesie, condivide le mie sensazioni il mio stato d’animo, ciò che sento ed esprimo e qualcosa, nel lettore, resta divenendo, in qualche modo parte di quel “conoscere di te”.

La sensibilità è una componente dello scrittore, più del saper scrivere e del conoscere?

Ho parlato con molti colleghi di Lettere e con alcuni critici letterari, tutti mi hanno risposto alla stessa maniera: “So analizzare perfettamente una poesia, ma non riesco a scriverla”.

Senza la mia sensibilità non riuscirei a scrivere niente, certamente la formazione letteraria è necessaria. Ho avuto la fortuna di avere eccellenti insegnanti di Lettere, una madre scrittrice e sedici anni di esperienza teatrale. Tutto questo mi ha permesso di affinare le conoscenze di autori e testi.

Continuo a leggere e studiare, soprattutto per interesse personale.

Come ti definiresti, pensando ai tipi psicologici di Jung, introversa o estroversa o dacci tu una tua descrizione di come ti vedi?

Ero una ragazzina molto timida chiusa e malata, con attacchi acuti di asma. E’ stato difficile uscire fuori da un’infanzia difficile, ma credo che l’arte ed il teatro, mi abbiano decisamente aiutato ad essere estroversa.

Il vero amore nasce da un conoscer Direi che può scattare la scintilla d’amore per ognuno in modo diverso. Per quanto mi riguarda ho un compagno stupendo che ho potuto apprezzare, conoscendolo mano a mano.

La cronaca nera o il pettegolezzo attraggono più l’interesse della gente. Siamo proprio così, o siamo indotti ad esserlo?

A me non attraggono affatto ne’ la cronaca nera ne’ i pettegolezzi, ma l’abbassamento dei livelli conoscitivi di alcun persone, fa ricercare loro ciò che possono comprendere facilmente e di cui si può parlare o sparlare a piacimento.

Hai un credo e ti piacerebbe scriverne?

Sono credente e ho un contatto molto forte con la natura e gli animali. Mi dicono che ho uno spirito indiano che si riflette in molti miei scritti, mentre altri dicono che m’ispiro un po’ a San Francesco.

Ti senti meglio su internet o in libreria come scrittrice? La difficoltà di essere letti c’è in entrambi i casi, ma tu come ti senti meglio rappresentata come letterata?

Amo le librerie, l’odore di stampa, sfogliare un libro e sceglierlo con cura.

Internet indubbiamente, dà una maggiore visibilità ad un vasto pubblico. Mi sento apprezzata in diversi siti, ma meglio rappresentata nel libro stampato. Il libro è un oggetto prezioso, si può leggere e rileggere.

Cerchi l’amicizia di gente che scrive?

Mi piace ampliare le mie conoscenze, confrontarmi, essere stimolata dall’esperienza altrui. Credo che ogni persona, racchiuda in sé un’unicità irripetibile, quindi un tesoro unico.

Ami visitare le librerie e che sensazioni hai?

Vado frequentemente in libreria. Mi piace vedere le nuove uscite, mi dispiaccio nel constatare che gli esordienti non abbiano i loro libri esposti, a meno che non l’abbiano consegnati personalmente, mi dispiaccio quando vedo che i libri di poesia sono sistemati in angoli quasi nascosti e ancor più, nel vedere sempre gli stessi poeti, mentre abbiamo tanti eccelsi poeti.

Grazie Maristella

Grazie a te Peppino.

 

Intervista curata da Maria Rosaria Ferrara
http://inchiaroscuro.com/ICS/index.php? … &Itemid=28
In ascolto poesie di Maristella Angeli

Breve e profonda è la poesia di Maristella Angeli. Una poesia dei sentimenti. Nel leggere la sua raccolta “In ascolto”, edita da L’autore Libri Firenze, si sente una bella musicalità e l’autrice riuscire a dar voce a quello che senti.
Si scopre così un nuovo modo di condividere le emozioni con chi legge, la creazione di una profonda comunione tra chi scrive e chi legge.
La poesia di Maristella, composta di versi il cui unico segno di punteggiatura è il punto che chiude le sue composizioni, è una poesia di tutti i giorni, capace di rendere speciale anche la descrizione del momento più normale. Tra tutti vi è anche la celebrazione della “voce del poeta”, che racconta proprio da dove e come nasce il bisogno di descrivere la vita in versi.
Sono, tra queste pagine, delle metafore di vita, attimi colti e descritti con le parole più efficaci, adatte a dare il senso profondo di tutto.
E quelle che racconta sono le storie di tutti.

Ciao Maristella, innanzitutto grazie per aver partecipato a questa intervista. Ti va di presentarti agli amici di inchiaroscuro.com? Parlaci un po’ di te.
Grazie a te! È un piacere poter far comprendere, il proprio pensiero e il proprio percorso poetico, ai lettori.
Quando è nata la tua passione per la poesia? Quando hai scoperto la tua propensione al verso breve?
La passione per la poesia è nata con me, cioè credo che si nasca poeti, poi si può scoprirlo o prenderne consapevolezza ad età diverse. Ho iniziato a scrivere verso gli otto, nove anni e, avendo una madre artista, scrittrice e pittrice, sono stata sempre stimolata ad esprimere ciò che sentivo.
Ogni poeta ha un proprio stile distinguibile dal proprio “sentire” il mondo, attraverso un divenire continuo. Si giunge, col tempo, ad una dimensione poetica più matura.
L’essenza della parola, il verso che include il tutto in un’armonia melodica, sento che mi appartiene.
Qual è la poesia che più ti rappresenta nella tua raccolta?
Ce ne sono diverse, nella raccolta “In ascolto”, alcune invitano a riappropriarsi di una propria dimensione “”Resta in ascolto”, alcune esprimono il senso della vita nel riscoprire l’incanto delle semplici, ma uniche cose “Rincorrere l’aria”, altre invitano alla speranza “Interstizi di terra”. Nell’affrontare tematiche sociali tendo a cogliere lo stato d’animo, la forza della vita “ Bambola”. Il tema del tempo che trascorre inesorabilmente, ma resta l’ardore negli occhi che afferrano la vita “L’anziana signora”. Quella più premiata è “Petali bianchi di neve”.
A chi sono dedicate e indirizzate le tue poesie?
A tutti i lettori di qualsiasi età.
C’è un momento preciso in cui ti piace scrivere? Un luogo particolare in cui ti senti più ispirata?
Scrivo molto durante i viaggi: la natura è la mia prima fonte ispiratrice. La sera tardi, di solito scrivo una poesia, ma l’ispirazione può scattare in qualsiasi momento da un ricordo, da un oggetto da una foglia a terra e da tutto ciò che è vita.
Ho visto che tra le poesie della raccolta ce ne sono alcune dedicate alle stagioni dell’anno: qual è quella in cui scrivi di più, quella in cui ti senti più ispirata?
La stagione che preferisco è la primavera, simbolo di rinascita, ma ho molte poesie sull’autunno e

sull’inverno. Rappresentano stati d’animo, simbiosi dell’uomo con la natura, empatia con le energie da essa emanate.
Credo sia prevedibile scoprire qual è la poesia che più mi ha incuriosita. Si tratta di “Stupro”. Ti va di raccontarci com’è nata? E cosa hai provato nello scriverla?
Purtroppo ascoltiamo molti episodi di stupro, quindi la poesia “Stupro”, è nata dalla violenza accaduta a Torino il 21/02/’09, ma è chiaramente diretta a tutti i casi di violenza.
Sembra davvero assurdo che possano accadere fatti così gravi. Le vittime di stalking: 80% donne, ex partner 50% età 14/50 anni.
La poesia ha anche una funzione sociale e può sensibilizzare, può far giungere un messaggio che scuote l’animo di chi legge.
Cosa fai per promuovere i tuoi testi?
Cerco di auto promuovermi attraverso siti, mail, presentazioni, partecipazioni a concorsi, eventi, iniziative letterarie.
Dove e come si può reperire la tua raccolta?
MEF – Maremmi Editori Firenze – dal 1958
Firenze Libri- L’Autore Libri Firenze- Firenze Atheneum- Firenze Edi.Libra.
www.firenzelibri.com-
Dacci i link e i siti o blog su cui è possibile avere informazioni su di te e la tua carriera.
È moderatrice di forum: memberlist.php?mode=viewprofile&u=56
I siti dell’autrice:
http://word.technologeek.eu/maristella-angeli/
I suoi blog: http://www.technologeek.com/blogs/index.php?blog=98
http://www.gliautori.it/maristellaangeli.html
Quali progetti hai per il futuro?
Tanti!
È da poco uscita la mia quinta raccolta poetica “Il mondo sottosopra” Rupe mutevole Edizioni, ho proposto il mio romanzo di genere fantasy per una sua pubblicazione e spero che “il sogno”, si possa avverare.
Scrivo anche racconti, ma sicuramente la poesia è la mia anima.
Spero di poter vedere tante persone leggere poesie, ritrovare il piacere di ascoltare e di ascoltarsi, con la speranza nel cuore.
Spero di continuare a scrivere e riprendere a dipingere più costantemente.
Vuoi aggiungere qualcosa?
Un grazie per questa piacevole intervista-

Intervista a Maristella Angeli a cura di Michele Ciardelli

Innanzitutto, cara Maristella, ti ringrazio per avermi concesso questa intervista, o meglio, questa chiacchierata travestita da intervista a me che intervistatore non sono.

Prima di farti le domande, è bene che tu sappia che sarò quanto mai irriverente e quindi le mie domande saranno poco convenzionali.

Senti pronta? Va bene, cominciamo subito. Ah, ti farò 20 le domande… che cercheranno di metterti a nudo (beato Sandro… poi).

1) Hai composto una raccolta di liriche intitolata “Specchi dell’anima” con una prefazione fatta dalla tua collega, la docente di lettere Professoressa Mariella Rocco. Lo specchio spesso lo associamo al narcisismo, alla voglia di vedere ogni piccolo difetto per poterlo eliminare, oppure per accentuare un proprio pregio: qual è il tuo rapporto con lo specchio?

In questo caso lo specchio riflette se stessi e il riconoscersi. Siamo gli stessi di ieri? E i nostri ideali, i valori? Siamo riusciti a realizzare i nostri sogni, le nostre mete?

Così inizia un percorso poetico in cui si cerca l’essenza di ciò che è stato e di quanto gli eventi, le scelte obbligate, ovvero le non scelte, ci hanno cambiato. Attraversare la propria vita, scrutandola, alla ricerca di una salvifica speranza, di un sogno ritrovato, dell’amore che rinnova l’anima.

La natura è la prima fonte ispiratrice in un contatto cosmico in cui identificazioni, metafore e similitudini invocano armonia.

2) Hai avuto un padre pilota e una madre artista. Quindi, a modo loro, hanno vissuto un mondo fatto di nuvole e di sogni… Quante volte hai visto nelle nuvole forme a te familiari?

Beh, per loro la vita è stata colma di difficoltà. Mio padre ha dovuto lasciare il suo amato aereo ed accettare un impiego fisso, mia madre, con un passato da partigiana, ha sempre dovuto svolgere più lavori per poter mantenere agli studi i tre figli. Sicuramente l’Arte permette d’immergersi in un mondo dove tutto può accadere.

Ho scritto diverse poesie sulle nuvole e il mondo visto da lassù, appare veramente confuso.

Forme a me familiari? Sì, sicuramente associo immagini e ricordi a forme particolari di nubi.

3) Una caratteristica delle mie interviste è quella di giocare con i nomi e i cognomi delle persone. Sai che Maristella è una frazione della città di Alghero? L’etimologia del nome Alghero, si pensa sia dovuto alle alghe posidonie. Tu sei nata Foligno, ma risiedi a Macerata, in una regione bagnata dal mare “opposto”. Ovvero dall’Adriatico. Qual è il tuo rapporto con il mare?

Il mio nome ha più significati: stella di mare e principessa luminosa. Una frazione? Ah, non lo sapevo!

Il mare mi affascina e, se molto mosso, m’intimorisce. Spesso è soggetto di alcune poesie e s’identifica con il viaggio, l’avventura, la ricerca di sé, il ricordo, l’irraggiungibile il non conosciuto.

4) Maristella è un nome composito da: Maria che vuol dire Colei che da la grazia, e stella, in senso affettivo. Quindi se tanto mi da tanto… sei una graziosa stellina! Come vede Maristella il proprio futuro?

Spero sia migliore del passato!

Con molta fatica ho raggiunto le mete che da tanto tempo perseguivo, spero di poter continuare a scrivere e a dipingere con la passione di sempre.

Ho un compagno che amo con il quale condivido tutto, grazie a lui ho acquisito maggiore serenità e determinazione.

Spero di poter pubblicare il romanzo Fantasy a cui tengo molto.

5) Facendo delle ricerche su dinastie che avessero il tuo cognome, ho trovato quella degli Angeli, della stirpe imperiale di Bisanzio. Qual è stato il tuo rapporto con la scuola da bambina? Lo so, adesso fai l’insegnante di sostegno, mentre prima l’insegnante di educazione fisica, quindi se non fosse andata benissimo, potresti rovinarti il posto… ma correremo questo rischio, vero?

La scuola è stata problematica perché ero sempre ammalata e assente a causa di attacchi acuti di asma. Fortunatamente l’asma è cessata a dieci anni, ma avevo i denti sporgenti e venivo presa in giro costantemente. Avevo un carattere chiuso e sono stata timidissima fino alla terza media, poi l’Istituto Statale d’Arte prima e un intervento ai denti poi, mi hanno permesso di riacquistare una sicurezza ed un’apertura verso gli altri. Ho recuperato in fretta, ottenendo il massimo dei voti alla maturità, all’ISEF di Perugia e al corso di Specializzazione Polivalente.

6) La prima poesia che apre il tuo libro Specchi dell’anima è “Foglie d’autunno”. Le foglie cadute che accarezzano il tuo corpo, sono come i versi che compongono le tue liriche… Come mai hai la paura di vedere le foglie calpestate, da passi confusi? Sembra che tu abbia il timore di non essere capita, oppure che passino inosservati i tuoi versi. O sbaglio?

L’autunno è una stagione che viene associata all’età dell’uomo, cioè all’età matura. “Le foglie che accarezzano” sono gli anni passati, ricordi di persone care che non ci sono più. Tutto sarà dimenticato senza alcuna importanza, tutto si usa e si consuma in fretta. “Calpestate” sta ad indicare l’indifferenza con la quale l’uomo procede senza girarsi indietro a ricordare. Ma c’è una “mano gentile”; rappresenta la persona che coglie ciò che ad altri sfugge che ricorda e osserva scoprendo i colori e gli odori dell’autunno, i colori della sua età, che i tiepidi raggi del sole illuminano di vita.

7) Ho notato che le tue poesie sono immediate, non girano intorno agli argomenti e non usi parole diciamo inusuali. Quasi a confermare la mia tesi di prima… Cioè la paura di non esser capita. Secondo me è un pregio, perché in questo modo si arriva diretti all’anima delle persone anche quelle meno “portate” a soffermarsi sui versi di una poesia. La poesia che ti rappresenta di più, l’hai ancora scritta?

La risposta precedente ti fa comprendere che ad una prima lettura, le mie poesie sembrano d’impatto immediato, ma sono insiti, in ognuna, significati profondi.

Rendere comunque la poesia accessibile a tutti, significa renderla maggiormente fruibile anche a chi non è un esperto poeta. L’importante è che è arrivi la sensazione, l’emozione, la vibrazione e che qualcosa d’importante resti nel lettore, tanto da desiderare di leggere ancora.

8) Hai pubblicato vari libri, per editori differenti. Ne cito qualcuno: Gocce di vita, Tocchi di pennello e appunto Specchi dell’anima. Unendo i tre titoli… mi viene questa frase: Una goccia che tocca lo specchio dell’anima… intingendo il pennello (nella tua poesia)… Sono sicuro che tante volte avrai provato a scavare nel tuo animo, senza sapere che lui affiora, attraverso i tuoi versi. Dove, quando e come li scrivi? Usi pure il corpo di Sandro, quando sei ispirata e non hai altro “foglio” su cui scrivere?

Ho pubblicato anche la quarta raccolta poetica “In ascolto”, e da poco la quinta “Il mondo sottosopra”.

quindi c’è un grosso lavoro di scrittura. Dove? In ogni luogo ed in ogni momento del giorno, spesso la sera e in vacanza. Le poesie sono scritte di getto, ma in seguito vengono accuratamente selezionate ed elaborate.

Il corpo di Sandro ancora l’ho risparmiato! Ho sempre con me il mio blocchetto prezioso e, se ne sono sprovvista… va bene anche uno scottex.

9) Tuo padre lo vedi come “un’anima immortale senza più pene”. Una visione che mi ha colpito, perché mi accomuna alla tua stessa visione… Raccontami di tuo padre…

Mio padre era un uomo molto sensibile ma con un carattere difficile. Per lui ero la sua principessina, quindi sono molto legata al suo ricordo. Purtroppo ha sofferto sia in guerra, catturato e torturato, sia per il diabete, l’amputazione di una gamba e la morte precoce. Di lui ricordo le sue fiabe, i suoi giochi per farmi divertire e il suo grande affetto.

10) Per il sito Gliautori.it fai spesso interviste agli autori. Come ci si sente dall’altra parte della barricata?

Diciamo che è preferibile intervistare, ma non ho molti problemi a rispondere.

11) Sempre sullo stesso sito, hai pubblicato una struggente poesia intitolata “Addio per sempre” che lascio ai lettori, la ricerca… A cosa rinunceresti per essere felice?

Sono divorziata quindi ho affrontato una difficile scelta. Sono uscita da una storia che mi stava distruggendo e ho potuto “rimettermi in gioco” e ritrovare me stessa. Ora ho molto per essere felice.

Rinuncerei volentieri al mio lavoro, ma purtroppo dicono che bisogna ringraziare il cielo per averlo.

12) Sandro, il tuo compagno, ha scritto un libro Le api di Paulette, mentre tu hai fatto un quadro con lo stesso titolo. Così introduciamo il fatto che non sei solo una poetessa, ma un’artista a tutto tondo. Ho detto a tutto tondo, non grassa!!! Qual è il tuo rapporto con l’amore?

Ho avuto la fortuna di poter condividere la passione per la scrittura con il mio compagno, ho ripreso a dipingere, cosa che mi prefiggevo da anni. Con Sandro c’è un’ottima collaborazione reciproca io curo le copertine, la promozione dei libri, i contatti e lui mi consiglia soprattutto per la narrativa, collabora nell’organizzazione delle presentazioni.

L’amore è condivisione!

13) Nel tuo sito personale c’è un quadro intitolato “ricordi”, con una mano bianca aperta in primo piano e un occhio “dietro”, quasi a dire fermatevi! Oppure è un modo per dar loro un ordine, per non mescolarli?

Il quadro esprime il dolore per ciò che si osserva e che sembra impossibile arrestare: la violenza, la guerra, la disonestà, la malvagità e i tanti problemi del mondo. Dietro c’è un cuore che batte e che chiede: dove sono i sentimenti, dove sei uomo? La mano indica “Fermati!”, pensa rifletti, ritrova te stesso, riscopri i colori della vita.

14) Per sottolineare la tua poliedricità, diciamo che scrivi pure racconti… Quindi una mia concorrente. Sai… fino a che scrivevi poesie… bene! Fino a quando dipingevi… amen. Non so nemmeno come intingere un pennello… figuriamoci! Ma adesso esageri… Raccontami della Maristella in cucina. Come sei? Se sei anche una brava cuoca, mi trasferisco da te… (Mi va bene pure la cuccia del cane per dormire, non ti preoccupare).

Eh sì, sono anche un buona cuoca anche se Sandro mi supera. Sono esperta in cucine umbre.

Cucinare aiuta l’ispirazione: odori, sapori, ricordi, sapore di buono…

15) A proposito di cani… Qual è il tuo rapporto con gli animali? Lo so! Parli con me, quindi dovrebbe essere buono… Mi fai fare pure le fusa… (perché io sono un gatto! Non un cane, quello forse a scrivere…)

Ho sempre amato gli animali, pensa che mi dicevano che in casa avevo un piccolo zoo: tartarughe, pesci, canarini, gatti, cani, pulcini e coniglietti. Ho un profondo amore per gli animali e sono legatissima alla mia gatta Miù.

16) Fra le recensioni che sono scritte sul tuo conto ce n’è una di Sandro Orlandi, il tuo compagno scrittore. Se non avesse scritto qualcosa di positivo, lo avresti fatto dormire nella cuccia del cane, vero? no, non è questa la domanda. Di te scrive questo: “Una lirica, a tratti semplice, ma che tocca profondamente ognuno di noi, perché semplici sono le cose più importanti che rendono straordinaria l’avventura del vivere….” Cosa ci manca per rendere semplice una vita ogni giorno sempre più complicata?

Un sorriso! Comprendere che non sono i valori materiali che fanno grande un uomo “più hai, più sei”, no! Si vale in quanto persone, per ciò che si è, per ciò che si riesce a dare, non in soldi, ma in ascolto, disponibilità, solidarietà.

Le piccole grandi cose della vita, sono i nostri riferimenti costanti, riscoprire la bellezza di un fiore che sboccia, di un piccolo tenero regalo donato con grande amore.

17) Spero di non essere stato troppo irriverente, ma di averti strappato solo un gioioso sorriso…

Nel libro che ho letto, Specchi dell’anima, c’è una poesia intitolata Le grotte di Stiffe. Stiffe è una località in provincia dell’Aquila. Pur non avendole mai viste, ho scritto un racconto breve intitolato Il calice della bellezza, ambientato proprio lì. Cos’è per te la bellezza?

Le grotte di Stiffe le ho visitate in una visita scolastica e sono stata colpita dal misterioso ambiente che risuonava di acque.

La bellezza è ciò che incanta. Riferito alla persona, è ciò che da essa traspare, riferito al paesaggio è l’emozione che fa vibrare l’animo.

18) Adesso una domanda seria… forse. Il 27 gennaio è il giorno della memoria. Sul sito gliautori.it l’hai voluto ricordare anche perché i tuoi genitori hanno vissuta la guerra direttamente. La memoria è un punto fermo delle tue liriche. Quanto è importante per te ricordare?

La “memoria” è il nostro vissuto del passato storico che ci appartiene. Dimenticare significa, per chi è stato, aver vissuto invano.

Nella Giornata della Memoria, è importante ricordare perché ciò che di atroce è avvenuto, non abbia mai più a ripetersi.

19) Ti faccio la stessa domanda che ho fatto ad un’altra amica poetessa, Michela Zanarella. Cosa ti fanno venire in mente questi versi: il sole di mezzanotte?

Non so che cosa ha risposto Michela. Spero di non dire le stesse cose.

Il sole di mezzanotte mi sembra il titolo di un film, mi fa venire in mente Capo Nord, la Norvegia che ho visitato, il crepuscolo senza notte, l’aurora boreale.

20) Purtroppo siamo giunti al termine della nostra intervista. Mi spiace perché ci stavo prendendo gusto… Vorrà dire che te ne farò altre in un’altra. Cosa potrei chiederti. No, una alla Marzullo no! Cioè fatti una domanda e datti una risposta… Allora facciamo così: se avessi Sandro in questo momento davanti a te, cosa gli domanderesti che non gli hai ancora domandato?

Mah, difficile questa domanda… l’abbraccerei solamente!

 

Maristella Angeli intervistata da Giuseppe Nava

http://www.braviautori.com/forum/viewtopic.php?f=76&t=2267

Leggendo le tue note biografiche, si rimane colpiti dalle tue molteplici attività artistiche: la poesia, la recitazione, la pittura… Qual è il tuo rapporto con l’arte?
Nasco come pittrice, ma ho sempre scritto poesie che però ho tenuto a lungo chiuse in un cassetto.
Ho sempre avuto passione per il teatro, pensa che mia madre spesso mi trovava a seguire tutte le opere teatrali di Shakeaspeare ed avevo solo nove anni.
Sono vissuta con una madre artista, pittrice e scrittrice, ma credo che la passione per l’arte sia innata ed è una grande energia interiore, un’esigenza impellente, che mi spinge a comporre versi.
Parliamo della tua poesia. Mi sembra che sia motivata da un’esigenza costante di ritrovare una sorta di “dimensione spirituale” che ha nel rapporto con la natura il suo punto fermo.
Sicuramente sì. La poesia è “Il mio mondo”, lì racchiudo tutto ciò che desidero esprimere e condividere. Scrivo poesie ispirandomi prevalentemente alla natura, dato che amo trascorrere il mio tempo libero all’aria aperta, divertendomi a cogliere le mille sfumature riflesse dai raggi di sole, dai suoni del bosco dai versi di animali che creano armonia. Intendo così valorizzare ciò che maggiormente dobbiamo salvaguardare e difendere: la natura.
Non c’è solo natura nelle tue poesie, ma anche un forte elemento di quotidianità. Il vissuto sembra essere fondamentale nei tuoi scritti. Si può dire dunque che per te non c’è poesia senza esperienza?
Le piccole grandi cose di ogni giorno, quelle che ora, con il frenetico ritmo di vita quotidiano, sfuggono e si perdono. Gli oggetti, simbolo di un passato, di valori, evocatori di ricordi, in contrapposizione con tutto ciò che ora, facilmente, si usa e si consuma velocemente.
Il vissuto di ognuno è significativo: fondamenta sulle quali costruire il divenire.
I ricordi, “la memoria”, senza la quale l’uomo non avrebbe la propria storia e la storia di civiltà non potrebbe essere conosciuta.
Ci si può chiedere che cosa nella vita di ognuno è significativo e che cosa resterà, “segni di noi”.
Nella citazione all’inizio della raccolta, e anche nella tua nota introduttiva, si parla di “sciamani”, notoriamente personaggi che hanno un rapporto profondo con ciò che li circonda. Come si inserisce questo tipo di cultura tipicamente indiana nella tua arte, e perché no nella tua vita? Dobbiamo immaginarti fare danze intorno al totem??
Fin da piccolina avevo una passione per gli indiani d’America, riconoscevo perfino le tribù ed ero sempre dalla loro parte. Ho letto diversi testi, poesie incantate scritte da bambini e capi indiani e li ho trovati di una saggezza estrema. Mi ha incantato il loro mondo prima che, l’uomo bianco, li distruggesse. Il sogno era il “tramite divino”, così tanti rituali che a leggerli, si rimane sorpresi di così elevato rispetto per la natura. Questi aspetti spirituali e magici mi hanno conquistato.
Lo Sciamano sa ascoltare ciò che lo circonda, ricreando l’equilibrio cosmico che permette all’uomo di percepire le energie sprigionate dall’ambiente naturale. Un contatto con la “madre terra”, che si evidenzia in tutte le popolazioni di un passato lontano.
Danze? In effetti ho studiato danza e la ritengo un’esperienza importante, però il totem…non l’ho ancora comprato.
Da autore, mi domando sempre come avvenga per gli altri il processo creativo: l’impulso iniziale (“l’illuminazione”), e poi il lavoro di rilettura e rifinitura del testo… Come nasce una poesia di Maristella Angeli?
L’ispirazione nasce nei momenti del giorno, spesso la sera, durante i viaggi e quando riesco a liberare la mente dalle mille preoccupazioni. Nasce dalla sofferenza che non rifuggo, ma affronto per attraversarla, come un navigatore in un mare in tempesta.
Batte in testa una parola e l’esigenza, quasi frenetica, di scrivere e i versi compaiono quasi aspettassero solo di esserci. Raccolgo le poesie in libretti, li ho un po’ ovunque, poi seleziono le poesie che ritengo valide e le elaboro. A volte non correggo, mentre altre debbo lavorare molto al testo, per ottenere l’armonia dei versi.
Ho letto molto e continuo ad approfondire lo studio poetico per poter affinare continuamente l’espressività dei versi, mantenendo integra la mia originalità.
Hai ricevuto molti riconoscimenti e apprezzamenti per le tue poesie, deve essere una bella soddisfazione…
Sicuramente il riscontro positivo, mi ha fatto decidere di pubblicare le mie poesie. Gli eventi più emozionanti sono stati due: la partecipazione al Festival Internazionale di Letteratura Aggiornata, svoltosi a Macerata (MC) e vincere il primo premio per la poesia “I nuovi pensieri”.
I nuovi pensieri

Racchiusa in una ninfea
resto protetta
tra il polline e il dolce profumo
fragile, difesa
da un sogno bambino.

Accovacciata tra i petali
così piccola divenuta
su di un letto d’acqua
galleggio
ascoltando gocce divenute fiume.

Il canto di uccelli
la sveglia del giorno
che schiude il fiore
protetto dal vento.

Ascolto nubi
dissolvo grandine
con mano riparo saette
arcobaleno accoglie i nuovi
pensieri.

Maristella Angeli
(da “Specchi dell’anima” – 1° Premio Internazionale “Una Terra di Leggende” Parco dei Castelli Romani (RM) 2008; “Poeti e poesia” Edizioni Pagine, Rivista Internazionale – Roma)
Chi sono i tuoi poeti di riferimento?
Montale, Quasimodo, Ungaretti e, vivendo nelle Marche, Giacomo Leopardi. L’autrice che prediligo è Emily Dickinson. Di lei mi ha affascinato la sua diversità, il ritmo dei salmi, il suo saper cogliere le infinite sfumature della vita l’assenza di vanità, di presunzione e di ambizione.
Leggo tanti bravi autori, miei amici. Ho un ricco scambio di libri con molti autori.
Ammiro tanti grandi autori teatrali, che ho potuto conoscere attraverso le loro opere e interpretando i personaggi a cui hanno dato vita. Tra tutti Shakeaspeare, Garcia Lorca, Pirandello, Tennesse Williams.
Sono appassionata del genere fantasy e il mio autore preferito è Michel Ende.
Molti poeti si cimentano anche nella prosa. Tu? Questa domanda (che è più che altro curiosità) mi porta a un ulteriore quesito, molto più arduo, che ti giro: perché la scelta di scrivere in versi, piuttosto che in prosa?
Credo che la poesia mi permetta di esprimere “tanto” in poche parole: tutto il mio sentire, trasmettendolo anche al lettore occasionale.
La narrativa mi attrae ho scritto diversi racconti, ma occorre oltre che talento, molto impegno.
Ho scritto un romanzo Fantasy ed ho compreso che lavorare e scrivere, non vanno molto d’accordo. ci vuole tanto impegno e tempo da dedicare alla ricerca di informazioni, approfondimenti, occorre documentarsi in ogni passaggio, mantenere il ritmo adeguato, avere uno stile efficace, una storia che non sia scontata, ma soprattutto talento e passione.

Hai pubblicato tre raccolte di poesie e un saggio, con editori diversi: parlaci delle tue esperienze con il mondo editoriale.
Sono state esperienze importanti e in ogni silloge è raccolta una fase diversa della mia vita, del mio essere in questo mondo, il poter non essere qui ma “altrove”: in mondi fantastici dove il sogno, la purezza e la fantasia, regnano sovrani.
Il saggio “Alla ricerca del proprio corpo: animazione e ricerca gestuale nell’Educazione fisica”, è stata una mia prima esperienza a cui non ho dato molta importanza, vista la giovane età (23 anni). Era la rielaborazione della mia tesi sperimentale, innovativa per quel tempo.
Della prima raccolta poetica “Gocce di vita”, ricordo l’emozione al vedere il testo pubblicato e le presentazioni, anche un’intervista radiofonica.
Della seconda raccolta “Tocchi di pennello”, ricordo la presentazione, con un successo di pubblico, mentre per la terza “Specchi dell’anima”, ho ricevuto commenti e recensioni, spontanee, positive.
Sta per uscire la mia quarta silloge “In ascolto”.
Le Case Editrici, sono state corrette, ma ne ho cercato una che valorizzasse la poesia la “ poiesis”: atto creativo innanzitutto.
Si parlava di pittura (l’illustrazione sulla copertina di “Specchi dell’anima” è tua) e di recitazione. Hai mai pensato di coniugare la scrittura poetica con le tue altre attività artistiche?
Certamente e, in occasione dell’ultima presentazione della raccolta poetica “Tocchi di pennello”, ho esposto i miei quadri. In ogni occasione, leggo le mie poesie utilizzando le tecniche recitative.
Da qualche anno ho ripreso a dipingere e ho realizzato, in passato e recentemente, ben cinque copertine di libri editi.
Hai dei progetti in corso, o nel prossimo futuro?
Sì, spero di poter pubblicare il mio romanzo di genere fantasy e la mia quinta raccolta poetica.
Ho scritto anche molte poesie di genere fantasy, che sto definendo in una sesta raccolta.
Beh cinque raccolte in quattro anni, una in via di definizione, un romanzo di genere fantasy e cinque racconti, il tutto lavorando. Mi ritengo soddisfatta.
Sappiamo che anche il tuo compagno è scrittore e artista, ed è stato già raggiunto dalle nostre domande. Non avete mai pensato di fare qualcosa di artistico insieme?
Condividiamo al passione per la scrittura e ci stimiamo molto. Ci sosteniamo, consultandoci a vicenda e, insieme, organizziamo le nostre presentazioni. Leggiamo, alternandoci, i nostri testi, abbiamo anche letto per “L’animazione lettura per ragazzi”, presso una nota libreria a Macerata (MC).
Ho disegnato per Sandro le due copertine per la raccolta dei racconti “ Le api di Paulette”e per il suo romanzo “L’odore del pane”.

 

Intervista a Maristella Angeli a cura di Alessia Mocci
“Il mondo sottosopra” è la tua prima pubblicazione?

“Il mondo sottosopra è la mia quinta silloge poetica. Ho già pubblicato “Gocce di vita” Albatros Il Filo, “Tocchi di pennello” e “In ascolto” MEF L’Autore Libri Firenze e “Specchi dell’anima” Progetto Cultura Editore.
Quando hai iniziato a scrivere “Il mondo sottosopra”? Che cosa ti ha spinto?
La silloge poetica raccoglie poesie scritte in circa due anni, molte sono dedicate a mia madre, precedentemente ricoverata e in coma farmaceutico, poi l’aggravamento e la sua morte. “Il mondo sottosopra”, come scrivo nella presentazione “indica il desiderio di poter sconvolgere, invertire i canoni, il tempo, il passato e il presente, ciò che è razionale in contrapposizione con l’irrazionale: il non tempo, lo spazio infinito, il sogno, l’immaginario, la fantasia”.
Dopo un dolore così profondo ci si sente disorientati, ci si chiede come mai il mondo non si è fermato, come tutto possa continuare e, dopo aver affrontato fino in fondo il dramma, c’è l’accettazione e si ricomincia pian piano a tornare alla vita. Nei versi esprimo le sensazioni e il dolore profondo, infine la speranza e la consapevolezza che l’amore non può morire, a testimonianza che ciò che di unico e importante lasciano i nostri cari è in noi, cioè in quello che siamo e soprattutto in quello che riusciamo ad esprimere e comunicare.
Dedichi la tua passione letteraria a qualcuno in particolare?
Scrivo molte poesie d’amore che dedico al mio compagno, ma affronto le tematiche più varie: le problematiche sociali, la ricerca di sé, la speranza, i sogni, l’afferrare gli attimi importanti e significativi della vita di ognuno.
Quali sono stati gli autori del passato che hai amato e che a tutt’oggi ami?
Leggo poesie e romanzi. Come autori prediligo Montale, Quasimodo, Ungaretti, Neruda, Tagore, Hikmet, Jimenéz e, vivendo nelle Marche, Giacomo Leopardi. L’autrice che prediligo è Emily Dickinson. Di lei mi ha affascinato la sua diversità, il ritmo dei salmi, il suo saper cogliere le infinite sfumature della vita l’assenza di vanità, di presunzione e di ambizione.
Leggo tanti bravi autori, miei amici. Ho un ricco scambio di libri con molti di loro.
Ammiro i grandi autori teatrali, che hanno scritto anche poesie; li ho potuti conoscere attraverso le loro opere, interpretando i personaggi a cui hanno dato vita. Tra tutti Shakespeare, Garcia Lorca, Pirandello, Tennesse Williams.
Ho letto un bellissimo libro dedicato agli indiani d’America e sono rimasta incantata dalle poesie che scrivevano e dalla loro profonda saggezza.
Sono appassionata del genere fantasy e il mio autore preferito è Michel Ende.
Qual è, secondo te, la lirica de “Il mondo sottosopra” che piace di più ai lettori?
Ogni lettore preferisce una poesia diversa, è chiaro che ognuno ha una sensibilità particolare differente. Mi dicono “Una nuova aurora”, “L’ulivo e l’olio”, “La pittrice”, “Le mani”. La poesia “Un etereo sogno”, ha ricevuto la menzione d’onore al trofeo Penna d’Autore (TO) ed è giunta finalista al concorso “Donne… sulle tracce di Eva” Associazione “Il Faro” Roma.
Tu, ne hai una preferita? Od una alla quale sei maggiormente legata?
Qualcuno mi ha detto “Ogni poesia è un po’ figlia nostra”, quindi come poterne scegliere solo una?
Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?
“Amore” di Paulo Coelho, Bompiani. Il film, che è uscito recentemente, “Harry Potter e i doni della morte parte II”.
Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?
Sono rimasta soddisfatta, l’edizione è molto curata e i contatti sono sempre stati cordiali. Sicuramente, la consiglio!
Hai qualche novità per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?
Sto concludendo la sesta raccolta poetica, e un’altra di poesie d’amore.
Mi sono dedicata anche alla pittura, mia passione da sempre, e spero di poter applicarmi con maggiore costanza.
Ho revisionato il mio romanzo fantasy, e spero che venga pubblicato.
Grazie!

Intervista a cura di Emanuele Marcuccio a Maristella Angeli, autrice de Il mondo sottosopra, Rupe Mutevole Edizioni, 2010, opera e prefazione a cura di Emanuele Marcuccio, cocuratori: Gioia Lomasti e Marcello Lombardo.

Su invito di Gioia Lomasti per il blog Vetrina delle Emozioni, ho deciso di intervistare gli autori dei libri di poesie, pubblicati a mia cura, in seguito intervisterò altri autori, anche inediti, tra cui il critico letterario e poeta Luciano Domenighini.

Iniziamo con Maristella Angeli, autrice de Il mondo sottosopra, la sua quinta raccolta di poesie, che è stata ben lieta di rispondere alle mie domande.

Da quanto tempo scrivi, come è nato in te il desiderio di scrivere?

Scrivo da quando ero bambina. Scrivevo favole e a circa nove anni scrissi il mio primo copione teatrale. Poi vennero le poesie, che ho tenuto per molti anni chiuse in un cassetto.

Il desiderio di scrivere credo sia innato: già nei temi scolastici si evidenziava una fervida fantasia ed una propensione allo scrivere.

Cos’è per te la poesia, cosa non deve mai mancare in una poesia in generale e nella tua in particolare?

Una frase di Luciano Innocenzi mi ha colpito: “Quando arriva al cuore della gente, è poesia”. Per me è essenza di vita, l’espressione più elevata, è condivisione, ciò che va “oltre” la parola, il non detto, il sottaciuto, l’inesprimibile.

E cosa non deve mai mancare nello scritto di uno scrittore?

Il talento innato, la purezza d’animo, l’assenza di ambizione, l’umiltà, la capacità di percepire l’essenza del mondo, cioè di tutto ciò che è vita, dimensioni atemporali, creatività, originalità, ascolto e amore.

Dal punto di vista strettamente stilistico com’è il tuo poetare, utilizzi la metrica o solo la rima, o nessuna dei due e perché?

Molti sono preoccupati di inserire in schemi predisposti un poeta, ma già Leopardi aveva creato il Canto Libero, cioè poesia senza uno schema di rime fisse e senza un numero di strofe predisposte. Ungaretti invece rivoluziona completamente la poesia; con lui nasce il verso libero in Italia. Ho studiato e continuo a procedere nei mie studi poetici, ma un artista non può essere legato a nessuna briglia, deve potersi sentire libero di utilizzare la forma espressiva che maggiormente esprime il proprio “sentire”.

Lascio ai critici letterari analizzare le mie sillogi poetiche:

“La Angeli costruisce di solito i propri componimenti, servendosi di quartine e terzine, formate da versi di lunghezza diseguale, giocando spesso sull’alternanza tra un verso lungo ed uno corto, composto da un’unica parola, di solito un aggettivo che viene posto così in una posizione di rilievo che serve a definire meglio la parola, con cui si era concluso il verso precedente.

A volte, per non interrompere il flusso dei ricordi e delle sensazioni, l’autrice si affida anche a strofe più lunghe, formate da sei-otto versi, arrivando a costruire dei brevi poemetti”.

(Critico letterario Cristina Contilli)

Quanto tempo impieghi per scrivere una poesia?

A volte è immediata, quindi rileggendola è già pronta, mentre più spesso lavoro a lungo sui versi, per creare l’armonia e l’atmosfera che mi soddisfi. Un lungo lavoro di rilettura, selezione, correzione e revisione conclusiva.

Perché, secondo te, la poesia ha minor pubblico rispetto alla narrativa, tanto da esser considerata di nicchia?
Su questo si è molto discusso. Credo che fondamentalmente si abbia il timore che la poesia risvegli il pensiero, permetta di stimolare sentimenti, speranze, sogni, ribellioni.

Non per niente nei regimi dittatoriali, e fin dai tempi lontani, essa veniva proibita. “Platone diffida delle innovazioni ludiche, censura le favole raccontate da madri e nutrici, mette al bando Omero ed Esiodo perché “il mondo dell’immaginazione… era pericolosissimo fin dalla prima infanzia per la sua capacità di suggestionare e porre le premesse di una mentalità non razionale, ma passionale”(da”Animazione e città” a cura di Gian Renzo Morteo e Loredana Perissinotto, Musolini Editore).

Ricordiamo che “La salute di una società si riflette nella sua attività artistica e viceversa”(da “Arteterapia in educazione e riabilitazione” di Bernie Warren, Erickson).

La poesia dovrebbe essere valorizzata come merita, quindi smontiamo questa visione che ne limita i fruitori: la poesia è la più limpida espressione comunicativa che si conosca, e può arrivare a toccare le corde del sentimento di ogni lettore.
Preferisci scrivere a penna o al PC?

Scrivo sempre con carta e penna, mai direttamente al computer. Il contatto percettivo, sonoro e prossimale è per me indispensabile.

Quali esperienze sono state per te più significative per la tua attività di autrice?

Ogni esperienza di vita è significativa, fa parte del nostro bagaglio culturale. Certamente l’approfondimento è fondamentale, ed il mio percorso di studi, compresi i sedici anni di esperienza teatrale, sono stati importanti.

Le sofferenze hanno purtroppo contribuito a formarmi ed hanno inciso molto. La morte di mio padre prima e quella di mia madre poi, l’asma di cui soffrivo, l’allontanamento forzato dalla città in cui sono nata, l’impossibilità di scegliere la strada artistica e teatrale, i pesanti problemi economici della mia famiglia, il dover lasciare la mia disciplina d’insegnamento, il divorzio. Anche il mio aspetto fisico (fino ai sedici anni ho avuto degli enormi denti in fuori) ha contribuito a maturare la convinzione che l’importante è “essere” e non “apparire”. Le gioie e le soddisfazioni sono state comunque molte, tra queste soprattutto l’aver finalmente incontrato, sebbene a tarda età, un nuovo grande amore, a cui ha fatto seguito la pubblicazione di poesie e la scrittura di un romanzo fantasy.

Ritengo che sia stato molto importante anche lo studio costante, la visita a mostre e musei per allargare gli orizzonti culturali, la molteplicità di esperienze, la pittura, i viaggi, il confronto e l’incontro con persone significative.

Come nasce in te l’ispirazione, come organizzi il tuo scrivere, ci sono delle fasi?

L’ispirazione nasce nei momenti più impensabili e imprevedibili, suscitata da una “scintilla”, cioè da qualcosa d’indefinibile che scuote il mio animo.

Molto spesso di sera e durante i viaggi.

Quali libri hai pubblicato oltre a “Il mondo sottosopra”?

La mia prima pubblicazione è stata la mia tesi sperimentale presentata all’ISEF di Perugia, sintetizzata in “«Alla ricerca del proprio corpo: animazione e ricerca gestuale nell’Educazione fisica» (Lo Faro Editore, Roma 1982, didattica). Poi sono iniziate le raccolte poetiche: “Gocce di vita” (Albatros Il Filo ‘08), “Tocchi di pennello”e “In ascolto” (MEF L’Autore Libri Firenze ‘09), “Specchi dell’anima” (Progetto Cultura Editore ‘09) e la mia quinta silloge “Il mondo sottosopra” (Rupe Mutevole Edizioni Bedonia PR, ‘10).

Perché proprio questo titolo “Il mondo sottosopra”?

Lo spiego nella presentazione: “Il mondo sottosopra, titolo che indica il desiderio di poter sconvolgere, invertire i canoni, il tempo, il passato e il presente, ciò che è razionale in contrapposizione con l’irrazionale: il non tempo, lo spazio infinito, il sogno, l’immaginario, la fantasia”.

La poesia de “Il mondo sottosopra” che ti è più cara o che ritieni più significativa?

Come sempre rispondo che ogni poesia è unica e racchiude qualcosa che l’altra non ha, ognuna è un piccolo scrigno da aprire per poter entrare nella magia della poesia.

Cosa ti ha spinto la prima volta a voler pubblicare il tuo primo libro?

Ho pubblicato solo nel 2007, quindi ad un’età matura per poter valutare oggettivamente ciò che può essere condiviso con i lettori. Ad incitarmi è stata la valutazione di una nota scrittrice, di mia madre che ha sempre apprezzato i miei scritti da elevata poetessa qual’era e, in particolare, ha inciso l’appoggio e il sostegno continuo del mio compagno. Significativo è stato anche il riscontro positivo che ho avuto attraverso premi e riconoscimenti.

Quali sono i tuoi poeti preferiti?

Come autori prediligo Montale, Quasimodo, Ungaretti, Neruda, Tagore, Hikmet, Jimenéz e, vivendo nelle Marche, Giacomo Leopardi. L’autrice che prediligo è Emily Dickinson. Di lei mi ha affascinato la sua diversità, il ritmo dei salmi, il suo saper cogliere le infinite sfumature della vita l’assenza di vanità, di presunzione e di ambizione.
Ammiro i grandi autori teatrali, che hanno scritto anche poesie; li ho potuti conoscere attraverso le loro opere, interpretando i personaggi a cui hanno dato vita. Tra tutti Shakespeare, Garcia Lorca, Pirandello, Tennessee Williams.

Ho letto un bellissimo libro dedicato agli indiani d’America e sono rimasta incantata dalle poesie che scrivevano e dalla loro profonda saggezza.
E qual è la tua poesia preferita?

Dei grandi autori? Ce ne sono molte, ma ora mi viene in mente questa:
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

1942 – Nazim Hickmet

 

Quali sono i tuoi libri preferiti, c’è un libro del cuore?

Dickinson Poesie, Oscar Mondadori

Lo rileggo spesso, riporto l’ultima strofa 348
Ciascuno mi saluta, passando,
ed io, le mie piume infantili
sollevo, in dolente risposta
ai loro tamburi sbadati
Emily Dickinson

E c’è un genere di libri che non leggeresti mai?

Il genere Horror e tutto ciò che presenta violenza estrema!

Rispetto chi lo ama, ma per me è inconcepibile tutto ciò che presenta violenza, omicidi, serial killer. Ritengo, come insegnante, che possa suscitare, nei ragazzi che non hanno ancora maturato una capacità valutativa, lo stimolo ad una possibile imitazione. Valori come la vittoria intesa come supremazia sul più debole, la vendetta, lo sterminio come se ogni vita umana non avesse valore. Anche se i super eroi combattono per la giustizia, procedono uccidendo, senza neanche avere un minimo pensiero per la vita umana che hanno distrutto.

Nella tua vita ti è mai capitato qualcosa che ha rischiato di allontanarti dalla poesia, o che ti ha allontanato per un periodo dalla poesia o dalla scrittura in genere?

Da giovane avevo una bassa autostima. La figura di grande artista e il carisma di mia madre, maestra di vita e d’arte, non mi permettevano di credere nelle mie potenzialità artistiche: il confronto sembrava impossibile!

Poi ho compreso che dentro di me l’arte non poteva essere repressa e, nonostante tutto e tutti, ho preservato in me i valori e l’essenza, la sensibilità, la purezza d’animo, la percezione del mondo e delle problematiche sociali.

Ami la tua terra, la tua regione o vorresti vivere altrove?
Amo la mia terra d’origine, l’Umbria, di cui sento nostalgia, ma apprezzo la regione Marche per lo splendido paesaggio, le attività culturali ed i rapporti umani.

Macerata è una città in cui mi sento bene: è a misura d’uomo, sede universitaria ed è fervida l’Arte nelle sue diverse espressioni. La poesia poi è particolarmente sentita, grazie a numerose iniziative che si svolgono nel corso dell’intero anno.

Vivere altrove? Non so se possa esistere un altro luogo dove si valorizzi l’Arte, la letteratura, in particolare la poesia, come fondamentale espressione dell’uomo e della sua originale capacità creativa.
Tra poesia e narrativa, cosa scegli e perché?

Scelgo la poesia!

È la forma espressiva che prediligo, poiché è l’essenza della parola che eleva il valore di una raccolta di poesie, che spesso racchiude l’intero mondo poetico dell’autore.

La narrativa mi affascina, e ho concluso da poco di revisionare il mio romanzo fantasy. Sicuramente in questo genere mi ritrovo e riesco a sfruttare appieno la mia infinita creatività e fantasia.
Hai un sogno nel cassetto?

Pubblicare con una Casa Editrice non a pagamento.

Un sogno è che la poesia possa ritrovare le sue antiche vestigia, l’importanza che aveva un tempo, e che in libreria ci siano, in primo piano, le raccolte degli emergenti che abbiano un effettivo talento.

Certamente desidero che il mio romanzo fantasy abbia un riscontro positivo e venga letto da tantissimi lettori che ne possano cogliere la giusta morale.

Come ti sei trovata con Rupe Mutevole Edizioni, perché l’hai scelta, la consiglieresti?

Mi sono trovata bene. Il rapporto è stato cordiale e, ogni qual volta ho contattato la redazione, ho avuto subito una risposta opportuna. L’ho scelta perché ho letto i criteri con cui i fondatori, hanno impostato la loro attività.

Lascio ad ognuno il confronto con altre Case Editrici, che è necessario.

Cosa pensi dell’attuale panorama editoriale italiano?

Se si continua a stampare una quantità eccessiva di libri, senza l’opportuna severa selezione qualitativa, direi che si va verso una strada che può illudere alcuni a discapito di altri che effettivamente meritano. Il lettore, tra tanti testi di scarso livello, non sarà più invogliato a leggere.

Un giro di denaro notevole tra associazioni, concorsi e Case Editrici a pagamento, un giro in cui il nuovo autore deve sapersi destreggiare.

Ma alla fine in vetrina ci sono sempre le grandi Case Editrici!

E dell’attuale panorama culturale italiano?

Il panorama culturale offre validi autori, ma non sempre testi originali.

Vedo che, anche nell’ambiente conosciuto, contano molto i contatti, le conoscenze, il colpo di fortuna, le agenzie letterarie, i premi cosiddetti importanti, a cui accedono esclusivamente le grandi Case Editrici.

Cosa pensi dei premi letterari, pensi siano importanti e necessari per un autore?

Credo che occorra avere maggiore consapevolezza su ciò che può arrivare al lettore, di positivo o negativo, e che la poesia sia più viva che mai.

La poesia resta impressa in chi la legge. La si rilegge, si tiene a portata di mano sul comodino, si ricopia e si tiene con sé: ha una “potenza” unica!
Finché uomo vivrà, vivranno
questi versi, e a te vita daranno!
(William Shakespeare, da “Shakespeare Sonetti” Editori Laterza)

Quanto è importante per te il confronto con altri autori?

Il confronto è fondamentale!

Ho intervistato una quarantina di autori, essendo moderatrice di forum e collaboratrice dell’Associazione “Infiniti Sogni”, e ritengo che l’esperienza mi abbia permesso d’indagare, di conoscere e di aiutare, in qualche modo, autori molto pieni di sé.

Ci sono dei consigli che vorresti dare a chi si accosta per la prima volta alla scrittura di poesie o alla scrittura in genere?

Ho diversi autori che mi contattano a cui do consigli personalizzati. A tutti direi di leggere molto, di essere umili, di ascoltare chi è in grado di valutare poesie, di accettare le critiche, purché siano costruttive, di percorrere un “viaggio poetico” ascoltando se stessi, gli altri e il mondo che ci circonda.

Vuoi anticiparci qualcosa su una tua prossima pubblicazione?
Sto concludendo la sesta raccolta poetica, la settima e un’altra di poesie d’amore.

Ho tante poesie accumulate negli anni!

Ho revisionato il mio romanzo fantasy, sperando che venga pubblicato, ed ho già improntato il suo seguito.

Grazie per la tua disponibilità, complimenti per la tua cultura letteraria e non lasciamo che il mercato sia deciso dai vari lettori di illetteratura che, purtroppo, sono la maggioranza, bisogna che ci siano dei lettori colti e critici, capaci di fare delle scelte di cultura nelle proprie letture.

La figura dell’autore, che prima di tutto deve essere un lettore critico e colto, è l’ideale!

Grazie a te!

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