Un silenzio impressionante

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UN SILENZIO IMPRESSIONANTE

Cosa vuol dire essere un musicista? Forse suonare bene uno o più strumenti? Certo. Ma soprattutto vuol dire vivere di musica, non solo nel senso letterale del termine, ma anche psicologicamente. Niente è più bello, importante, vitale come la musica per uno che suona ad alti livelli. E per gli altri? Ricorderete tutti il film di Spielberg “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, dove la musica, si prestava da intermediaria tra la specie umana e quella aliena, finalmente ipotizzate come vicine e alleate, immaginate come abitanti di un cosmo vissuto in una pace idilliaca in un positivo e straordinario incontro. Senza la musica come avrebbero potuto intendersi? Ma ancora è la musica (suonata da musicisti) alla base di molte importanti realtà della nostra esistenza: la musicoterapia nelle alterazioni della mente, i concerti di pacificazione, le bande musicali che hanno il compito di suonare inni patriottici, musiche di coesione sociale, le cosiddette canzonette o brani di musica leggera, alla base dell’intrattenimento quotidiano, del funzionamento radiofonico e televisivo, ma anche del mercato vastissimo dei cd, ipod, mp3, o di quella classica, sacra, new-age, e potrei continuare per ore ma… Insomma per farla breve: cosa sarebbe questo mondo senza nessuno che suonasse?

Eppure in Grecia ieri, la filarmonica nazionale ha suonato il suo ultimo concerto pubblico, perché il governo greco, stritolato dai debiti internazionali e dalla tristemente famosa crisi economica in cui versa e di cui è ormai l’emblema, ne ha decretato la chiusura. Niente più musica da oggi in poi: quei musicisti, sicuramente arrivati a quei livelli con sacrifici, dedizione, studio duro, passione e motivazione, determinati a rappresentare la globalità del loro paese, da questo momento in poi dovranno vivere d’altro e fare altro per campare. La Grecia di Aristotele, del Partenone e del monte Olimpo, la patria della filosofia, del teatro e culla della civiltà è ormai allo stremo. La globalizzazione e i “mercati” l’hanno sconfitta e distrutta. E nessuno suonerà sulle sue macerie.

Mi unisco idealmente agli artisti che ieri, tra le lacrime e la commozione generale del loro popolo, hanno suonato per l’ultima volta le note dell’inno del loro paese. Mi addolora profondamente questo inaspettato risvolto della stupidità umana e piango con loro. Se continuerà così sarà un mondo senz’anima quello che popoleremo, ma soprattutto un mondo senza musica.

Un mondo avvolto nel silenzio del dio denaro.

Sandro Orlandi

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6 Comments to “Un silenzio impressionante”

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    By Roberta Bagnoli, 18 giugno 2013 @ 10:40

    Emblematiche queste lacrime, racchiudono il dramma di un’intera nazione la Grecia che rappresenta anche l’iceberg di una crisi mondiale, in parte manovrata ad arte dai soliti poteri forti e mercenari che ben esprimono il concetto di svilimento umano e morale cui tutti siamo consapevoli spettatori. Comprendo il tuo sgomento è anche il mio, penso che la musica è davvero il linguaggio universale per eccellenza, unisce e sa parlare all’anima come nessun altra arte, forse solo la Poesia può uguagliarla, ma occorre sempre una traduzione, mentre le note possono davvero raggiungere e sciogliere ogni umore ed emozione cristallizzata dentro ciascuno di noi. Per me la musica è fondamentale, ha sempre accompagnato la mia vita e ancora oggi la sento sempre, mi dà una carica ed una forza incredibile…ma forse siamo rimasti in pochi davvero a piangere di fronte a notizie del genere. Sandrino sai proprio ieri sera ne parlavo a cena con Renzo, eravamo entrambi commossi e addolorati e ancora non avevo letto il tuo articolo, mi hai proprio letto nel pensiero, che amarezza,
    un’altra picconata all’umanità, un altro clamoroso passo indietro sulla scala della civiltà. Oggi più che mai mi stringo a quei meravigliosi artisti, a te e a tutti quelli che ancora credono e vogliono un mondo pieno di musica e di vero…amore. Sì coNtinuiamo a crederci Sandro, io non voglio il silenzio della nullità, io cerco solo il silenzio dell’anima…quello che mi fa sentire davvero la musica pura del cuore e la melodia dell’intero creato.
    Grazie sempre per i tuoi puntuali e sensibili approfondimenti che pungolano e ci fanno sentire ancora vivi e pronti in quest’estate anomala che adesso sembra davvero esplodere in…cristalli di sole e di rabbia.
    Un caro abbraccio, ciao e buona giornata.

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    By Maristella Angeli, 18 giugno 2013 @ 14:47

    Condivido il tuo sentire, e insieme a noi, credo tutti coloro che hanno compreso l’importanza della musica e dell’arte che rappresentano l’identità di un popolo, la sua storia emozionale, comunicazionale, epocale.
    Oggi la notizia che la rete televisiva non verrà chiusa, ci consola, ma sicuramente la preoccupazione è anche per l’Italia ancora con il grande peso della crisi economica che mina la serenità di ogni cittadino. Ed è l’Arte, in tutte le sue espressioni, a rischiare maggiormente.
    Contiuna a scrivere sandro!
    Un abbraccio

    Maristella

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    By sandro, 18 giugno 2013 @ 17:46

    E’ bello vedere che qualcuno c’è che piange insieme a me per queste cose. Mi fa bene pensare di non essere proprio solo in questo. Perché al giorno d’oggi uno che si commuopve per una cosa del genere è salutato come un povero scemo o l’ultimo dei romantici. Provo sempre più rabbia e disprezzo per certo genere umano. E pizzo Palù è sempre più vicino.
    Grazie Roberta e grazie Maristella: so che almeno voi sentite quello che sento io.

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    By tinti, 2 luglio 2013 @ 21:11

    Come non piangere insieme al quel grande popolo che ci ha insegnato l’arte e l’amore per essa, il senso della democrazia e della cultura come emblema di un paese. La musica unisce e porta pace e pensiero eppure anche nelle scuole quasi non esiste più se non qualche strimpellata o ascolto rapido sostituita da pagine e pagine di storia della musica ,teoria che senza la pratica e la passione , ben poco serve ad innalzare i cuori.Penso anche alle canzoni di protesta , di lottta , di lavoro delle mondine per esempio o agli spirituals che hanno unito nella fatica e nel dolore tanti uomini e donne…..Davvero ormai il denaro obnubila mente e cuore.Ciao caro.
    Tinti

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    By Rosella, 21 luglio 2013 @ 15:34

    Credevo di aver messo un commento, ma non lo trovo più… pazienza.

    Mi associo a coloro che si rammaricano per quest’ultimo (purtroppo non in senso assoluto) atto di stupidità umana, ormai devota solo al denaro e incapace di provare qualsiasi emozione.

    Niente lacrime però: mi spiace, le ho finite…

    CIAO

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    By Sandro, 22 luglio 2013 @ 09:23

    Grazie a Rosella e a Tinti per la condivisone. Anche se sono più vicino al commento di Tinti: io di lacrime ne avrò sempre tante in certi casi. Vuol dire che son vivo… ancora.

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