Buon Natale Alessandro
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Lo spread è a 508 e l’indice Mib di Milano è a +0,40. Nuove escort per Berlusconi: esce un volume con le sue decantate prodezze sessuali. Al Grande Fratello espulso Kiran. Traffico in aumento per Natale e Santo Stefano. In netta diminuzione la spesa per il cenone di Natale. L’84% degli italiani passerà il Natale a casa, in famiglia.
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Alessandro viveva solo, nessuno sa da quanto tempo. Sessant’anni compiuti, ex manovale, dimorava in un appartamentino fatiscente, senza servizi, né luce, né gas, né riscaldamento e neanche acqua. A Foligno l’inverno è freddo ma lui non si lamentava mai. I padroni di casa sua lo lasciavano abitare lì, per compassione. Passava le sue giornate facendo piccoli lavori qua e là, per riconoscenza a chi gli offriva una tazza di latte, una mela, qualunque cosa; tanto a lui serviva tutto.
Chissà cosa avrà provato l’altra sera quando si è sentito girare forte la testa e le sue gambe non lo hanno più retto. Chissà cosa deve aver sentito nel momento che sorella Morte ha bussato decisa alla sua porta, o quando ha tentato inutilmente di chiedere aiuto ai vicini, troppo impegnati a festeggiare con la tombola e il panettone per sentirlo o quando si deve essere affacciato alla finestra nella fredda notte di Natale per chiedere aiuto, per gridare il suo dolore, la sua solitudine, la sua paura. Alcuni dicono che deve essersi sentito male già la mattina della vigilia, ma i rilievi fatti parlano della notte di Natale, verso le ore 23,10, proprio quando tutti noi, o quasi, eravamo impegnati a scartare regali o ad abbuffarci di torrone o magari a dirigerci in chiesa per la messa di Natale. Nasceva il bambinello mentre Alessandro moriva, da solo, al freddo, in strada, scalzo e con una grossa ferita alla testa procuratasi cadendo giù sul selciato, morto.
Ma a chi interessa la morte di uno così? Sì, certo, per carità, lo si compatisce per qualche secondo e poi via, verso il cenone di fine anno, o il veglione. Di certo fa molta più impressione la guerra che spazza via vite in qualche parte del mondo, o i bambini che muoiono in Africa, o la crisi economica che morde le famiglie e il rischio di default. E tutti a stringersi l’un l’altro a chiedere pace, serenità, conforto e… notizie di gioia e speranza. E’ Natale! Nasce Gesù!
Già un’ora più tardi la notizia su internet non compariva più. Prima ancora di essere sepolto in qualche modo, di Alessandro non c’era più traccia. Né della sua esistenza né della sua morte.
In fondo ne muoiono tanti sulle strade, anche durante le vacanze di Natale.
Chissà se Alessandro credeva nel paradiso.
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Sandro Orlandi
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6 Comments to “Buon Natale Alessandro”
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By robertabagnoli, 28 dicembre 2011 @ 12:11
Sono la prima a commentare mio caro amico e credimi non riesco a trovare le parole…perché non ce ne sono di nessun tipo per dire o provare a dare una risposta. Rimango attonita, impotente e per un attimo metto da parte le mie “tribolazioni”, mi sembrano quasi un granello in confronto ad una simile realtà. Proprio stamani, mi sono arrabbiata con la sorte…ma adesso mi rendo conto che non serve a niente. A vedere e sentire simili notizie e quante ce ne sono purtroppo che neanche sappiamo verrebbe la voglia di prendere le nostre piccole cose e andarsene via…ma dove poi? Non servirebbe a niente, bisogna solo continuare…a credere, a lottare e a restare uniti, a sperare e ad operare con onestà, affinché vivano sempre i nostri valori ed ideali, anche se in momenti come questi ho solo un grande nodo alla gola. Ma dentro di me ho la percezione che a tutto c’è una spiegazione, solo che ho occhi e cuore troppo piccoli per capire. Sicuramente Alesandro adesso è in pace…io lo credo e anche se così non fosse sicuramente starà meglio di come è vissuto finora. Di una cosa sono certa che c’è tanto da fare per questa povera umanità e a volte mi chiedo che cosa possiamo fare noi di più per migliorare, per contribuire a rendere più sopportabile, felice mi sembra una “parola inverosimile”, la vita a persone sfortunate come Alessandro. Noi siamo davvero fortunati e forse credo che dovremo fare di più, tutti naturalmente, me compresa ed in primis chi ha contribuito a ridurre la nostra Italia più povera, ma loro naturalmente danno importanza allo spread e si limitano a tagliare e basta, tanto hanno capitali all’estero, tanto non hanno coscienza e continuano ad ingrassare e ad affamare …i sempre più poveri. Scusami lo sfogo, serve a poco, ma oggi sono veramente in..dignata, per non dire peggio. Grazie sempre Sandrino per tenerci desti a riflettere e a guardare con occhi attenti e sensibili la realtà che ci circonda. Un abbraccio di pace con la speranza che l’Anno Nuovo sia clemente, ci dia la forza dei giusti, la buona salute e ci porti tanta pace e tanta luce per il nostro cammino, ne abbiamo tutti un grande bisogno.
Roberta
By lara swan, 28 dicembre 2011 @ 12:52
purtoppo queste cose succedono tutto l’anno…ma in questo periodo “stride”…
grazie per questa riflessione
lara
By Maristella Angeli, 28 dicembre 2011 @ 14:35
Caro Sandro,
purtroppo le situazioni drammatiche sono molte e, forse presto, ci saranno altri che come Alessandro periranno, soli e abbandonati Ci sono i volontari, ma ce ne vorrebbero tanti di più, ci sono tante associazioni, le parrocchie, la CARITAS, i centri sociali ed il Comune interviene, ma non è sufficiente. Cosa ci vorrebbe? Un servizio civile giovanile, che educasse i ragazzi ad uscire dal proprio egoismo per andare incontro a chi è in difficoltà, una coscienza sociale che riuscisse ad inserire i soggetti indifficoltà.
Grazie per questo momento di profonda riflessione.
Augurissimi
Maristella
By tinti, 28 dicembre 2011 @ 20:55
Innanzi tutto grazie Sandro per tenerci all’erta e con uno sguardo oltre ,grazie ancora.Per quanto riguarda poi gli “Alessandri” che sono ad ogni angolo di strada sempre di più( come ben sappiamo il numero dei poveri va aumentando vertiginosamente e le code alla mensa dei poveri accolgono nuovi clienti ogni attimo),poco ho da aggiungere al tuo racconto e ai commenti degli amici se non che forse abbiamo toccato il fondo e ,come spesso nei cicli e ricicli accade, è arrivato il momento di rialzarci e fare …..Mi pare , forse azzardo, che qualcosa si stia muovendo perchè i cinepanettoni idioti e volgari di Natale non vanno più di moda e il grande fratello ha ridotto l’ascolto.Forse stiamo togliendoci un poco di mota dai capelli e stiamo guardando avanti? Non so.Spero .Ciao
tinti
By Gwendydd, 29 dicembre 2011 @ 03:34
Ciao Sandro.
Concordo con Roberta che si indigna, e con Maristella che propone nuove forme di intervento, che potrebbero anche diventare un lavoro vero per i nostri giovani disoccupati.
La morte di Alessandro non fa notizia, semplicemente perchè si preferisce nasconderla: tutti vogliono l’illusoria felicità natalizia…
Tutti? Davvero? Sarà un caso, ma ho ricevuto così tante notizie di morte e disgrazie, da persone a me vicine, che non ho mandato a nessuno auguri di buone feste. Ma quali feste! Tra chi sta male e chi ha seri problemi economici, è fortunato chi, come me, ha ancora una famiglia con cui ritrovarsi, senza panettone e senza spumante, stanchi e un po’ depressi, ma felici di poter essere ancora insieme, guardando più ai figli, al futuro, che a chi ci ha lasciato, anche se la mancanza è dolorosa. Mia suocera è venuta con noi… perchè una vera famiglia non l’ha più.
Purtroppo Alessandro non è un caso isolato. Sono anni che i poveri, i poverissimi aumentano, e aumenteranno sempre più. Grazie per aver descritto così bene, con franchezza e passione, questa tragica realtà. Apriamo occhi e orecchie, cari amici, e facciamo in modo che tutti coloro che conosciamo si accorgano di COME vive il nostro “prossimo” (da amare come noi stessi… per chi ricorda un famoso povero che si dice nacque 2011 anni fa… e si festeggia il 25/12 … o non era Lui?)
Rosella
By sandro, 29 dicembre 2011 @ 09:18
Che belli siete! Grazie di cuore della condivisione, perché, in verità, una parte di me muore con Alessandro, mentre un’altra risorge con Tinti e Roberta, organizzando una pseudorivoluzione dal basso, socioculturale, economico-religiosa. Ma lasciatemi dire che un’altra grossa parte di me convive con l’irrequietezza intellettuale e con la ribellione del giusto della nostra fatina che, a volte, quando riesce a scrollarsi di dosso il mantello nero che l’avvolge, riesce ad essere insostituibile nei suoi giudizi. Hai ragione Rosella, specialmente quando ricordi quel famoso poverello che… e detto da due come noi, NON CREDENTI, fa effetto, no?
Sandro