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Autore/i: Maristella Angeli

Editore: L’Autore Libri Firenze

Collana: Biblioteca 80

Formato: Libro in brossura

Data di pubblicazione: 2010

ISBN: 8851721009 ISBN 13: 9788851721008

Editore & Imprint: L’Autore Libri Firenze

Prezzo € 8.00

Per acquisti contattare l’autrice: maris50@alice.it

 

Recensione di Tinti Baldini (poetessa)

Già dal titolo si evince ciò che emerge, entrando pian piano, a passi delicati, nella lettura delle poesie di Maristella; l’attenzione all’altro, alla natura, al mondo tutto, in ascolto, con amore.

L’autrice, nella presentazione, spiega al lettore“perché scrive” e lo racconta poi magistralmente, con passione, in modo naturale, senza veli né orpelli in alcuni testi della raccolta che sono emblematici: poesia …è chiaro il bussare in testa, quell’idea che passa e vuole uscire  .., è riconoscimento di intenti di chi scrive e “sente la vita”, è come creare una sinfonia in “note di parole… che compongono melodia” (la sua storia di pittrice e amante della musica sempre si scorge e se ne sente tocco e suono), poesia è sole al mattino che apre il giorno…, la voce del poeta tutto tocca e soffre, …tuona il petto…mentre veglia la luna…e il viandante poeta sogna il ritorno alla sua terra….tali versi sono sparsi nella raccolta ,come se, ogni tanto, l’autrice volesse tornare all’origine della sua passione, spiegare attraverso emozioni e metafore a volte raffinate, a volte  dolci di bimba e quasi tangibili, la sua spinta incontenibile e pressante a scrivere versi.

Tra le tante poesie sul tema una in particolare.

 

La prima poesia della silloge, mi pare, essere una sintesi eloquente, chiara della sua poetica “scoprire il silenzio sovrastando voci inquietanti…” con quella grazia di uccello che vira sull’ala, che è sua propria e le dà valenza di poeta autentico.

 

Ascolto ed attesa in armonia sono il filo conduttore di tutta l’opera e non vengono mai meno, sono la scena del suo poetare e le emozioni sono i protagonisti, sono il tessuto intimo, danno timbro e voce all’opera tutta.

“Attesa” per esempio parte da un suono quasi impercettibile di fruscio di foglia fino al galoppo di puledro che scalpita in crescendo di movimento, immagini ed emozioni…e attesa ancora in speranza quando “appoggia il pensiero” (splendida immagine) e ascolta il cuore che batte perché il cuore vuole che lo si ascolti . L’ascolto continua lineare, morbido, senza scatti, seguendo la sua musica e il suo pennello che accompagnano pensiero e anima, un ascolto con sentimento sorpreso a volte, sospeso altre, nitido e fulgido poi, nelle chiuse, sempre di apertura e luce, sempre “alte”. 

 

Poi si delinea, con colori tenui, il passaggio all’amore in “Come pulsar” l’amore/il primo ti amo/dalle labbra sgorgato/come pulsar da anni luce proiettato”, da oltre il tempo , sempre nell’aria, solo da cogliere. E’ un invito di Maristella, quasi un dolce soccorso al lettore affinché viva la sua gioia, ne faccia parte. Narrando l’amore poi l’autrice diventa bambina con il naso all’insù ed esplodono colori, profumi e suoni del ricordo …

 

O “Il bacio” oppure “Sipario privato” o “Sentimento d’amore” o “Come ciondolo di baci”  amore che pervade tutta la silloge e mi pare si riassuma magicamente in amore universale con “se la luna ti guarda imbronciata, richiama la tua stella con un ultrasuono del cuore” e trascina oltre.

 

“Interstizi di terra” è poesia sulla stessa lunghezza d’onda, quella dell’ascolto amoroso, pacato e fulgido ad un tempo anche verso la morte.(…al buio che chiude gli occhi..)

 

Ecco che Maristella, Emily oggi, diventa nuvola che si racconta, si veste di rosa ,di piccole ciabattine e dà libero sfogo alla fantasia, al sogno puro e cristallino oppure personifica in modo inusuale, originale gli elementi naturali che parlano e ci ascoltano.

 

Oppure il telefono che, in “Duetto d’amore”, soffre per esser solo strumento passivo..

 

Vi sono poi numerose poesie “sociali” come “Oscurità” ”Guerre” ”Emigranti”

“Stupro”(che chiude la silloge, quasi un monito al mondo, scarno come freccia lanciata e arrivata a segno) e altre che troverete nel percorso di lettura in cui l’autrice rivolge uno sguardo amoroso ma vigile, attento e giudice, quando si trova dinnanzi l’invidia, l’ingiustizia, la meschinità, l’arroganza e il sopruso. Passa nei suoi versi il dolore di fronte a chi lascia la sua terra con la valigia gonfia di sudore e di attesa spesso disattesa.

 

In “Accordi di vita” ecco l’armonia, la musica dentro, la vita…oppure in “Il canto dell’anima” il sax accompagna e cerca , con l’autrice, senza stridore , la propria essenza.

“Monte dei pegni”, a mio avviso, è poesia emblematica , di forte spessore in cui Maristella si sofferma con malinconia sui ricordi che spesso sono “lama”, rimpianto e rimorso mentre in altri testi il ricordo è un soffio nuovo, ritrovato che dona al passato un senso di rinascita, un “approdo” in cui il tempo quasi purifica.

 

Con pennellata delicata, mai stridente né invasiva, Maristella tocca anche il tema della vanità, della vita senza ideali, dell’immagine innanzi tutto senza sostanza senza “vita interiore” per esempio in “bambola ” ove la metafora della bambola in vetrina riporta a quella di tante donne senza vita dentro, esposte, senza sorriso oppure nell’osservare le sbarre che tolgono il libero volo agli uccelli come all’uomo.

 

Vi sono poi alcune poesie descrittive sulla natura come “Autunno” “Pioggia “Primavera” che fanno parte del senso del tempo, dello spazio dell’autrice, morbido ,ovattato: è suo territorio il mondo tutto da osservare senza rovesci né sbavature, con occhio d’artista. Immagini come scatto di foto, suggestive sono “Todi” “La foglia” “Donna” “Gli artisti” “L’anziana signora” e altre ancora che troverete nel vostro percorso di lettura (infatti, credo, che ognuno, dopo la prima scorsa, si faccia nella mente una corsia preferenziale e parta da…poi ritorni a… , poi cerchi, poi raccolga…con Maristella è d’uopo, tanti sono gli stimoli e le emozioni che offre)

 

Altro tema ricorrente è quello del sogno, del volo della fantasia in cui Alice-Maristella trova quiete, naviga solitaria e vince il male con l’amore che accoglie

tra le braccia.

Proprio in questa poesia, a mio parere, vi è la sintesi lirica della visione del mondo dell’autrice: anche se il suo sguardo amico e dolce, sensibile e profondo vede il dolore e lo soffre, è la forte spinta interiore salda e positiva, armoniosa e forte ad un tempo che la salva, la porta in alto e purifica l’anima. Nei suoi versi si sente un odore di buono, di pulito che consente, anche dopo la tempesta e la caduta, il lutto e la sofferenza, la rinascita. In “Bagagli di vita” poi l’autrice ci porge dolcemente, senza “spingere”, con amore, la sua ricetta: non tradire sogni, speranze, ideali mai.

“Mistero limbico “offre invece un giudizio originale, una metafora inusuale ma autentica e condivisa: il tempo passato rimbrotta il male nell’oggi in modo esemplare in quanto è lo sguardo della natura che ci insegna e ci parla nel divenire della vita . 

 

La poetica di Maristella, come già ho evidenziato nel rapido excursus sulla silloge, è

una poetica profonda, che tocca molti aspetti del vivere e dell’essere affidandosi ad un registro “intimo” legato alla gioia comunque del vivere, all’apprezzamento della vita utilizzando versi che hanno colore, calore, profumo di un fiore unico. Lo stile consono ai temi è lieve, fresco, non artificioso mai, spesso d’essenza pur avendo dietro riflessione, sensibilità e forti emozioni e corrisponde al linguaggio dell’autentico ascolto.

Vale la pena leggere “In ascolto” in quanto, poi, ci si sente meno soli, più buoni e si acquista coraggio e spinta a rinascere. E’ un libro da gustare tutto di un fiato o da centellinare pian piano. Sta a voi la scelta.

Grazie a Maristella!

 

Recensione di Maria Rosaria Ferrara (scrittrice)
“Breve e profonda è la poesia di Maristella Angeli. Una poesia dei sentimenti. Nel leggere la sua raccolta “In ascolto”, edita da L’autore Libri Firenze, si sente una bella musicalità e l’autrice a riuscire a dar voce a quello che senti.
Si scopre così un nuovo modo di condividere le emozioni con chi legge, la creazione di una profonda comunione tra chi scrive e chi legge.
La poesia di Maristella, composta di versi il cui unico segno di punteggiatura è il punto che chiude le sue composizioni, è una poesia di tutti i giorni, capace di rendere speciale anche la descrizione del momento più normale. Tra tutti vi è anche la celebrazione della “voce del poeta”, che racconta proprio da dove e come nasce il bisogno di descrivere la vita in versi.
Sono, tra queste pagine, delle metafore di vita, attimi colti e descritti con le parole più efficaci, adatte a dare il senso profondo di tutto.
E quelle che racconta sono le storie di tutti”.

Recensione di Tito Cauchi (poeta e Presidente di Giuria)

“Maristella Angeli è nata a Foligno Perugia nel 1957, risiede a Macerata, ha sempre scritto poesie, volte alla ricerca interiore. Ha insegnato Educazione Fisica, curato le arti teatrali, pubblicato libri di didattica e poesia conseguendo attestati di merito. Dedica questa raccolta, In ascolto, a Sandro e alla madre. In apertura ‘Resta in ascolto’, avverte: “pullulare di sensazioni/ si affollano nella mente/ …/ scoprire il silenzio/ restare in ascolto”. Mi pare di potere commentare che si sprecano tante chiacchiere, quando ne basterebbero di meno e stare ad ascoltare anche gli altri in un rispettoso silenzio, perché le parole non devono solo smuovere l’aria, il rispetto in ogni caso. Nel caso degli affetti il cuore sì che si smuove o si agita se riguarda “lo vedo respirare/ a volte affannosamente” , solo nel sommovimento ci accorgiamo di avere cuore e sentimenti, del primo innamoramento; della bambina che soffiava con la cannuccia piccole bolle di sapone. La poesia è come il sussurro di un’allodola “in un mattino di rugiada/ è il sole che l’ha svegliata” (pag. 19). Si esalta, è come sospesa su una nuvola. Affiora il desiderio di tornare bambina.

Considera il dolore di chi al ‘Monte dei pegni’ si impoverisce “consunto dal pianto/ di orgoglio ferito/ la dignità perduta” (28). L’emozione stridente nel sorriso finto di una bambola con il viso di cera, metafora o allusione; l’emozione nell’osservare due colombi, preludio di un amore. La Poetessa prende voce dalla bellezza della natura e intinge il pennino nel proprio intimo; si paragona agli emigranti con le “valige gonfie di lacrime”. Il sentimento rimbalza rinvigorito, c’è amarezza, c’è la parola trattenuta, “una casa vuota”, c’è l’alternarsi tra l’adulta e la bambina. Osserva quanto ci curiamo dell’esteriorità, senza badare allo spirito, ai valori intimi fra le persone, così ci avviciniamo allo scadere del tempo che lo specchio rivela e solo il vagito di un neonato ci ricorda che la vita è come la primavera che si rinnova, come la foglia secca che lascia il posto ad una gemma, “come la pelle di bambino/ tenero come carezza/ leggero come il pensiero” (51).

Maristella Angeli si pone In ascolto, in punta di piedi, trasportata dagli eventi: osservare commentare, ma anche raccomandare di guardare con fiducia con un sorriso. Rimanere con la capacità della meraviglia; pensare che il privato è come lo stare dietro alle quinte; l’amore si accende, ma le guerre fratricide continuano, lasciando case e affetti vuoti. Forse è in attesa di una sosta, di un rifugio, per schiacciare alcuni fantasmi. Come una pianta voleva attecchire, ma ha trovato un terreno aspro, duro. I poeti sognano e la Nostra non si sottrae a questa legge; popolano la mente farfalle colorate e frasi d’amore come note musicali. Al foglio oggi si sostituisce lo schermo di un computer, ma le uniche certezze sono i sentimenti, che variamente espressi, ci sostengono.

Nel sogno ritrovo la pace/ navigo solitaria/ approdo a spiagge sicure/ combatto i fantasmi del passato” (72). Vagheggia su Todi, “paese arroccato”, legato alla storia; ricorda l’Irlanda. La sua fantasia si popola di ninfe ed elfi, di libri come rimedio da opporre alle storture mentali,  vuole ascoltare e osservare come se si fosse nascosti, “nuove idee rafforzano/ il senso della vita.” (84). Sotto lo sguardo osserva una umanità carica di domande che non trovano risposte, unica traccia è un graffito sulla roccia o su un foglio. La casa è l’unico luogo sicuro caldo accogliente. Il poeta urla al mondo o parla sottovoce dolente, osservando che ci si guarda senza vederci. Spera che la sua parola rimanga a testimonianza di sé. L’idea di una simbiosi fra innamorati è dolce, ma l’ultima poesia chiude con un fatto di cronaca su uno stupro, purtroppo non raro, che denuncia la sua amarezza.

Le affettività di Maristella Angeli, polarizzate attorno ai suoi legami più profondi, creano atmosfere di profondo impatto emotivo, espresse attraverso una versificazione tesa a incunearsi nelle strettoie di particolari vicende interiori. L’estrema duttilità musicale del suo linguaggio evocativo riesce a tradurre in parole le impennate emotive dell’Autrice e rimanda ad un ricco paesaggio lirico, che intreccia il fisico con il metafisico in una tonalità nuova e meritevole di ascolto.”*

*Motivazione ottenuta al Premio Nazionale 2011, Poesia Edita Leandro Polverini – Anzio, all’assegnazione del 2° posto nella sezione poesia intimista.

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