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Profumo di tigli in fiore

poesie di Maristella Angeli

Poesie d’amore

Collana Sopralerighe

Immagine di copertina creata da ©Maristella Angeli

Euro 10,00

Isbn 978 88 6591 220 1

 

Per acquisti:

http://www.reteimprese.it/pro_A40124B191822

Contattare l’Autrice: maris50@alice.it

Prefazione a cura di Emanuele Marcuccio (poeta)

Maristella Angeli, nota poetessa nel panorama letterario emergente, ci offre in questa sua ultima silloge, la settima per la precisione, un ampio squarcio di vita amorosa, con tutti i suoi dolci profumi e sapori che l’accompagnano, quasi palpabili, a partire dal titolo Profumo di tigli in fiore, come a denotare – ci rivela l’autrice nell’omonima lirica (incipit dell’intera raccolta) – una primavera d’amore, che si vorrebbe non finire mai.

Un’intera raccolta di poesie d’amore, in cui questo sentimento universale, come ben lo definisce la Angeli nella presentazione, viene affrontato in tutte le sue più ampie sfaccettature; dai sogni di bambina di “Amore ritrovato”, dove l’amore viene rappresentato come la concretizzazione di tutti i sogni “ricordi/ immagini di bambina/ […] fiori di campo/ ora trovo sul tavolo/ eterno amore/ ritrovato” al felice incontro amoroso di “Notte”, dove la premurosa presenza dell’amato è necessaria per non perdersi nel buio misterioso della notte: “mistero di un mondo onirico/ la tua mano stringe la mia/ dà conforto/ […] affinché non mi perda/ in quel buio”. Dall’idillio amoroso di “Boccioli di tenere rose”, dove nell’amplesso le categorie di spazio e di tempo sembrano per sempre smarrite “colgo l’attimo/ fermo l’orologio della vita/ entro nella goccia del tuo profumo/ assorbendomi in te” esprimendo così un amore incontaminato di due anime e di due corpi fusi indissolubilmente, all’ansia per la lontananza dell’amato in “Lontananza impossibile”: “così naturale è il vivere insieme/ la lontananza sembra impossibile/ riguardo le nostre foto/ […] per non perdere/ neanche un attimo/ di noi”.

Non mancano, però, temi più giocosi, dolcemente ingenui e fanciulleschi, come in “Un mondo tutto per noi”, basta chiudere gli occhi per immaginare un mondo favoloso e incantato: “per tetto il cielo con stelle di meringa/ una luna di formaggio per te/ per coperta un manto/ di petali di petunia e rododendro/ […] la cucina costruita da gnomi pazienti/ odore di zenzero e canna da zucchero/ alle finestre tendine cucite con raggi di sole”. È evidente che la nostra autrice non ha mai smarrito lungo il cammino la bambina di un tempo, “quando i girasoli sembravano seguirmi”. Come scrisse il grande Pablo Neruda (1904-1973), “Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé”.

Tra tutte si stende solitaria una lirica sulla delusione amorosa “La prima delusione d’amore”: “parvenza graziosa/ solo apparenza/ sentimento non era/ […] lui è con un’altra/ e giurava amore per te”.

Degni di nota sono i vari termini inglesi, adoperati sempre con grande delicatezza e musicalità, come in “Gli attimi vissuti con te”, “se il tempo esaudisse i desideri/ apporrei dei post chiedendo/ di afferrare gli attimi/ vissuti con te”; o come nelle interessanti metonimie di “Foto di vita”, “foto in versi descrittivi/ feed-back di ieri/ flash incorniciati di fiori.

Una raccolta che vi rapirà per la sua semplicità di espressione e profondità dei contenuti, per la musicalità abilmente impiegata e la fluidità del verso, dove i segni di interpunzione sono quasi del tutto assenti, raramente l’autrice vi ricorre e, quando lo fa, esclusivamente per esigenze di musicalità e di fluidità del verso. Un poetare maturo, che concorre a costruire una mirabile architettura di passioni e di emozioni, dove l’eloquio poetico non è dato dal significato delle parole o dai correlativi oggettivi utilizzati ma dall’abile e consumata disposizione e posizione sul verso.

Recensione di Sandro Orlandi (scrittore)

 “… è l’amore che dà luce al giorno che avanza.”

Basterebbe questa affermazione lapidaria a farci riflettere. Maristella Angeli con questa frase conclude la presentazione delle sue poesie d’amore. Ancora poesie d’amore, dirà qualcuno di voi, forse addirittura un po’ nauseato. Già, però è anche vero che l’amore é senz’altro l’argomento più trattato, discusso, cantato, suonato, filmato, narrato, chiacchierato, pensato, sognato e soprattutto messo in poesia, da che mondo è mondo. Ma allora qual è il problema? Per capirlo vi invito a fare un piccolo esperimento. Accendete la tv e mettetevi a guardare il tg ma, mentre lo fate, provate a pensare a… l’Amore! Non vi sarà possibile, vedrete. Perché nel quotidiano della nostra cosiddetta società civile e moderna, l’amore vero non è ammesso. Certo lo si ritrova in tante forme, come ho già detto prima, ma solo quello falso, delle convenzioni o delle frasi fatte, della pubblicità, delle favole in tv, delle storielle nei vari film o telefilm, fino all’apoteosi dei festeggiamenti di S. Valentino! Ma l’amore che “sa di salici, di nenie dolci e mandorli in fiore” quello che non ha bisogno di niente, se non di se stesso, non è accettato nel quotidiano di oggi, intriso di problemi di soldi, lavoro, casa, futuro dei giovani, crisi di identità, violenza metropolitana, criminalità organizzata e non, bambini che vanno alla guerra e uccidono a scuola altri bambini, e via dicendo, con un elenco senza fine, l’amore non trova spazio, sembra anacronistico, anzi, a qualcuno dà perfino fastidio!

“…guardo i tuoi occhi, mi perdo in te… e vedo il cielo, il mare, i prati e le montagne innevate…”

Ora spegnete bene la tv e, sinceramente, senza barare con voi e con me, ditemi se non vi piacerebbe che qualcuno veramente sentisse questo e ve lo confidasse, mentre vi guarda seria negli occhi. Chi non l’ha mai desiderato? Chi, maschi o femmine che siano, non ha mai sognato di innamorarsi in questo modo, e chi, magari nel proprio intimo, non ha gioito, sofferto,rimpianto, sperato, cercato, atteso, trepidato per… Amore? Ho detto maschi e femmine perché è norma comune che le prime siano languide portatrici di sentimento, mentre i maschi, forti e autosufficienti, sicuri di loro stessi e delle loro azioni, respingono con sufficienza le profferte della femmina. Un maschio che cede alle “mollezze” dell’amore? Mai!

“…mi tieni per mano tornando bambini… il viale ci attende ripara da pensieri ombrosi… foglie autunnali richiamano il colore dei cuori.”

“Ritrovarti la sera tra le pieghe del lenzuolo… tengo strette le tue mani, sonno lieto sogno innamorato.”

Epicuro, che di praticità se ne intendeva, afferma che niente è più valido dell’unione d’amore che si fa fusione globale, e questo senza doversi necessariamente annullare in esso. Saffo all’apparire dell’amata si sente bruciare dentro, le viene meno la voce, prova smarrimento e vertigine. Plutarco, nel suo saggio “Sull’Amore” afferma, senza vergognarsi come farebbe l’uomo moderno, che nulla in natura è più vero e forte dell’amore e che quando questo è assente lo si rimpiange al punto di rinunciare a vivere, e che senza l’amore non potremmo mai apprezzare la bellezza fino in fondo, quella della Natura, della musica, della poesia.

“… attendo nuova alba in cui possa immergermi, insaponandomi di luce”

I versi di Maristella sono dolcissime carezze dell’anima, ma anche espressione di verità assolute che, se non mentissimo continuamente con noi stessi e con gli altri, se avessimo il suo coraggio, non avremmo difficoltà ad ammettere. Solo nell’Amore si può trovare la felicità fusa con una vera serenità dell’anima, non a caso in tutte le religioni troviamo questo concetto. Solo se siamo ancora innamorati possiamo vincere la vecchiezza (e non la vecchiaia). Solo se abbiamo avuto il coraggio di amare una persona, di specchiarci in lei, di donare prima che di ricevere, avremo alla fine dei nostri giorni, vissuto veramente e saremo realmente esistiti.

“… la nostra casa costruita da gnomi sapienti… la cucina che profuma di zenzero e canna da zucchero…tendine cucite con i raggi del sole… un giardino rigoglioso, musiche celtiche e un cielo con stelle di meringhe… basta chiudere gli occhi.”

L’Amore si fa sogno consapevole. Libertà di pensiero, finalmente non più condizionato dal tg della sera, puro, proprio perché volutamente scevro da contaminazioni esistenziali. Cosa c’è di più bello che lasciarsi andare a tutto questo? Come si fa, chiederete voi. È Maristella a dircelo, lei ci indica la strada da percorrere con le sue poesie, perché se è vero che i sogni son desideri di felicità e che tutti, ma proprio tutti, anche se non lo si ammette, sogniamo, vero è che, se condividiamo i nostri sogni con una persona che ci ama, la nostra vita si arricchisce, diventa meno dura, meno spietata, più bella da vivere e noi diventeremo addirittura più giusti. Non dobbiamo vergognarci di vivere come in una favola, anzi! Si dice che l’Amore non abbia età, ma se si ha il coraggio di affermare “mi sono profondamente innamorato di…” quando non si è più giovani, magari dopo un divorzio, o una lunga vita da single, si viene guardati come fossimo dei poveri scemi che non hanno ancora capito come gira il mondo e ancora s’illudono di poter essere felici. I luoghi comuni ci uccidono se non stiamo attenti e non è assolutamente vero che l’amore con la “A” maiuscola, quello in cui si ricerca nell’altra ciò che a noi manca, quello che ci fa battere ancora il cuore, quello in cui dare è più bello che avere, quello che lascia all’altra persona la libertà di esistere e non si fa possesso patologico, non esiste. È Maristella con questa silloge ad avvalorarlo e afferma di averlo davvero vissuto. Ho volutamente tralasciato di sottolineare l’abilità con cui le liriche di questa raccolta sono state scritte, preferendo evidenziarlo riportando direttamente alcuni versi di esse e volendo invece metterne in risalto l’enorme valore morale e interiore. Una poetessa davvero coraggiosa dunque e queste sue poesie, diverse dalle solite poesie d’amore, sono tutte da leggere attentamente, rileggere e rileggere, fino a farle nostre nel profondo dell’anima.

Recensione di Graziella Cappelli (poetessa)

Leggendo la raccolta poetica Profumo di tigli in fiore, mi sono fatta trasportare oltre questo mondo dolente, privo di sentimenti.

Poesie fresche, lievi come carezza di una fata che viene a trovarti e ti regala: emozioni.

Amore, in tutte le sfumature del tuo sentire, che lasciano l’anima inebriata.

Come ben dice Lulù Turco nelle sue note critiche: «L’autrice mostra una grande abilità nel trasformare sequenze di parole quotidiane in sentimenti che si adagiano sul cuore.»

Analisi che condivido.

Tenerissima la lettera di tua madre, mi sono commossa da tanto amore.

Tutte belle come nel tuo stile semplice, armonioso e profondo.

Mi piace ricordare queste in particolare: Profumo di tigli in fiore, Riposeremo, Un angolino di niente, La casa dei sogni, Un bacio un abbraccio è amore, Un bacio, Trottole di vento, Attimo senza fine, Il sacchettino di lavanda, A Sandro, La rosa sboccia tra i rovi, È…

 

I miei più sinceri complimenti e auguri per tanti successi, sia come poetessa ed anche come pittrice.

 

 

 

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