IL NUOVO AVANZA

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IL NUOVO AVANZA

Cambiamento lento
impercettibile nell’aria
l’araldo silenzioso del tempo
sfoglia calendario e pelle
così ci ritroviamo più maturi
qualche ruga nascosta
qualche capello bianco
sulle tempie segnate dagli affanni
eppure dentro, nel profondo
cosa è cambiato?
Il cuore magico tamburo
annuisce la melodiosa marcia
ad ascoltarlo si rimane rapiti
come se l’eco del cielo
suonasse nelle vene
l’antica  musica del vero Amore
mai passata di moda.
Oggi voglio restare così
in punta di piedi
sospesa alle ciglia celesti
di un amorevole Padre
che continua a portarmi in braccio,
mentre forte ruggisce il vento di tempesta.

Roberta Bagnoli

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IL MIO ALBERO DI NATALE

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IL MIO ALBERO DI NATALE

Il mio albero
a guardarlo bene
è come quello vero
piantato nel giardino di casa
radici profonde
a irrorare linfa
prezioso nutrimento di vita
foglie forti e fragili
rami stecchiti adesso di gelo
domani gemme di luce
ad annunciare festa
di  prodiga primavera.
Il mio albero è un continuo
fremito di voci e memorie mai sopite
uno scandaglio di terra fremente
in cerca di nuove zolle sempre migliori,
se chiudi gli occhi
e porgi il cuore
puoi vederlo e sentirlo
come una creatura in carne ed ossa
abbracciarti di calde parole sempreverdi.
Il mio albero vorrei
che fosse infinito come il cielo
e portasse in dono
il regalo più bello
certezza di stella
splendente d’amore,
fuggente meteora sulla terra,
per strapparti un “oh”
di tenera, stupita meraviglia.

Roberta Bagnoli

SCENARIO PLUMBEO

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SCENARIO PLUMBEO
(riflettendo sul tragico fatto di sangue a Firenze )

Nuvole fitte, adirate
coprenti ogni spiraglio di sereno
così il cielo stamani accompagna
il cordoglio dello scempio
in una città che mostra
un giglio rosso listato a lutto
piangono i cittadini tutti
uniti in ferma condanna
per un gesto di lucida follia
frutto del germe xenofobo
dell’odio razziale.
Firenze ha un cuore grande
color arcobaleno
lo sento palpitare
lo vivo ogni giorno
ma un gesto così premeditato
e feroce colpisce
in pieno petto più di una fucilata
senza una possibile ragione,
indietro non si torna
due vite sono spezzate,
s’ammanta di dolore
e di commossa solidarietà
la via dell’integrazione;
se il seme della discordia impera
se si addita il diverso come nemico
ecco che ritorna lo spettro del razzismo
ad oscurare la mente, ad armare di morte la mano
a fare di un esaltato estremista “esecrabile eroe”.
Resto in silenzio adesso
mi stringo ai fratelli senegalesi
in solidale, muto pianto
che oggi è un giorno di vergogna
per l’umanità tutta.

Roberta Bagnoli

FERMENTI DI-VINI

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foto di Renzo

FERMENTI DI-VINI

Nell’otre silenzioso
si pigia semplice mosto
sapore agrodolce
d’anima passa,
resta indelebile
l’idea come orma
di piede e mano
tutt’uno
a tracciare muti
arabeschi lucenti,
a indicare sentieri smarriti.
Noi, corpo indivisibile
di singoli e solitari poeti,
camminiamo per strade
di-versi
tutti appagati
e rischiarati da quei
benedetti
per alcuni dalla sorte
 maledetti
fermenti di-vini.

Roberta Bagnoli

 

 





COME ACQUA

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COME ACQUA

Come acqua lascio
ogni giorno un po’ di me
onde trasparenti
a bagnare il cuore
a scalfire il pensiero
eppure non ho alcuna certezza
di continuare a fluire oltre il mio tempo
non ho che un  cappello di sole
da indossare per ripararmi
dalla tormenta di gelo
non ho che un’eco infinito di cielo
 da lasciare in eredità
a chi non si arrende
e continua a cercarsi
nello specchio dell’altro
per riappropriarsi dei propri
valori e diritti calpestati
oltre il vuoto dell’insostenibile
apparenza del vivere.

Roberta Bagnoli
(poesia classificata al 3° posto al Concorso Il Saggio di Eboli XV° ediz. 2011)

GRANAIO DEL CIELO

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GRANAIO DEL CIELO

Granaio del cielo
ti sento fremere
nel buio del silenzio
battiti e respiri infiniti
nel concerto della vita
giorno dopo giorno
s’impressiona l’anima
come pellicola eterea
di sé non lascia traccia
restano solo voci
orme di secoli
di azioni e gesti sfumati
scolpiti nella pietra
indelebile del tempo
panni stesi alla finestra del mondo
luci colorate nell’inverno glaciale
e noi continuiamo ad andare
senza una meta davanti
andiamo perché siamo nati
ma della vita conosciamo
solo la crosta superficiale
il mistero giace al sicuro
nel soffio eterno del cuore
granaio infinito del cielo.

Roberta Bagnoli

( poesia segnalata al Concorso “Amici senza Confini” di Roma sez. poesia a tema libero, 3 ediz. 2011)

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CONCERTO PER ANIME SOLE

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CONCERTO PER ANIME SOLE

Nell’aria
rarefatta
di un’anonima mattina
di fine gennaio
accordo
senza alcuna pretesa
il violoncello del tempo
oboe di fiato in sordina
carezza le dita
e spinge l’anima
a salire da sola
sul pentagramma del cielo
piangono le stelle
vibrano d’amore reciso
il sole resta attore
dimenticato
altrove a esultare
qui le nubi
fanno e disfanno
suoni e accordi grigi
di un pianoforte scordato
tutto sembra perfetto
anche il dolore della terra
si staglia perla assoluta
scagliata per distrazione
e raccolta per scelta sublime
magia di un semplice
concerto per anime sole.

Roberta Bagnoli

( poesia 5 classificata al Concorso “Amici senza Confini” di Roma, sez. poesia a tema, 3 ediz. 2011)

 

 

 

 

ASPETTANDO PASQUA

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Cara Valentina, Staff, cari Amici e Gentili Autori, colgo l’occasione per augurare a tutti voi una Serena Pasqua di pace. Grazie per la condivisione e l’attenzione, un abbraccio di cuore.

ASPETTANDO PASQUA

Aspettando Pasqua,
sì fra sette giorni arriverà,
intendo quella vera,
Pasqua d’Amore e di Pace,
dipingo le mie uova
con inchiostro arcobaleno
è pura illusione
sventolare la bandiera dell’olivo
quando a Gaza hanno da poco
impiccato un italiano
e nel Mediterraneo
si gioca con la sorte
barconi affondati
con corpi di clandestini
dati in pasto ai pesci
senza pensare
alla Libia in fiamme
al Giappone devastato
e al nostro governo sempre più
malconcio e imbarazzato,
sì che venga presto Pasqua
ma scenda senza indugio
l’Angelo della Consolazione
a rammendare lo strappo del cuore,
non c’è bisogno in Italia
d’altra Costituzione,
solo la carta della Resurrezione.

Roberta Bagnoli

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PORRE FRENO ALLA STOLTEZZA

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Cari Amici, mai come in questa giornata memorabile, 21 Marzo Festa della Poesia, ma per la vita stessa di tutti noi, credo sia di vitale necessità innalzare la nostra voce di denuncia, di giustizia e di solidarietà per riappropriarci di un diritto alla libertà e al risveglio delle coscienze.

 

PORRE FRENO ALLA STOLTEZZA

Non serve indossare
alcun salvagente
quando l’onda nera arriva
e spazza via ogni speranza
anche l’ora di sole mesta fugge
e dopo attimi che durano secoli di terrore
si torna a contare i morti
si torna nella trincea della vita
ad aspettare un segnale di ripresa
che sembra rimanere avvolto nel nulla
certo la natura è imponderabile
non si può prevedere l’entità di un terremoto
né la vastità di uno tsunami
 ma porre freno alla stoltezza
alla corsa folle dell’energia nucleare
è necessario quanto l’aria che respiriamo
se non vogliamo davvero
scavarci col plutonio la fossa indistruttibile
per la somma di tutte le vite e i lustri futuri
fra 24.000 anni non oso immaginare
chi possa ancora disseppellire scorie fra le macerie
della nostra imbalsamata umanità.

Roberta Bagnoli

 

 

 

APPARTENENZA

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APPARTENENZA
(Poesia scritta in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il 17 marzo 2011)

Cosa posso scrivere
oggi che guardo il mio paese
alla vigilia di una festa storica
ancora non assimilata e osteggiata
da chi rifiuta la propria italianità
come se fosse la peggiore condanna
cosa posso dire a questi connazionali
ingrati che hanno lo stesso sangue
di Garibaldi, Mazzini, Mameli
e tutti gli altri, nessuno escluso
e se parlano lo devono proprio a loro
avessero almeno la compiacenza di guardare
e composti, civilmente educati rispettare
il nostro quieto ed orgoglioso moto di rivalsa
che vedano sventolare il vessillo di gioia
verde, bianco e rosso
che lo vivano poi come un funerale
poco importa, ma sappiano
che noi siamo vivi e consapevoli
i morti sono altrove,
eroi intoccabili e magnifici
non danno fastidio più a nessuno
vivono nel ricordo per l’eternità
la resurrezione tocca solo ai puri
a chi crede nel sacro valore
della giustizia, della libertà
dell’amore e dell’unità, valori
per cui vale sempre la pena morire.

Roberta Bagnoli