UNA GIORNATA SPECIALE

Varie 4 Comments »

 

Oggi, cari amici è una giornata speciale, 21 marzo, inizio della primavera e anche giornata mondiale della Poesia ed io aggiungo, non a caso, compleanno della grande Poetessa Alda Merini, scomparsa da più di due anni, voce fra le più grandi della poesia italiana e contemporanea, e che ci manca tantissimo. E’ dunque un piacevole dovere festeggiare come si deve questo particolare evento per dichiarare che la Poesia è il mio “grande amore” e mai potrei tradirlo e quindi vi regalerò alcune citazioni che ritengo più consone alla mia natura e anche delle “dure e sofferte gemme” della nostra cara poetessa sopracitata, rendendole un affettuoso omaggio e sperando di allietare anche i vostri cuori. Festeggiamo, dunque, con gioia, insieme amici carissimi questa importante giornata. Se non ci fosse la Poesia, potrebbero esistere forse i Poeti? E se non esistessero i Poeti…chi altri potrebbe cantare e perseguire la…nascosta e sempre taciuta verità? Lasciatemi almeno questa cara e dolce illusione!

La poesia
non è un modo di esprimere un’opinione.
E’ un canto
che sale da una ferita sanguinante
o da labbra sorridenti.
K. Gibran

Scrivere poesie non è difficile;
è difficile viverle.
C. Bukowski

Il poeta non sogna: conta.
J. Cocteau

Nella vera poesia le espressioni che suonano
più semplici ci riempiono di sorpresa e di gioia
perché rivelano a noi stessi.
B. Croce

Il poeta cerca solo di mettere la testa in cielo.
E’ il logico che cerca di mettere il cielo dentro la propria testa.
Ed è la sua testa che si spacca.
G.K. Chesterton

Il poeta non rigetta mai le proprie ombre.
Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.
La casa della poesia non avrà mai porte.
La corda più silenziosa è quella dei versi.
Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.
Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.

**********
Se qualcuno cercasse
di capire il tuo sguardo
Poeta difenditi con ferocia:
il tuo sguardo son cento sguardi
che ahimè ti hanno guardato
tremando.

**********
Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Alda Merini

Poesia …ed è subito
cuore trafitto
da un’emozione
nel cielo dell’anima
rapita dall’amore e dalla Luce
in un palpito eterno d’infinito.

Roberta Bagnoli

 

GRANAIO DEL CIELO

Varie 8 Comments »

.

GRANAIO DEL CIELO

Granaio del cielo
ti sento fremere
nel buio del silenzio
battiti e respiri infiniti
nel concerto della vita
giorno dopo giorno
s’impressiona l’anima
come pellicola eterea
di sé non lascia traccia
restano solo voci
orme di secoli
di azioni e gesti sfumati
scolpiti nella pietra
indelebile del tempo
panni stesi alla finestra del mondo
luci colorate nell’inverno glaciale
e noi continuiamo ad andare
senza una meta davanti
andiamo perché siamo nati
ma della vita conosciamo
solo la crosta superficiale
il mistero giace al sicuro
nel soffio eterno del cuore
granaio infinito del cielo.

Roberta Bagnoli

( poesia segnalata al Concorso “Amici senza Confini” di Roma sez. poesia a tema libero, 3 ediz. 2011)

.

 

CONCERTO PER ANIME SOLE

Varie 8 Comments »

CONCERTO PER ANIME SOLE

Nell’aria
rarefatta
di un’anonima mattina
di fine gennaio
accordo
senza alcuna pretesa
il violoncello del tempo
oboe di fiato in sordina
carezza le dita
e spinge l’anima
a salire da sola
sul pentagramma del cielo
piangono le stelle
vibrano d’amore reciso
il sole resta attore
dimenticato
altrove a esultare
qui le nubi
fanno e disfanno
suoni e accordi grigi
di un pianoforte scordato
tutto sembra perfetto
anche il dolore della terra
si staglia perla assoluta
scagliata per distrazione
e raccolta per scelta sublime
magia di un semplice
concerto per anime sole.

Roberta Bagnoli

( poesia 5 classificata al Concorso “Amici senza Confini” di Roma, sez. poesia a tema, 3 ediz. 2011)

 

 

 

 

ASPETTANDO PASQUA

Varie 6 Comments »

 .

Cara Valentina, Staff, cari Amici e Gentili Autori, colgo l’occasione per augurare a tutti voi una Serena Pasqua di pace. Grazie per la condivisione e l’attenzione, un abbraccio di cuore.

ASPETTANDO PASQUA

Aspettando Pasqua,
sì fra sette giorni arriverà,
intendo quella vera,
Pasqua d’Amore e di Pace,
dipingo le mie uova
con inchiostro arcobaleno
è pura illusione
sventolare la bandiera dell’olivo
quando a Gaza hanno da poco
impiccato un italiano
e nel Mediterraneo
si gioca con la sorte
barconi affondati
con corpi di clandestini
dati in pasto ai pesci
senza pensare
alla Libia in fiamme
al Giappone devastato
e al nostro governo sempre più
malconcio e imbarazzato,
sì che venga presto Pasqua
ma scenda senza indugio
l’Angelo della Consolazione
a rammendare lo strappo del cuore,
non c’è bisogno in Italia
d’altra Costituzione,
solo la carta della Resurrezione.

Roberta Bagnoli

.

 

PORRE FRENO ALLA STOLTEZZA

Varie 4 Comments »

Cari Amici, mai come in questa giornata memorabile, 21 Marzo Festa della Poesia, ma per la vita stessa di tutti noi, credo sia di vitale necessità innalzare la nostra voce di denuncia, di giustizia e di solidarietà per riappropriarci di un diritto alla libertà e al risveglio delle coscienze.

 

PORRE FRENO ALLA STOLTEZZA

Non serve indossare
alcun salvagente
quando l’onda nera arriva
e spazza via ogni speranza
anche l’ora di sole mesta fugge
e dopo attimi che durano secoli di terrore
si torna a contare i morti
si torna nella trincea della vita
ad aspettare un segnale di ripresa
che sembra rimanere avvolto nel nulla
certo la natura è imponderabile
non si può prevedere l’entità di un terremoto
né la vastità di uno tsunami
 ma porre freno alla stoltezza
alla corsa folle dell’energia nucleare
è necessario quanto l’aria che respiriamo
se non vogliamo davvero
scavarci col plutonio la fossa indistruttibile
per la somma di tutte le vite e i lustri futuri
fra 24.000 anni non oso immaginare
chi possa ancora disseppellire scorie fra le macerie
della nostra imbalsamata umanità.

Roberta Bagnoli

 

 

 

APPARTENENZA

Varie 7 Comments »

APPARTENENZA
(Poesia scritta in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il 17 marzo 2011)

Cosa posso scrivere
oggi che guardo il mio paese
alla vigilia di una festa storica
ancora non assimilata e osteggiata
da chi rifiuta la propria italianità
come se fosse la peggiore condanna
cosa posso dire a questi connazionali
ingrati che hanno lo stesso sangue
di Garibaldi, Mazzini, Mameli
e tutti gli altri, nessuno escluso
e se parlano lo devono proprio a loro
avessero almeno la compiacenza di guardare
e composti, civilmente educati rispettare
il nostro quieto ed orgoglioso moto di rivalsa
che vedano sventolare il vessillo di gioia
verde, bianco e rosso
che lo vivano poi come un funerale
poco importa, ma sappiano
che noi siamo vivi e consapevoli
i morti sono altrove,
eroi intoccabili e magnifici
non danno fastidio più a nessuno
vivono nel ricordo per l’eternità
la resurrezione tocca solo ai puri
a chi crede nel sacro valore
della giustizia, della libertà
dell’amore e dell’unità, valori
per cui vale sempre la pena morire.

Roberta Bagnoli

 

UN PESO INSOPPORTABILE

Varie 18 Comments »

Cari Amici

sono giorni tristi per il nostro sito, la morte ha bussato al nostro cuore, prima il marito della nostra  Tinti, poi Barone Rosso che è volato via lasciando di sé tracce chiare e indelebili d’inchiostro poetico. Le parole sono sempre povere per esprimere un dolore, non riescono a farsi interpreti di una penosa realtà quale è la morte. Sono sgomenta e attonita, vorrei fare silenzio, ma non riesco a distogliere il pensiero dalla “giornata della memoria”. Ieri sera ho visto una trasmissione in tv su la7 Ausmerzen dell’attore Marco Paolini che mi ha profondamente scosso. Se qualcuno di voi l’ha vista forse può comprendere meglio, potete andare in internet e documentarvi, riporto testualmente dal sito dell’attore: “un racconto dedicato alle teorie dell’eugenetica applicate dai nazisti prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, una narrazione pensata per approfondire il valore del ricordo, il dolore dell’esperienza, il senso della responsabilità storica e individuale, il concetto di diversità e di accoglienza. Una serata dedicata alla terribile vicenda legata alle teorie dell’eugenetica che fra il ’34 e il ‘45 ha portato il nazismo alla sterilizzazione prima e all’eliminazione poi dei disabili e dei malati di mente, con la sperimentazione di tecniche di eliminazione di massa poi applicate anche nella “soluzione finale” contro gli ebrei e gli altri “impuri”.” Mi fermo qui, non posso raccontarvi il raccapriccio, l’orrore di quelle vite massacrate con la legale autorizzazione della scienza in nome del progresso e del bene della razza. Si parla di una stima approssimativa di circa 300.000 persone uccise, sì è proprio così e tutto questo, prima dell’Olocausto degli ebrei. Una specie di “anticamera” della follia che si sarebbe poi attuata in massa e molto più specifica, uccidevano bambini, li sottraevano con inganno alle famiglie, affidandoli a centri sanitari per curarli ed i genitori convinti di fare bene firmavano e li mandavano così al massacro. In questi posti hanno affinato le lore tecniche mortali, sperimentavano il gas, le docce, i forni crematori, insomma una macchina vera e propria, organizzata come solo i tedeschi sanno fare. All’inizio era tutto nascosto, la gente comune non sapeva, poi è diventato quasi una “necessaria abitudine” e questo sinceramente mi ha stravolto ancor di più dell’orrore del fatto stesso. E ancora mi chiedo: “Si può abituarci ad un male simile? S i può essere complici di una simile barbarie?” Tenete presente che quest’organizzazione non era di famigerati “ss” o gerarchi fascisti, erano persone civili, dottori, scienziati, infermieri, persino suore che agivano secondo il bene del popolo. Hanno documentato tutto, facevano la lista della spesa con una crudezza inaudita, giustificavano praticamente i massacri come un “bene economico” : quelle vite di disabili, di malati mentali erano “scarto”, un pesante fardello che pesava sule spalle e sull’economia di tutta la nazione tedesca.  E’ questo che fa pensare, insomma il pensiero della pulizia di una razza che s’incarna e si espande poi a macchia d’olio, incarnando il virus del nazismo fino alle conseguenze che tutti quanti conosciamo. E mi chiedo dunque angosciata, secondo voi l’intolleranza, la crisi economica, il dover scegliere fra assistenzialismo o altro può oggi, nella nostra situazione attuale, costituire una minaccia, un reale pericolo per far rinascere un pericoloso focolaio di epidemia razziale? Scusate amici, ma io guardando quello che mi circonda sono veramente preoccupata e voi che ne pensate? Che cosa possiamo fare noi per sensibilizzare i giovani e le persone al problema? I versi che ho scritto, non è propriamente una poesia, ma questo poco importa, sono stati scritti sull’onda emotiva, stanotte, alla fine della trasmissione di cui vi ho parlato. Grazie per la vostra gentile attenzione.

UN PESO INSOPPORTABILE

Senza memoria
l’uomo non ha ragione
e neanche può vivere
ma l’uomo ha stravolto la scienza
nel suo delirio di pura razza ariana
ho un macigno nel cuore
rivivono in me dubbi atroci
s’incrina l’ottimismo della fede
rantola il buio in storie inenarrabili
sfilano volti emaciati
spira alito di morte
ed è vergogna e atroce paura
e ancora atroce vergogna
e disumana follia
per uno spettro che è diventato
bieca realtà
mi attanaglia il suo fantasma
sento che potrebbe tornare
a insanguinare ancora il mondo
il razzismo non è una malattia incurabile
è un germe che cresce dentro
serpeggia nel pensiero
è la cultura che l’alimenta
è l’intolleranza per il diverso
che lo rende forte e tenace
è l’assuefazione sistematica
che lo rende un perfetto killer.
Che il cuore ne rimanga immune
che la mente non ci faccia schiavi
di alcuna ideologia distorta
o assurdo pregiudizio
che la memoria resti ben vigile
che gli occhi guardino oltre la crisi
e gli interessi economici dei singoli
che le nostre mani non si macchino
della sindrome di Pilato
che la vita sia veramente un fiore
da coltivare nel giardino universale
con rispetto, dignità e libertà per tutti.

Roberta Bagnoli

ASPETTANDO NATALE

Varie 8 Comments »

Cari Amici aspettando il Natale voglio regalarvi questa tenera leggenda, l’ho trovata su internet, forse qualcuno di voi la conosce già, ma fa bene al cuore leggerla per  ritrovare un po’ di magia, per provare a dipingere d’oro le nostre pareti grigie, per cercare di vivere con il cuore l’atmosfera del Natale. Mentre scrivo queste righe fuori nevica copiosamente, il cielo è bianco e non si vedono i cipressi, il silenzio ovatta e dilata tutto, mi lascio cullare dallo straordinario momento e condivido con affetto la bellezza di questa storia, che sciolga l’amarezza di questi giorni penosi e difficili per molti di noi, che la pace vera ci accompagni e la luce del vero e la forza dell’amore non ci privino del dolce sostegno e ci diano la spinta giusta per continuare, lasciando orme di bene e di speranza. Grazie sempre per la vostra gentile attenzione e Buon Natale a voi tutti Amici lontani ma vicini al mio cuore.

 

Racconta una leggenda medievale che, nel paese che oggi conosciamo come Austria, la famiglia Burkhard – composta de un uomo, una donna e un bambino – era solita animare le fiere di Natale recitando poesie, cantando ballate di antichi trovatori e facendo giochi di prestigio per divertire le persone. Ovviamente, non avanzava mai il denaro per comprare dei regali, ma l’uomo diceva sempre a suo figlio:- Lo sai perché il sacco di Babbo Natale non si svuota mai, anche se ci sono tanti bambini a questo mondo? Perché, malgrado esso sia pieno di giocattoli, a volte ci sono delle cose piú importanti da consegnare, i cosiddetti “regali invisibili”. In una famiglia divisa, egli cerca di portare armonia e pace nella notte piú santa della Cristianità. Dove manca l’amore, deposita un seme di fede nel cuore dei bambini. Dove il futuro sembra nero e incerto, porta speranza. Nel nostro caso, quando Babbo Natale viene a farci visita, il giorno seguente siamo tutti contenti di essere ancora vivi e in grado di fare il nostro lavoro, che è quello di rallegrare le persone. Questo, non dimenticarlo mai. Il tempo passò, il bambino si trasformò in un ragazzo e, un giorno, la famiglia passò davanti all’imponente abbazia di Melk, che era stata appena costruita. – Padre mio, vi ricordate che tanti anni fa mi avete raccontato la storia di Babbo Natale e dei suoi regali invisibili? Io penso di avere ricevuto una volta uno di questi regali: la vocazione a farmi prete. Vi dispiacerebbe se ora facessi il mio primo passo verso quello che ho sempre sognato? Malgrado avesse assai bisogno della compagnia del figlio, la famiglia capí e rispettò il suo desiderio. Bussarono dunque alla porta del convento e furono accolti con generosità e amore dai monaci, che accettarono il giovane Buckhard come novizio. Arrivò la vigilia di Natale. E proprio quel giorno un miracolo speciale avvenne a Melk: la Madonna, con il Bambino Gesú tra le braccia, decise di scendere sulla Terra per visitare il monastero. Orgogliosi, tutti i religiosi fecero una grande fila: e ciascuno si collocava davanti alla Vergine, cercando di rendere omaggio a Madre e Figlio. Uno di essi mostrò i bellissimi dipinti che decoravano il locale, un altro portò un esemplare di una Bibbia che aveva richiesto cento anni di lavoro per essere manoscritta e illustrata, un terzo recitò i nomi di tutti i santi. All’ultimo posto della fila il giovane Buckhard attendeva ansioso. I suoi genitori erano persone semplici, e tutto ciò che gli avevano insegnato era lanciare in aria dei palloni e fare una serie di giochi di prestigio. Quando arrivò il suo turno, gli altri religiosi avrebbero voluto concludere gli omaggi, perché l’antico prestigiatore non aveva niente di importante da dire e avrebbe potuto pregiudicare l’immagine del convento. Eppure, nel fondo del suo cuore anch’egli sentiva un bisogno immenso di dare qualcosa di sé a Gesú e alla Vergine. Pieno di vergogna, sentendo su di sé lo sguardo di riprovazione dei suoi fratelli, egli trasse di tasca alcune arance e cominciò a lanciarle in alto e a riprenderle con le mani, creando dei bei cerchi nell’aria, proprio come soleva fare quando lui e la sua famiglia giravano per le fiere della regione. Fu solo in quell’istante che il Bambino Gesù cominciò a battere le mani per la gioia in braccio alla Madonna. E fu verso di lui che la Vergine tese le braccia, lasciando che tenesse un po’’il bambino, che non cessava di sorridere. La leggenda si conclude dicendo che, per via di questo miracolo, ogni duecento anni un nuovo Buckhard bussa alla porta di Melk e viene accolto: e fintanto che egli si trova lì, è in grado di rallegrare il cuore di tutti coloro che lo conoscono.

 

 

 

SIAMO QUI!

Varie 25 Comments »

 

Cari amici come ben sapete fervono i festeggiamenti per i 150 anni dell’unità della nostra amata Italia, e mai come oggi, mi sembra “doveroso e importante” sottolinearne l’integrità ed il valore. Non voglio fare demagogia o cadere in discorsi scontati, mi limito ad osservare con occhi scabri, imparziali e sinceramente quello che vedo non mi piace. Troppi privilegi sempre per i soliti e troppo poco per chi versa in difficoltà e dura fatica ad arrivare a fine mese. E’ crisi non solo economica, ma soprattutto morale e la povertà  ideologica e civile è sotto gli occhi di tutti. Se penso ai tanti e indimenticati “patrioti” che credevano nell’unità, che hanno dato la vita per quell’ideale, oggi mi sembra quasi un’amara beffa. Se tornassero i nostri cari, illustri e meno noti “estinti”, penso anche a chi ha liberato l’Italia dalle truppe naziste, credete che sarebbero contenti di vedere questo “grottesco” scenario italico? Malgrado tutto si continua ad andare avanti, grazie alla bontà e alla “forza sana” del nostro Paese,  grazie alle tante persone che lavorano onestamente e con fatica ed hanno occhi giusti e mani buone per impastare il pane della speranza, per dare un segno tangibile di rinascita, per far sentire alta la voce della coscienza. Io credo che noi  “Siamo qui” e siamo davvero in tanti che hanno ancora caro e a cuore il valore del tricolore e di un’Italia libera da ogni ingerenza di “occulto e sporco potere” e lo dico senza mezzi termini e con questo spirito ho scritto questi versi che sento il “doveroso bisogno” di condividere con voi,  senza alcuna velleità e pregiudizio, in piena e assoluta libertà di pensiero. Comunque la pensiate questo è il mio “personale ragionamento”,  è la mia “sincera radiografia della realtà” e lascio a voi le riflessioni,  lascio a voi trarne le giuste considerazioni. Grazie sempre per la vostra gentile attenzione, con affetto ed amicizia.

 

SIAMO QUI

 

 Siamo qui

 in fila perfetta

a dispetto

di chi non ci rispetta

siamo in tanti

a spogliare la notte

 a rivestire il giorno

a investire in segnali di pace

a indossare la bandiera del vero

che appare sempre più misera e lisa

agli occhi di chi ce la vuole sporcare

sfilacciata dalle bombe dei morti innocenti

tradita da loschi intrallazzi di potere

rubata da mani che del lavoro non conoscono il pregio

insozzata dalla nera piovra che ha tentacoli

dappertutto anche dove non lo sospetti

siamo qui ancora a cantare, a lottare, a sperare

mentre “loro” per non affogare

sono costretti ai più vili mestieri

detrattori di un sogno e di una vita

faccendieri logorroici e insulsi

prostitute d’alto bordo

che del mestiere ne fanno una sola ragione:

togliere a te l’aria per respirare

per ridurti come “loro”

sporco e in gabbia.

 

Roberta Bagnoli

ARDORE D’AMORE

Varie 20 Comments »

Cari Amici in questo nostro mondo tanto malato e disorientato credo che l’unica alternativa non sia che la strada dell’Amore, nel senso più ampio e universale, s’intende. E non importa rifarsi a Cristo, ai santi, ai profeti, agli uomini illuminati, basta osservare la natura, basta ascoltarsi, basta guardare oltre il nostro orizzonte per iniziare a riscoprire, a riappropriarsi del nostro spazio interiore: la voce della coscienza, sempre più smarrita e tradita è lì a richiamarci, a farci sbattere il naso ogni giorno contro una realtà sempre più indifferente e caotica, fuori da ogni schema civile e morale. Naturalmente non voglio fare retorica, ci sono già altri che la fanno. Io mi limito solo a scrivere, a dare fiato a quel sentimento che sento agitarsi in me. Cerco di dare pulsione all’anima, cerco di trasformare in parola quella “voce inquieta e inascoltata” che sento nel silenzio e che voglio condividere con voi. Senza condivisione non esiste comunicazione. Senza comunicazione non ci sono le basi per un dialogo aperto e costruttivo. E senza dialogo ognuno rimane chiuso nel suo misero orticello e tutto appare più difficile e solitario. E’ facile poi diventare sempre più intolleranti, più diffidenti, si finisce alla lunga di vedere l’altro come un “nemico”, un sottrattore dei nostri spazi, un clandestino che ci porta via qualcosa che ci spetta di diritto. Ma se riusciamo a superare la barriera del nostro egoismo, se non ci crediamo “onnipotenti”, se ci mettiamo seriamente in discussione, insomma se recuperiamo la parte migliore: il cuore, allora possiamo dare il nostro contributo, possiamo vedere nell’altro un nostro simile con stessi diritti e doveri, possiamo recuperare il rispetto, insomma possiamo sperare in un futuro e in una società più equa ed “umana” per tutti, senza alcuna distinzione di razza, di orientamento sessuale e tantomeno di religione. Questo naturalmente è il mio pensiero, la mia “utopia personale”, il mio  “sogno e…bisogno” ed è la premessa che faccio necessaria per presentare la poesia che leggerete. Grazie per la vostra gentile pazienza e scusatemi per il mio “troppo…ardore”, ma quando parlo di certi argomenti, mi è difficile essere sintetica e rimanere neutrale.

 

ARDORE D’AMORE

 

Ti guardo

altezze inaudite

in sospiri e sorrisi

ti scruto

bassezze negli occhi

fragili fiori

calpestati da rabbie e paure

mi guardo

fardello di carne e sogni di cielo

mi scruto

fiume ed abisso

dove candore ed ardore

lottano e sopravvivono

si sfidano fra bagliori di luce cristallina

e fiamme atroci di desiderio

facce opposte

tendono a primeggiare

per affermare unica verità

vita o morte

coraggio o viltà

fede o ragione

per me esiste una sola scelta

ardore d’amore

stendardo incrollabile

che sventola anche quando

non tira neanche un alito di brezza

non so se sia umano

o semplicemente divino.

 

Roberta Bagnoli

(Poesia premiata dalla Critica della Giuria del XXIV Concorso Lett. “Cinque Terre – Sirio Guerrieri”)